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Tutti gli articoli con tag tigre

L'amicizia tra cuccioli di orangotango e tigre

pubblicato da Barbara Arlati

Tigre e orango vicini

Questa amicizia tra un cucciolo di orangotango e uno di tigre è la dimostrazione che se gli animali vengono messi vicini da piccoli facilmente si ritroveranno ”amici”. Per quanto riguarda questa amicizia tra orangotango e tigre si potrebbe pensare che la tigre veda l’amico orangotango come un umano per modo di comportarsi e fattezze.

Tigre e orangotango dormonoCoccole tra tigre e orangotangoAmicizia tra cuccioli

Via | Planetsave

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Tigre allontanata a colpi di mestolo

pubblicato da Luca M.

Se vi dico “la tigre della Malesia” cosa vi viene in mente? Ovviamente il libro di Salgari “Le tigri di Mompracem”. Il signor Tambun Gediu è finito in ospedale per uno scontro con una tigre della Malesia ma non si tratta certo di Sandokan. Tambun stava scacciando gli scoiattoli dalla sua piantagione quando si è trovato davanti l’enorme felino con intenzioni tutt’altro che pacifiche.

Tambun ha tentato di sfuggire alla tigre arrampicandosi si un albero, probabilmente ignorando che la tigre è un felino. Il predatore lo ha seguito e ha cominciato ad attaccarlo ferendolo gravemente. Le urla di Tambun, però, hanno raggiunto sua moglie che, armata di un cucchiaio di legno, si è avventata contro l’animale riuscendo a metterlo in fuga.

Via| BBC
Foto| Courtesy NST picture by Ikhwan Munir

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Approvato il Piano Globale per la Protezione della Tigre. Presente anche Di Caprio

pubblicato da alessandra

Putin e Di Caprio per salvare le tigri

Finalmente si è concluso il Vertice di San Pietroburgo finalizzato alla salvaguardia della tigre. Ed è stata scongiurata la solita debacle cui siamo abituati in tema di ambiente e tutela della biodiversità… L’obiettivo sancito a gran voce dai partecipanti, infatti, è stato quello di raddoppiare il numero della regina delle foreste entro il 2022 - il prossimo “anno della tigre” secondo il calendario cinese -.

Il merito, probabilmente, è da individuarsi - come già anticipato - nell’impegno assunto dalla Banca Mondiale e dal Fondo per la Natura che, a tal proposito, si sono impeganti nella sommisnistrazione di prestiti non trascurabili ad alcuni Paesi in difficoltà (Bangladesh, Nepal, Bhutan, Laos, Cambogia e India) perché possano portare avanti efficaci iniziative volte alla tutela della panthera tigris presente nel loro territorio.

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Al Vertice di San Pietroburgo per salvare le tigri

pubblicato da alessandra

In questi giorni si sta svolgendo l’attesissimo summit di San Pietroburgo sulla salvaguardia delle tigri. Fortemente voluto dal primo ministro dello stato russo, Vladimir Putin - in virtù della capacità dimostrata dal suo Paese di quintuplicare il numero di esemplari allo stato selvatico sul territorio in appena 60 anni - , l’incontro ha lo scopo precipuo di raddoppiare, almeno, la quantità di tigri presenti sul nostro pianeta entro il 2022, anno simbolicamente dedicato, dal calendario cinese, al grande felino.

Il vertice, vede riuniti i delegati dei 13 paesi (Bangladesh, Bhutan, Cambogia, Cina, India, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Nepal, Russia, Thaïlandia, Vietnam) che ancora possono vantare la presenza della tigre all’interno dei propri confini oltre a innumerevoli associazioni animaliste, all’Unep, alla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, alla Banca asiatica e a quella islamica per lo sviluppo, e alla Banca mondiale, rappresentata proprio dal suo presidente, Robert Zoellick.

Temi fondamentali di discussione sono, chiaramente, la lotta al bracconaggio sempre più urgente specialmente a seguito dei dati forniti da Traffic International in questi ultime settimane e di cui noi di Ecoblog abbiamo già parlato, l’approntamento di normative e controlli severi a tutti i livelli - geografici e non - oltre a una più capillare protezione e proliferazione delle aree protette in cui la panthera tigris ancora sopravvive, unitamente ad adeguate formazione ed educazione delle comunità locali prospicenti le aree naturali interessate.

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Oltre un migliaio le tigri uccise dal bracconaggio nell'ultimo decennio. E' strage

pubblicato da alessandra

Sono più di 1000 le tigri in libertà uccise nell’ultimo decennio al solo scopo di prelevare parti di esse: soprattutto le pelli, sempre richiestissime, le ossa, i peni … ogni cosa, insomma, che possa servire come amuleto, ipotetico viagra o a produrre opinabili medicamenti di origine cinese di sempre più arga diffusione nonostante la presenza di normative nazionali e internazionali in merito al commercio di animali rari, o di sezioni di essi. E ciò accade, come testimoniano gli operatori del Cites, soprattutto grazie alla Rete. E sotto mentite spoglie: quando, cioè, le tigri sono già ridotte in polvere, sparite in composti dai nomi affascinanti o meno in cui non figurano neppure tra gli ingredienti” o vi appaiono ma solo nella dicitura cinese…. A confermalo, inoltre, è il nuovo rapporto di Traffic International, la rete di matrice britannica per il monitoraggio del commercio degli animali selvatici.

Il documento denuncia l’uccisione ad opera del bracconaggio di un numero di tigri compreso tra 1.069 e 1.220. Ma il reale volume di individui abbattuti potrebbe essere sensibilmente superiore. Infatti, tutti i dati forniti sono “reali” provenienti, cioè, da 11 dei 13 Paesi in cui ancora vive la tigre e sulla base dei 481 sequestri documentati posti in essere nell’ultimo decennio dalle autorità competenti in diverse parti del globo… L’esito, tuttavia, è più che allarmante soprattutto ove si consideri che un migliaio di esemplari abbattuti sono un’enormità rispetto al numero di esemplari ( 3.200) di panthera tigris che ancora “resistono” allo stato selvaggio sul nostro pianeta.. E’ una vera ecatombe, insomma… A cui occorre porre un drastico rimedio se non vogliamo perdere definitivamente questa specie, come già più volte denunciato dal WWF nell’arco di appena 12 anni. Il rapporto, inoltre, precisa che l’India, lo Stato che ospita la metà della popolazione mondiale di questi felini e che, spesso, li venera, detiene il triste primato del bracconaggio con l’uccisione di un numero di tigri compreso tra 469 e 533. Segue la Cina, con un numero di esemplari abbattuti compreso tra 116 e 124. Al terzo posto, invece, figura il Nepal con 113/130 felini ammazzati.

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"Tiger T - Shirt", targate "WWF", per "sparare" sui bracconieri..

pubblicato da alessandra

Sentirsi tigri braccate dai bracconieri. Udire lo sparo e la macchia di sangue che si allarga sulla propria pelle.. Anzi, sulla propria T shirt. E’ questa la sensazione che il WWF, provocatoriamente, vuole far provare agli ignari consumatori che, in questi giorni in Russia, si recheranno nei negozi di abbigliamento convenzionati dove sono stati messi in vendita 3.000 di questi articoli…

La maglietta, una semplicissima T shirt bianca con disegnato il volto di una tigre, vuole essere un monito per tutti coloro i quali, anche in via indiretta, possono essere interessati alle sue pelli, alle sue zanne ecc… anche solo acquistando, inconsapevolmente, i prodotti medicinali che potrebbero contenerli.. E’ l’anno della tigre secondo il calendario cinese, eppure, questo splendido felino rischia di scomparire. Irreversibilmente.

Il video mostra un probabile e ignaro acquirente che viene fatto posizionare dal negoziante davanti ad uno specchio un pò “atipico”, attraverso il quale vengono simulati - del tutto virtualmente - gli spari di un fucile con le sue inevitabili conseguenze: perdita di sangue che dilaga a macchia d’olio sulla maglietta…..Inevitabili le reazioni di stupore e terrore dei clienti…

Via | Youtube

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Tredici Stati, a Bali, per salvare le tigri dall'estinzione

pubblicato da alessandra

Nei primi anni del 1900 gli esemplari di tigre presenti sul nostro pianeta erano circa 100.000, contro i 3.200 di oggi. Fra questi, molti sono quelli che vivono in cattività. Un sistematico sterminio dettato dalle leggi della medicina cinese (che ancora oggi vede nelle ossa e negli organi della Pantera tigris una risorsa indispensabile contro l’infertilità), dalle mode e dalla distruzione degli habitat è stato, quindi, posto in essere nel tempo. E a nulla valgono le poche azioni volte a contrastare la crescita di un commercio illegale, severamente proibito dalla Cites, che appare più fiorente che mai. Occorrono misure rapide e ugualmente serie ed efficaci in tutti i Paesi in cui questo felino, principe indiscusso dell’immaginario collettivo, è ancora presente in libertà. A questo scopo, i rappresentanti dell’ambiente per il Bangladesh, il Bhoutan, la Birmania, la Cambogia, la Cina, l’India, l’Indonesia, il Laos, la Malaisia, il Nepal, la Russia, la Thaïlandia e il Vietnam si sono riuniti in questi giorni a Bali per elaborare un programma di conservazione condiviso e concreto che possa salvare la tigre dall’estinzione.

Questo incontro, che si chiuderà mercoledì a Nusa Dua, mira a definire i punti di discussione e a individuare una strategia coerente per assicurare la continuità della specie in attesa del più decisivo summit internazionale della tigre previsto dal 15 al 18 settembre a San Pietroburgo. Intanto, il più bello dei felini deve fare i conti con la sparizione di almeno 3 delle 9 specie presenti un centinaio di anni fa. Ad oggi, secondo le ultime proiezioni datate 2007 ed effettuate dal WWF International, di Panthera tigris in Asia non sarebbero rimasti più di 7.000 esemplari. Quella siberiana, poi, la più imponente fra le tigri, dovrebbe essere ridotta ad appena 200 individui.

Intanto, l’Indonesia ha già fatto sapere che entro la fine di quest’anno - proprio l’anno della tigre, secondo il calendario cinese - cercherà di ottenere un finaziamento internazionale di 175 milioni di dollari finalizzati a raddoppiare la popolazione di tigri di Sumatra (tra i 500 e i 400 esemplari) attualmente presente sul suo territorio…

Via | Afp
Foto | Flickr

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