
E’ possibile unire un’architettura ecologica ed olistica alle antiche discipline orientali che si relazionano con l’energia? La risposta è si. Esiste e concilia le attività e i comportamenti umani con le preesistenze ambientali e i fenomeni naturali e si sintetizza nel progetto Low Energy House dell’Arc Studio, a Brandýs nad Labem, nella Repubblica Ceca. Qui gli aspetti del paesaggio interagiscono a livello immateriale, viene sfruttata interamente la potenzialità del luogo e conservato un ambiente salutare, dove viene attuato il risparmio energetico unitamente all’utilizzo di materiali tradizionali.
L’ approccio ecologico in architettura, definito oggi dalla sempre più grave situazione climatica danneggiata dal forte sfruttamento delle risorse ambientali e dall’aumento esponenziale dell’inquinamento, è determinato non solo dalla somma delle tecnologie verdi applicabili ma da precise scelte filosofiche e da una visione olistica del costruire che si confronta con l”ambiente, sintetizzandosi nelle nuove discipline dell’ecosostenibilità e della biocompatibilità.
Continua a leggere: Un approccio olistico all'architettura ecologica
Il boom del costo energetico, aumentato del 26,5% negli ultimi 12 mesi, e le dichiarazioni dell’AIE (Agenzia Internazionale dell’Energia), riguardo ad un ulteriore aumento dei costi nei prossimi 25 anni, fanno pensare.Tuttavia aumenta una maggior consapevolezza dei nostri consumi, che ci spinge ad adottare nuove tecnologie immesse sul mercato. Ma dobbiamo considerare che possiamo agire integrando l’illuminazione artificiale con quella naturale, fornita dalla luce del sole. I costi energetici diminuiranno e aumenterà invece il nostro comfort visivo.
L’illuminazione diurna, infatti, aiuta a creare un ambiente visivamente stimolante e produttivo e costituisce una risorsa importante per la progettazione e la realizzazione di edifici energeticamente sostenibili. La luce naturale è dinamica e influisce positivamente sull’organismo, sull’umore e sull’attività cognitiva mentre quella artificiale è statica e influisce invece sulla percezione visiva e sull’ambiente circostante. Da qui il controllo dell’illuminamento naturale è, secondo la disciplina dell’illuminotecnica, uno dei requisiti che concorrono al benessere umano, con benefici psicologici-emotivi, in relazione dinamica con contesto ambientale.
La norma UNI-EN 12464-1, ad esempio, detta un vincolo normativo in materia di illuminazione naturale per i luoghi di lavoro: affermando che l’illuminazione naturale può fornire tutta o parte dell’illuminazione di un compito visivo e che è opportuno che la distribuzione delle luminanze all’interno del locale seguano un’appropriata integrazione tra luce artificiale e luce naturale, per garantire l’illuminamento sul posto di lavoro e per bilanciare la distribuzione delle luminanze all’interno del locale.
Continua a leggere: Illuminazione naturale per il risparmio energetico

Dopo aver analizzato i criteri che ci consentono di avere un’illuminazione efficiente e dunque a basse emissioni di CO2 e con considerevole risparmio sulla bolletta energetica, passo ad analizzare le caratteristiche dei nuovi tipi di lampadine con i criteri per ottimizzare risparmi e emissioni.
Facciamo innanzitutto due brevi considerazioni:
Uno dei parametri più importanti, nella scelta delle lampade a basso consumo è l’efficienza luminosa che è si esprime in lumen/watt: il parametro definito dal rapporto tra il flusso luminoso emesso (in lumen) e la potenza elettrica assorbita (in watt). Questo parametro definisce il rendimento e di seguito i consumi energetici. Ad esempio, le vecchie lampade ad incandescenza, le più diffuse nel civile hanno una bassissima efficienza: una lampadina da 150 watt emette circa 2.000 lumen, ovvero 2.000:150 = 13 lumen per ogni watt assorbito.
Dopo il salto i valori e l’analisi delle diverse lampadine.
Continua a leggere: Breve guida all'illuminazione efficiente: lampade a risparmio energetico

Fra le spese energetiche più gravose c’è quella per il riscaldamento o la produzione di calore, che, durante la stagione fredda, può arrivare a rappresentare circa i tre quarti del consumo energetico complessivo di una casa. A chi si chiede quale sia il sistema di riscaldamento più adatto è difficile dare una risposta sincera e concreta, ma la cosa più importante è che la scelta deve essere fatta sulle proprie esigenze individuali. In sintesi un risparmio energetico, legato all’impianto di riscaldamento domestico, per esempio, si basa su due semplici regole:
Con una caldaia a condensazione, rispetto ad una caldaia tradizionale, si risparmia dal 20% al 50% sulle spese in bolletta.
Continua a leggere: Ridurre i consumi del riscaldamento con la caldaia a condensazione
Il Solar Decathlon 2011 è stato vinto da Watershed (spartiacque) casa ecologica a forma di farfalla. L’edificio è alimentato con pannelli fotovoltaici e il tetto inclinato serve a recuperare l’acqua piovana. Ma non solo: grazie al sistema di filtraggio con le piante le acque grigie da doccia, lavatrice e lavastoviglie sono recuperate; un tetto verde assicura temperature più fresche e è stato integrato un piccolo centro per il compostaggio. Il progetto nasce alla facoltà di Architettura dell’Università del Maryland e ha superato gli altri 18 progetti (la gallery con tutte le foto la trovate qui) incluse le case provenienti dall’Università di TongJi in Cina o di Ghent dal Belgio.
WaterShed, la casa farfalla ecosostenibile
Il contest nel 2012 si gareggerà a Madrid e in quell’occasione parteciperà anche l’Italia con la casa di ispirazione sumera MED in Italy progettata dagli architetti di Roma Tre e de La Sapienza.
Continua a leggere: Watershed casa green vince il Solar decathlon 2011
Parecchio tempo fa parlammo di un interessante progetto dell’Istituto G Vallauri di Roma. Era il 2007 e l’istituto scolastico romano vinceva il premio Bmw Clean Energy Award riservato ad idee particolarmente innovative in tema di energie rinnovabili. Ebbene, quello che era un progetto sulla carta si è ora convertito in realtà, tanto che alla fine di quest’ultimo anno scolastico è stato reso operativo.
L’idea, nata da Oscar Santilli, insegnante dell’istituto, ha come obiettivo quello di migliorare la conoscenza e la coscienza delle questioni energetiche, attraverso un canale educativo alternativo alla didattica scolastica tradizionale. Alla fine dell’anno scolastico è stata pertanto inaugurata la “sala dell’energia”, attrezzata con diciotto cyclette in grado di produrre energia elettrica, per mezzo di alcune dinamo attivate dalle pedalate o rotazioni a manovella. La particolarità del progetto non si ferma però qua, tanto che, per evitare che ad usufruire dei mezzi siano i soliti nomi, si è deciso di diffondere l’iniziativa a quanti più studenti possibile.
Ad ogni ragazzo è stata quindi data una card per accumulare i propri crediti energetici attraverso cui è possibile ricevere dei premi. In sostanza, tanto più uno studente sarà in grado di produrre Wh pedalando, quanto più gli sarà possibile accumulare crediti che potranno essere convertiti in ingressi al cinema, libri o musica in rete. I crediti saranno visibili in diretta su un display e memorizzati su un database accessibile dalla rete. L’iniziativa però non si ferma qui; infatti è prevista anche una quota aggiuntiva di crediti riservata a coloro che, oltre a pedalare sui rulli, verranno a scuola in bici. Per quanto il progetto sia partito già da quest’anno, sarà però operativo al 100% soltanto dal prossimo settembre: la speranza è quella di incentivare gli studenti a comportamenti più sostenibili cercando di far loro capire il valore del risparmio energetico e l’importanza delle fonti di energia rinnovabile.
Via | Aetanet.org
Foto | Flickr

Al Solar Decathlon di Madrid nel 2012 partecipa anche MED in Italy, casa solare progettata in Italia e adatta al clima mediterraneo. Gli italiani, perciò, si confronteranno con altri 19 progetti provenienti da tutto il mondo. MED in Italy è stata messa a punto dall’Università Roma Tre e il Laboratorio di Disegno Industriale della Sapienza.
Si ispira alle case sumere dove era previsto un giardino e il cortile, è modulare e la si monta in otto giorni. Sono previsti il recupero delle acque piovane, acque grigie e risparmio energetico grazie alla produzione di 11400 kWh e al consumo di 1900 kWh.
Dopo il salto un video servizio del TG3 che svela il progetto.
Continua a leggere: Med in Italy casa solare italiana al Solar Decathlon

I cittadini dell’Unione europea chiedono più misure per risparmiare energia e ridurre il costo della bolletta. I risultati sono emersi da un sondaggio commissionato dal Parlamento europeo in cui i cittadini hanno chiaramente espresso interesse per la riduzione del consumo di energia, a patto, però, che vi siano incentivi per le spese di ristrutturazione energetica dell’abitazione o acquisto di una vettura ecologica.
L’indagine, è stata effettuata lo scorso febbraio e ha visto intervistati, faccia faccia, 26.836 europei. E dunque se l’80% si dice d’accordo nel voler risparmiare energia però poi non si trova accordo sul come. Infatti , forse a causa della crisi economica, solo il 19% ha investito nell’isolamento dell’appartamento in cui vive e solo il 6% ha acquistato una vettura ecologica. Tra gli europei che hanno investito maggiormente nella ristrutturazione energetica della casa ci sono i cittadini di Estonia, Slovenia e Slovacchia (tra il 35% e 40%).
Tra le misure pratiche adottate per diminuire il costo della bolletta energetica, il 47% indica di usare i contatori intelligenti per misurare i consumi; due quinti degli intervistati prevede riduzioni fiscali per incentivare il risparmio di energia e il 36% vorrebbe più concorrenza tra i fornitori di energia. Quasi tutti hanno dichiarato di voler ricevere fatture scritte in maniera più semplice e chiara cos’ da essere aiutati nel controllo del consumo.
A proposito di reti integrate il 59% degli europei intervistati crede che siano necessarie per ridurre i costi; per incoraggiare una migliore utilizzazione dei vari tipi di energia (47%), e rendere più sicura la consegna (35%).
Via | Fondazione sviluppo sostenibile, Europarl
Foto | Flickr

E’ uscita l’edizione 2011 di “Comuni Rinnovabili”, consueto dossier di Legambiente che raccoglie i dati sulla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili nei comuni italiani. Come al solito si tratta non di tutti i comuni d’Italia, ma di quelli che hanno avuto la sensibilità di fornire i dati rispondendo al questionario inviato dall’associazione ambientalista. I risultati? Buoni e prevedibili:
Sono 7.661 i Comuni in Italia dove si trova almeno un impianto. Erano 6.993 lo scorso anno, 5.580 nel 2009. In pratica, le fonti pulite che fino a 10 anni fa interessavano con il grande idroelettrico e la geotermia le aree più interne, e comunque una porzione limitata del territorio italiano, oggi sono presenti nel 94% dei Comuni
Si conferma il ritmo di crescita notevole dei comuni italiani, come mostra la tabella che vedete dopo il salto:
Continua a leggere: Comuni Rinnovabili 2011: Legambiente dà le pagelle ai comuni italiani

Il sito TriplePundit ha rispolverato una (relativamente) vecchia infografica realizzata da Wellhome, società che si occupa del risparmio energetico in edifici già esistenti, molto efficace per descrivere la situazione energetica della Cina.
I dati sono aggiornati all’anno scorso, ma ancora sostanzialmente validi, e basati su quelli forniti dalla Eia, l’agenzia americana di informazioni sull’ambiente. Da notare sia quanto siano ambiziosi i progetti cinesi nel settore delle energie rinnovabili, sia quanto siano lontani dall’essere realizzati.
Molto interessante anche il sondaggio che mostra una Cina che effettivamente ha capito il problema del riscaldamento climatico globale. Peccato solo che sia un sondaggio del 2007 e tra sole 1024 persone (metà donne e metà uomini). Un po’ poco per essere rappresentativo di un paese da oltre un miliardo di abitanti, in gran parte residenti in zone rurali.