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Tutti gli articoli con tag olio di palma

Tonnellate di carta e corruzione contro le foreste dell'Indonesia.

pubblicato da alessandra


Su Ecoblog abbiamo già parlato diffusamente della questione delle foreste in Indonesia e della loro distruzione sistematica da parte delle aziende legate in particolare alla produzione di carta, biodisel, carni e olio di palma. In questi giorni, però la situazione pare precipitare, nuovamente, proprio a pochi giorni dalla scoperta di sempre nuove magnifiche specie animali e vegetali in queste zone.

Terra!, Wilderness Society, Rainforest Action Network, Australian Orangutan Project e, in Italia Salva le foreste, lanciano l’allarme: oltre mille chilometri quadrati di foresta del Santuario degli oranghi di Bukit Tigapuluh, nell’isola di Sumatra, rischiano di essere rasi al suolo per fare posto alle piantagioni delle cartiere. Circa 170.00 km quadrati di foresta sono stati ceduti all’Asia Pulp e Paper, quello stesso colosso colpevole di tutte le maggiori nefandezze riscontrabili in questa zona del mondo. Il tutto mentre continuano ad accavallarsi le une sulle altre le notizie che riguardano la corruzione terribilmente dilagante in ogni distretto dell’Indonesia e che riguardano proprio il rilascio delle licenza forestali per l’industria cartiera. Susanto Kurniawan, portavoce dell’associazione ambientalista locale Jikalahari denuncia la presenza di legami tra le diverse aziende colpevoli di corruzione, i rappresentati del potere locale e con la stessa APP.

Ma non è tutto: molte imprese multinazionali continuano a non voler fare più avere rapporti con l’Asia Pulp e Paper consce del peso economico che un eventuale boicottaggio nei loro confronti potrebbe avere in caso contrario. Per questo multinazionali come Tiffany, H&M e molte altre hanno aderito al progetto di Amici della Terra rifiutando l’acquisto di carta dall’APP per i propri shoppers. Il marcio affonda ovunque. Ed è qui che è indispensabile essere attenti. Sapere come e cosa comprare. Per non essere complici della distruzione e della morte degli oranghi e di altri magnifici animali.

Foto | Flickr

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Regno Unito: vietata pubblicità ingannevole sull'olio di palma

pubblicato da Simone Muscas

Palme della MalesiaChe i biocarburanti non siano per tutti la soluzione ideale per il raggiungimento dell’indipendenza energetica lo testimonia questa nuova vicenda che arriva dal Regno Unito. Infatti l’organo di controllo britannico sugli standard pubblicitari (Advertising Standards Authority) è in piena guerra con i produttori di olio di palma della Malesia.

Motivo della disputa sarebbe la condanna da parte dell’ASA di una campagna pubblicitaria nella quale viene affermato come l’olio di palma sia il solo prodotto in grado di soddisfare in modo sostenibile ed efficiente la maggior parte della crescente domanda mondiale dei consumatori di prodotti a base di olio vegetale, alimentari e biocarburanti.

Altra dichiarazione oggetto di critica sarebbe quella secondo cui l’olio di palma contribuirebbe ad alleviare la povertà. L’ASA ne ha categoricamente vietato la diffusione, adducendo come motivazione il fatto che tali dichiarazioni sarebbero tanto ingannevoli da alimentare false illusioni.

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Rischio estinzione per gli elefanti di Sumatra

pubblicato da missunderstanding

elefanti sumatra

L’elefante di Sumatra è una specie rara di elefante, che vive solo a Sumatra ed appartiene alla specie degli elefanti asiatici. La sopravvivenza degli elefanti di Sumatra è minacciata dall’uso di pesticidi: da maggio sono morti avvelenati 8 elefanti.

L’ultimo elefante vittima dei pesticidi è un piccolo di due anni, secondo quanto riferisce Salvaleforeste, morto a causa dell’alta concentrazione di sostanze velenose finite nel latte materno, da cui il piccolo era ancora dipendente.

Sull’isola di Sumatra le piantagioni di palma da olio hanno preso il posto delle foreste, habitat degli elefanti di Sumatra, la cui popolazione è oggi ridotta a 2400 esemplari.

Scacciati dalle loro foreste, gli elefanti cercano cibo nelle piantagioni, ingerendo enormi quantità di pesticidi usati per coltivare le palme. Se gli esemplari più grandi riescono a sopravvivere ai composti clorurati, non è lo stesso per i piccoli, che vengono uccisi dalle quantità di veleno che si concetrano nel latte.

Foto | Flickr

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L'Indonesia raddoppia le produzioni di olio da palma, le foreste spariscono

pubblicato da missunderstanding

indonesia foreste
L’aumento della produzione di olio di palma, voluto dall’Indonesia che è il primo produttore, causerà la perdita di altre foreste in tutto il mondo.

L’Indonesia, in gara con la Malesia per la produzione di olio di palma, è diventata il primo paese produttore, a scapito delle proprie foreste e dei terreni agricoli, ormai esauriti. Come se ciò non bastasse, continua a comprare terreni in Sud America e in Africa, per continuare ad estendere la produzione di olio di palma. Si prevede che la futura espansione per aumentare la produzione di 1 tonnellata per ettaro per 2 milioni di ettari, costerà un totale di 10 milioni di ettari di foresta.

Le foreste torbiere sono ora a disposizione delle multinazionali della carta e dell’olio di palma e mentre le ultime tigri di Sumatra si avviano all’estinzione, private del loro habitat, l’Indonesia scala le classifiche come paese con il maggior numero di emissioni di gas serra. Per ora è al primo posto nella produzione di olio di palma e al quarto per emissioni di gas, vediamo quanto ci metterà a classificarsi prima anche nella seconda lista, mentre il resto del mondo resta a guardare.

via | salvaforeste

Foto | Flickr

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Indonesia, sovvenzioni statali ai biocarburanti con olio di palma

pubblicato da Marina

La palma dell'olio La compagnia petrolifera statale indonesiana Pertamina prevede, per quest’anno, di miscelare il proprio petrolio con 580.025 chilolitri di olio di palma e così il Governo di Jakarta ha annunciato che sosterrà la produzione di biocarburanti qualora dovessero superare il costo del petrolio.

Dunque, gli impegni di protezione di foreste e torbiere diventano più complessi da mantenere. Già nella sola isola del Borneo in circa 20 anni, oltre 10mila chilometri di foreste sono stati trasformati in piantagioni di olio da palma.

Scrive l’Osservatorio sulle foreste primarie:

Intanto un nuovo articolo pubblicato sulla rivista scientifica Human Ecology conferma i timori già espressi dalla comunità scientifica: non vi sono abbastanza terreno, acqua e energia per sostituire il petrolio, ormai in esaurimento, con biocarburanti. L’articolo Food Versus Biofuels: Environmental and Economic Costs, di David Pimentel, della Cornell University, analizza gli mpatti sugli ecosostemi e sulla sicurezza alimentare, oltre alle emissioni di CO2 prodotte dal drenaggio delle torbiere, ma non si ferma qui. Afronta anche il bilancio energetico degli agroarburanti, e il risultato e’ sempre lo stesso: negativo. La produzione di un litro di biocarburante richiede molta più energia di quanta questo non sia in grado di generare.

Via | Comunicato stampa
Foto |Alibaba

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Azioni di Greenpeace in Indonesia e a Bruxelles

pubblicato da Roberto Bosio

Greenpeace è spesso al centro dei nostri post. Oggi lo è per due sue azioni. La prima è avvenuta ieri a Bruxelles, dove i ministri dell’Ambiente stanno decidendo sul sistema di valutazione dei rischi OGM, qualche giorno dopo che l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pubblicato due pareri scientifici favorevoli alla coltivazione di tre varietà di mais OGM.

Tutto questo è avvenuto nello stesso periodo in cui una ricerca dell’università di Vienna ha osservato che, nel lungo periodo, la fertilità di topi nutriti con mais OGM è risultata molto indebolita rispetto a quelli alimentati con prodotti naturali. E i topi OGM hanno anche generato una prole ridotta di numero e di peso.

La seconda azione invece, è avvenuta per protestare contro quello che definiscono lo scandalo del primo certificato “di olio di palma sostenibile”. Un ‘commando’ di militanti del gruppo ambientalista ha ‘assalito’ la Gran Couva, una nave ormeggiata nel porto di Dumai, in Indonesia, che aveva nella pancia un carico di 27.000 tonnellate di olio di palma. Uno degli attivisti è riuscito ad incatenarsi all’ancora della nave e ha resistito per ore agli attacchi dell’equipaggio. Si possono vedere tutte le immagini dell’azione cliccando qui.

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Packaging alimentare: ma perché non usare anche oggetti utili?

pubblicato da Marina

Il miele in un vaso per i fiori

I colleghi di designerblog ci segnalano questo vasetto per il miele che una volta esaurita la sua funzione di contenitore può essere riusato come vaso per i fiori. Il tappo in sughero diventa invece il sottovaso.

Premesso che l’iniziativa è interessante e che il packaging per il miele in questone è proposto da The die line , ricordo che anche qui in Italia in molti hanno avuto il coraggio di promuovere un packaging utile e riusabile.

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Se il detersivo ti insegna a sprecare acqua

pubblicato da Marina

L’ho rivista per caso e mi si è ghiacciato il sangue. L’ho cercata su youtube e l’ho trovata. Vista e rivista decine di volte per dirmi che sì ho capito bene, proprio bene: il detersivo in questione, prodotto dalla Unilever, insegna a sprecare acqua e acclara una cattiva abitudine di chi lava i piatti a mano. Vi ricordo che Unilever è già nota alle cronache ambientaliste per la vicenda sull’olio di palma e olio di squalo nei saponi.

Fateci caso: il tipo bagna la spugnetta per lavare i piatti con il gel, poi attacca il lavaggio a acqua corrente, magari calda, caldissima così sgrassa meglio.

Non c’è la vecchia bacinella in plastica o la stessa vaschetta del costoso lavello in acciaio inox ad essere riempita d’acqua con cui insaponare prima le stoviglie. No. Direttamene sotto la fontana che sgorga allegramente la nostra risorsa più preziosa.

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Greenpeace e Nutella, scontro per l'olio di palma

pubblicato da lumachina

Nutella salva le foreste.Greenpeace insiste nel chiedere a Ferrero di spiegare da dove viene l’olio di palma con cui viene prodotta, tra le altre cose, la famosa Nutella. Ferrero si difende dicendo di non importare olio dall’Indonesia ma non dichiara chi siano i suoi fornitori o da dove venga la materia prima quando i fornitori, a loro volta, la importano.

Ferrero minimizza anche il proprio impatto dicendo di essere “un utilizzatore marginale” di olio di palma (0,3% della produzione mondiale), ma per produrre tali quantità sono necessari circa 15 mila ettari coltivati a palma da olio, ettari che talvolta vengono dal taglia e brucia della foresta indonesiana.

Chi volesse partecipare alla pressione che Greenpeace sta facendo su Ferrero perché si impegni a rispettare le foreste può sia sottoscrivere la cyberazione che partecipare con una foto o un disegno (come quello di Mauro Biani usato in questo post).

Nutella, la crema da spalmare della Nestle, e’ stata boicottata per anni …

Via | Greenpeace

Olio di palma: Greanpeace batte Dove

pubblicato da Marina

Attivisti di Greenpaeace manifestano a Roma Ricordate il post di Viviana sulla protesta di Greenpaeace contro la Dove per il taglio della foresta pluviale indonesiana al fine di ottenere l’olio di palma? Bene, gli attivisti di Greenpaeace portano a casa una bella vittoria: Unilever fa dietrofront.

Patrick Cescau, amministratore delegato di Unilever, in un discorso pronunciato a Londra ha accolto la richiesta di Greenpeace per fermare in maniera definitiva la distruzione delle foreste pluviali indonesiane e l’impianto delle palme da olio richiedendo una moratoria. Cescau ha anche promesso che tutto l’olio di palma utilizzato da Unilever deriverà da produzione sostenibile entro il 2015.

La distruzione delle foreste indonesiane, secondo quanto afferma Greenpeace, contribuisce per il 4 per cento alle emissioni globali di gas serra. L’associazione si batte ora, affinché anche le altre grandi multinazionali che utilizzano olio di palma e i membri della RSPO (Tavola Rotonda per l’Olio di Palma Sostenibile), tra cui Procter & Gamble, Kraft, Nestle e Ferrero, uniscano le forze insieme a Unilever per chiedere ai propri fornitori di olio di palma di sostenere la moratoria per bloccare la distruzione in corso. ”L’impegno di Unilever per un olio di palma sostenibile - dichiara la responsabile campagna Foreste di Greenpeace Chiara Campione - non avrà senso se i suoi fornitori non smettono di distruggere le foreste pluviali indonesiane. E’ per questo che la moratoria è così importante, e anche le altre aziende che utilizzano olio di palma - conclude - dovranno sostenerla”.

Via | Ansa
Foto | Flickr

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