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Tutti gli articoli con tag pomodori

I 30 cibi da non far mancare nella vostra dieta

pubblicato da Barbara Arlati

Funghi

Per iniziare una vita più sana perchè non iniziare inserendo questi 30 alimenti nella dieta? Magari qualcuno già lo mangiate già, quale? Ecco quelli che mangio o non mangio io:

  • Funghi - Io li mangio ogni tanto in stagione
  • Noci - Queste non le mangio mai
  • Burro di arachidi e di mandorle – Non pensavo facessero bene comunque non li mangio
  • Quinoa – Questa a malapena so cos’è!
  • Mandorle – Non le mangio quasi mai a volte nei dolci se capita
  • Mirtilli – li mangio spesso nelle macedonie
  • Uova – Non le mangio quasi mai
  • Spinaci – Mi capita di mangiarli ma non regolarmente
  • Salmone selvaggio – Non amo il salmone
  • Petto di pollo – Mi piace molto e lo mangio appena posso
  • Avocado – Pur sapendo che fa bene non lo mangio mai non amo il suo sapore
  • Patate dolci – Mai assaggiate
  • Continua a leggere: I 30 cibi da non far mancare nella vostra dieta

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Presentato a Napoli il box porta pizza facile da riciclare

pubblicato da Peppe Croce

Presentato a Napoli il box porta pizza facile da riciclare

La pizza napoletana è uno dei cibi più semplici, e allo stesso tempo più buoni, del mondo: acqua, farina, pomodoro e mozzarella. Possibilmente bianca e non blu

In Italia, ogni anno, se ne consumano milioni e milioni, sia in pizzeria che da asporto, nel classico cartone quadrato. Classico fino ad oggi, perchè il box porta pizza potrebbe a breve cambiare per fare un favore all’ambiente. E’ stato presentato oggi, ovviamente a Napoli, il prototipo del contenitore del futuro. Nuovo, ma fino ad un certo punto: tutte le caratteristiche classiche, necessarie a mantenere la pizza calda senza farla cuocere anche fuori dal forno (le tipiche feritoie, ad esempio) restano anche in questo box.

La novità è nel coperchio: più facile da strappare per essere riciclato. Il box, infatti, nella stragrande maggioranza dei casi viene usato anche come piatto per mangiare la pizza e, sporcandosi, non può essere gettato nel contenitore del cartone. Il coperchio, invece, se resta pulito sì: pensate in grande e moltiplicate il giochetto per i milioni di cartoni che si utilizzano ogni anno in Italia e all’estero e capirete quanto può essere utile all’ambiente un coperchio facile da strappare.

Ma, ancora di più del coperchio, farà bene all’ambiente far circolare per il paese milioni di cartoni con su scritto Comieco e le indicazioni per riciclare correttamente il box porta pizza.

Via | Comieco
Foto | Comieco

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In Senegal si raccolgono i primi frutti degli orti socialmente utili contro fame e povertà

pubblicato da missunderstanding

senegal super garden

I Super Vegetable Gardens sono un progetto di giardinaggio speciale, inteso a combattere la povertà, i cambiamenti climatici e ad assicurare un’alimentazione sana. Sono stati testati sulle piccole comunità di contadini del Senegal e sono pronti ad essere piantati nelle aree tropicali del mondo per far fronte a povertà e fame.

Lo scorso giugno il progetto dei super orti è approdato in Senegal: oggi si contano 150 orti coltivati con questo metodo in tutto il Paese. I Super Vegetable Gardens sono il risultato di 30 anni di ricerche, testati per la prima volta lungo il delta del Niger nel 2007, frutto di una collaborazione tra l’Associazione Internazionale Pro-Natura e il gruppo francese JTS Seeds.

Ogni orto inizia con un singolo kit, una specie di cassetta per gli attrezzi per orticoltori in erba, destinato ad un’area di 60mq. Il kit contiene semi di carote, cavoli, pomodori, meloni e frutta non OGM, oltre al concime, al fertilizzante ed ad una copertura che protegge le piante.

Ogni Super Vegetable Garden è destinato a sfamare una famiglia di 10 persone, con un lavoro quotidiano di 2 ore. La frutta e la verdura che avanza, può essere rivenduta al mercato, con un margine di guadagno che permette alle famiglie di sopravvivere e di reinvestire nella coltivazione.

via | voanews

Foto | Pronatura

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Le nuove luci del Green Design dal Salone del Mobile di Milano

pubblicato da missunderstanding

green light design

Si chiude oggi a Milano il Salone del Mobile 2010, la grande vetrina espositiva dedicata al design. Tra i padiglioni del Salone e gli spazi aperti del Fuori Salone, un’attenzione sempre maggiore è rivolta ai progetti di design sostenibile. Siamo andati a sbirciare tra le novità per quanto riguarda l’illuminazione, ad opera dei nuovi designer, le cui creazioni sono state presentate nel Salone Satellite, lo spazio dedicato agli emergenti.

Le luci del green design del futuro sono una lampada alimentata a pomodori, una fatta di sapone ed una serie fatta di carta ricicalta. La lampada alimentata a pomodori si chiama Still Light ed è stata progettata da Cygalle Shapiro per lo studio D-vision: è una lampada a led alimentata da una reazione elettrochimica tra lo zinco e il rame presenti nei pomodori.

Dello stesso studio sono le lampade Poly, realizzate con scarti di cavi in plastica: ogni lampada è fatta con gli scarti di politilene che un’azienda produce simbolicamente in un giorno. Sempre di D-vision le lampade Soap 97%, realizzate con scarti di sapone: la bassa temperatura dei led permette l’uso di materiali morbidi e facilmente lavorabili come il sapone. Le lampade sono realizzate con sapone a base di glicerina, materiale economico, facilemente lavorabile per una luce soffusa e profumata.

Vengono poi le lampade di carta riciclata trasformata in meravigliosi pendenti di luce simili a lampadari di cristallo, di Yves Behar, battezzati appunto Sustainable Crystal.

green light design green light design green light design

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Inarrestabile la Tuta absoluta, il parassita che danneggia gli ortaggi

pubblicato da missunderstanding

parassita ortaggiDopo il punteruolo rosso che distrugge le palme, una nuova calamità ha scelto i raccolti d’Italia: si tratta del bruco che rovina le coltivazioni di pomodori, peperoni e melanzane.

Il bruco silenzioso, che proviene dall’America Centrale e si è insediato nel Mediterraneo da alcuni anni, è stato ritrovato nelle piantagioni vicino ad Albenga, Diano Marina e Andora, in Liguria ed è innarrestabile. La Tuta absoluta, ribattezzata Muta il bruco, sta dando filo da torcere al centro Sperimentale della Camera di Commercio e ai tecnici del settore Ortofrutticolo che se ne stanno occupando.

Per quando riguarda gli attacchi della Muta in Liguria, ancora non si è riusciti a sviluppare un piano di attacco e le uniche cose che sono state attaccate fino ad adesso sono, purtroppo, le coltivazioni di ortaggi della zona. Il bruco, che non è pericoloso per l’uomo, attacca dalle foglie e poi passa a divorare la polpa di pomodori e melanzane, così come ha già fatto in Sicilia, distruggendo intere colture.

Foto | Flickr

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Focaccia Blues, il film a km zero che ha sconfitto Mc Donald's

pubblicato da missunderstanding

focaccia blues

Focaccia Blues è appena stato presentato al Festival del Cinema Europeo e non è un film sull’ambiente da eco-festival, ma racconta di scelte salutari, di prodotti a km zero, di cose buone e genuine che abbattono i giganti e il consumismo. Focaccia Blues, di Nico Cirasola, racconta la storia vera della panetteria che ha sconfitto il Mc Donald’s aperto nella città di Altamura, descrivendo “la vittoria del mondo piccolo e glocale che si oppone alla diffusione della globalizzazione intesa come massificazione dei gusti, grazie all’utilizzo di poche armi: la qualità, la genuinità e la simpatia”. Niente patate fritte ai pesticidi, niente pubblicità, solo la bontà della focaccia e l’utilizzo di prodotti locali quali olio, farine di grano, acqua e pomodori.

Il film, che vanta la partecipazione speciale di Renzo Arbore, Lino Banfi, Michele Placido, Nichi Vendola, Onofrio Pepe, sarà nelle sale dal 17 aprile. Trovate qui su gustoblog la ricetta della focaccia, e su cineblog il trailer del film. Pronti per un Focaccia Blues, alla faccia di Mc Donald’s?

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Clienti Intesa-SanPaolo: avete ricevuto i barattoli di scorie?

pubblicato da PiccoloSocrate

Scorie e Pomodori per i clienti di Banca Intesa

Greenpeace usa dei metodi simpatici, altre volte discutibili, per dimostrare il proprio dissenso e far conoscere alcune “nefandezze ecologiche” che avvengono sul pianeta. Questa volta, in occasione della segnalazione del finanziamento alle centrali nucleari obsolete in Slovacchia di cui vi avevo parlato qualche tempo fa, gli attivisti hanno consegnato ai clienti finti barattoli di scorie radioattive.

Ogni anno la centrale di Mochovce produrrà circa 145 tonnellate di scorie, pari al contenuto (in peso) 360 mila barattoli di pomodoro. L’operato di Greenpeace va oltre l’iniziativa in se stessa: in settimana ha fatto ricorso in sede di Commissione Europea poichè Enel ha stipulato condizioni contrattuali col governo slovacco che si configurano come aiuti di stato illegali vista l’opera in atto. Gli attivisti non si fermeranno: è dichiarata intenzione di portare in aula lo stesso Governo slovacco per non aver avviato la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale per Mochovce, così come stabilito dalla legislazione europea.

Se qualche lettore ha ricevuto la famigerata scatola, può scriverci a suggerimenti@ecoblog.it, segnalando nell’oggetto Pomodori & Scorie. Saremo ben lieti di ascoltare le vostre esperienze.

Via | Ufficio Stampa Greenpeace

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Robot contadino vecchio di tre anni

pubblicato da Marina

Il robot contadino addetto alla raccolta dei pomodoriLeggo sull’Ansa del 3 aprile la notizia relativa all’automa contadino in grado di raccogliere frutti selezionandone i più maturi. Peccato che la notizia sia vecchia di almeno tre anni. Infatti la presentazione dello studio risale al settembre del 2005!

Dice testualmente il tek:” Il robot, il cui funzionamento automatizzato non richiede il minimo intervento umano, è formato da una batteria (1,7 per 2,2 metri) di speciali luci ‘Led’ (diodo a emissione luminosa) montata su un carrello che si muove lungo la serra, fermandosi ogni 20 centimetri per scattare un’istantanea dei frutti: il computer interno analizza in tempo reale l’immagine, riconoscendo in base al colore le fragole mature e raccogliendole mediante un braccio meccanico. La macchina preleva solamente le fragole mature almeno all’80%, con una velocità media di 12 secondi per ogni frutto. Dopo una fase sperimentale di tre anni, se i risultati saranno positivi il prototipo sarà lanciato sul mercato.

“Ci sono ancora diversi aspetti da migliorare, tra tutti la velocità - dichiara un responsabile del team di sviluppo - ma siamo fiduciosi che presto possa arrivare il giorno in cui un contadino potrà svegliarsi e trovare il raccolto”.

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Coltivare pomodori a testa in giù

pubblicato da PiccoloSocrate

Pomodori al contrario Navigando in rete mi sono imbattuto in questa antica tecnica riportata a nuovo dalla Gardeners, un’azienda americana del settore: pomodori ed altre piccole piantine possono esser coltivate a testa in giù con il vantaggio di sfruttare molto di più lo spazio a disposizione ed avere comunque ottimi raccolti biologici.

Il sistema è molto semplice: dopo aver riempito per metà il vaso, lo si posiziona orizzontalmente e si mettono le piantine di pomodori con le foglioline che fuoriescono dal buco inferiore. Si aspetta qualche settimana che la pianta metta radici “robuste” e poi si tira su, avendo l’accortezza di mettere anche un piccolo contenitore che faccia da riserva d’acqua ed aggiungendo ulteriore terriccio sabbioso.

Con questo sistema - venduto solo in America a meno di 20 dollari (circa 13 euro) - basta avere un buon sostegno dove appendere il “vaso al contrario” e la produzione biologica può esser avviata. Sinceramente sono per le cose tradizionali e non per i boiler che auto-innaffiano un terreno piuttosto sabbioso, che non dreni troppo altrimenti l’acqua verrebbe giù facendo un disastro. Per chi volesse provare, segnalo il file .pdf della guida ufficiale per le coltivazioni al contrario.

Via | Gardeners

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Dagli scarti dei pomodori il biodegradabile per l'agricoltura

pubblicato da Marina

PomodoriE’ una ricerca tutta mediterranea. Dagli scarti dei pomodori si ricava materiale biodegradabile per l’agricoltura. Non solo. Ma anche una vernice spray, fatta di amidi naturali biodegradabili, per “foderare” il terreno ed evitare che crescano piante infestanti.

Gli autori della scoperta lavorano al Cnr diPozzuoli e sonoMario Malinconico, Barbara Nicoalus e Barbara Immirzi. A raccontare i nuovi usi possibili del pomodoro è Maria Teresa Dimitri che sull’ Almanacco delle scienza edito dal Cnr spiega il valore di questa ricerca e i suoi possibili usi.

Nel caso degli scarti del pomodoro, gli studiosi hanno messo a punto un prodotto a base di sostanze di origine marina o agricola, polisaccaridi, rinforzati con fibre provenienti dalla lavorazione dei pomodori ottenendo contenitori, completamente biodegradabili, da utilizzare per la coltivazione cosiddetta “tray plant”. In pratica le piantine sono messe a crescere in contenitori di polistirolo (tray o nursery pots) da 15 fori contenenti un substrato costituito principalmente da torba bionda fibrosa. Nel periodo invernale le piante, in pieno riposo vegetativo, sono tolte dai contenitori di polistirolo e, con tutto il substrato e le foglie più giovani, sono poste in terra e portate a crescita.

Il loro accumulo in agricoltura sta diventando un grosso problema ambientale, visto che solo in Italia se ne usano ogni anno decine di migliaia di tonnellate”. “L’idea degli studiosi del Cnr di Pozzuoli è semplice: usare un materiale, completamente biodegradabile, ottenendo contenitori molto leggeri e resistenti che possano essere interrati con tutte le piantine.

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