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Tutti gli articoli con tag ristoranti

Conosci il tuo pasto: gli eco-chef si alleano con gli agricoltori biologici

pubblicato da Marina

conosci il tuo pasto Lunedì a Senigallia sarà presentato il Manifesto di Conosci il tuo pasto. In pratica gli eco-chef che aderiscono al progetto e gli agricoltori biologici di Cia Confederazione italiana degli agricoltori si sono alleati per produrre menù e guide in cui sia chiaramente indicato che genere di materie prime sono utilizzate nelle cucine dei ristoranti.

L’idea nasce dall’IMC Istituto Mediterraneo di Certificazione e il progetto è interessante poiché rende noti al pubblico il tipo di ingredienti utilizzati, che devono essere sempre di qualità, dunque Doc, IGp o biologici, legati al territorio e di stagione. In taluni casi si prevedono anche prodotti dal commercio equo-solidale.

Dunque, accanto ai classici galletti (uno, due,tre) che finora hanno contraddistinto i ristoranti di “Conosci il tuo pasto” ci sarà anche la foglia verde (una,due,tre) che assegnerà il punteggio per l’uso di particolari attenzioni ambientali. Spiega l’IMC:

L’assegnazione delle Foglie Verdi (una, due o tre) indica il percorso compiuto dagli alimenti misurato dal KMOK® e il metodo di calcolo Eco Chef Food Print® messi a punto dall’Istituto Mediterraneo di Certificazione di Senigallia in collaborazione con il Consorzio per la Ricerca e la formazione sulla sicurezza alimentare (RIFOSAL) e un’equipe di esperti dell’Università della Tuscia di Viterbo.

Via | IMC

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Londra: la guida verde gratuita

pubblicato da Barbara Arlati

Avete intenzione di visitare Londra? Vi consiglio prima di scaricare ”Green London” la prima guida ”verde” di Londra nata in occasione del lancio di Enjoy England’s grazie alla collaborazione di Green Traveller.co.uk. Su questa guida potrete trovare alberghi, ristoranti, negozi e divertimenti ”green”. Una buona idea per vedere una bellissima città con un occhio all’ambiente.

La guida è divisa in parti: ”Getting Around”, una lista dei possibili mezzi per spostarsi nella città, ”Where to Eat”, locali di ristorazione sostenibili o semplicemente ”verdi”, ”Where to Visit”, un elenco dei luoghi da non perdere nella vostra gita londinese ”green”, ”Where to Stay” gli alberghi sostenibili di Londra e per finire ”Where to Shop” lista di negozi in cui fare incetta di ogni genere di prodotti verdi.

Via | Treehugger
Foto | Enjoyengland

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Messina: oltre al ponte anche le palazzine. Galleggianti. Parola di Temor di Nazareth

pubblicato da Peppe Croce

Il progetto è stato già da tempo depositato al Ministero delle Infrastrutture. Ma, chissà per quale motivo, l’architetto Mor Temor, arabo nato a Nazareth, ancora non ha avuto risposta…

L’idea del fantasioso progettista è quella di sostituire il costruendo ponte sullo stretto di Messina con un collegamento galleggiante. Non è la prima volta che si ipotizzano zattere o robe simili per collegare Sicilia e Calabria ma, questa volta, l’architetto è andato oltre: sulle zattere ci vuole fare le palazzine.

Esatto, palazzine, cemento (il qutidiano La Sicilia parla di tre milioni di metri cubi), case su case con vista mare. Nel senso che poggiano proprio sul mare. Difficile capire come dovrebbero stare in piedi le palazzine, ma questo è un problema da tecnici. Molto più difficile capire chi vorrebbe vivere in una palazzina nel bel mezzo del mare con migliaia di autovetture che gli ronzano intorno.

Anche se, promette Temor di Nazareth, intorno alle case ci sarà un vero e proprio paradiso dello shopping: negozi, centri commerciali, ristoranti, piazzette e porticcioli turistici.

Ancora più difficile, infine, capire come l’architetto di Nazareth creda che il robustissimo fronte ambientalista no-ponte possa prender per buono un progetto ancora più grosso e impattante di quello attualmente in discussione.

Via | La Sicilia
Video | YouTube

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Il ristorante giapponese sull'albero

pubblicato da PiccoloSocrate

Tree Restaurant

L’immaginario collettivo del Giappone è tutta tecnologia, grattacieli e inquinamento? Bene, nel sud della penisola nipponica, all’entrata del parco di Onoyama sulla 58esima Highway è stato costruito un ristorante su un albero. Purtroppo non è un albero millenario vero e proprio, però stuzzicherà sicuramente l’immaginario collettivo di chi avrà una bellissima vista sul porto di Onoyama.

Via | FunSafari

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Al Politecnico di Torino si mangia a km zero

pubblicato da Marina

Un pasto tipico a mensaFinalmente un primo esempio in Italia di spesa a Km zero. Lo mette in atto il Politecnico di Torino che per rifornire la sua mensa riservata al personale docente e non, sceglie di acquistare i prodotti presenti sul territorio.

Menu a Km Zero è promossa da Politecnico, CIR food, Coldiretti e riguarda la ristorazione con prodotti tipici regionali e stagionali. E per la presentazione del progetto è stato offerto un menù tipo: risotto al Castelmagno, coniglio al civet e frittata ai porri; mentre Coldiretti ha allestito il tavolo delle mele offrendo mele golden, mele delizia, succo di mela filtrato e non, mele essiccate al naturale e alla cannella.

In questo modo si abbattono i costi di trasporto e logistica dei prodotti agroalimentari, voci che incidono sul fatturato delle imprese di produzione per oltre il 30%. I ristoranti propongono piatti con i sapori della terra d’origine, garantiti e rintracciabili attraverso un’etichetta che ne certifica la provenienza, perché offerti dai produttori agricoli del luogo.

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Fare il pieno al fast-food

pubblicato da Marina

Molly che usa per la sua Jetta olio vegetaleLui:”Ciao cara, andiamo al ristorante?”
Lei:” Anche stasera?”
Lui:” E devo fare il pieno!”

Non è il pieno che immaginate voi! Non si tratta né di alcolici né di delikatessen, ma di olio usato per le fritture. Negli Stati Uniti una community da diverso tempo ricicla l’olio delle fritture come carburante delle auto a diesel. Passano al pub, al ristorante, al fast-food, al ristorante cinese con le loro taniche, le riempiono e le versano nel serbatoio della loro auto.

In alcuni casi senza spendere un cent, in altri possono al massimo spendere 90 cent di $, cioè circa 20 cent di €. E la felicità dei ristoratori è immensa, altrimenti devono pagare le ditte autorizzate per il ritiro e lo smaltimento del loro olio. A quanto riferiscono entusiasti gli appartenenti alla community, l’olio vegetale ha delle ottime performance sui motori a diesel e riesce anche a mantenerli meglio. Ovviamente non si tratta di prendere l’olio dalla padella e passarlo nel serbatoio. Bisogna prima depurarlo con filtri speciali che costano circa 10$. E la manutenzione è di routine.

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Acqua del rubinetto nei ristoranti: battaglia aperta in Gran Bretagna

pubblicato da Matteo Razzanelli

Campagna per l'acqua del rubinetto nei ristoranti, Gran Bretagna - Foto CCW

Un bollino per identificare immediatamente i ristoranti e gli alberghi che servono l’acqua del rubinetto senza bisogno di richiederla esplicitamente. Nel Regno Unito infatti, proprio come in Italia, i ristoranti solitamente servono solo la (ambientalmente ed economicamente costosa) acqua in bottiglia.

Ogni anno, nel solo Regno Unito, si consumano 3 miliardi di bottiglie d’acqua, di cui mezzo miliardo arrivano dall’estero. L’impronta ecologica del trasporto delle bottiglie in Gran Bretagna è stimata in circa 33′200 tonnellate di CO2, pari al consumo energetico annuale di 6′000 abitazioni.

Il problema è che se uno chiede “l’acqua del rubinetto” (o - come si dice in Toscana - “l’acqua di cannella”), viene fulminato dallo sguardo contrariato dei camerieri. Il Consumer Council for Water (CCW), un’associazione dei consumatori finanziata dallo Stato, si è alleata con la più grande impresa britannica di gestione degli acquedotti, la Thames Water, per promuovere una campagna che segni una rivoluzione culturale. L’obiettivo è far diventare “cosa normale” la caraffa di acqua del rubinetto sui tavoli dei ristoranti e far invece servire l’acqua imbottigliata solo se esplicitamente richiesta.

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