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Tutti gli articoli con tag uranio

Gela, al via la bonifica dei rifiuti radioattivi

pubblicato da Peppe Croce

Dopo quasi vent'anni inizia la bonifica della discarica di fosfogessi a Gela

Ci sono voluti quasi vent’anni ma forse è la volta buona. Eni sta per iniziare i lavori di bonifica della discarica di fosfogessi adiacente l’ex impianto Enichem che, fino al 1992, produceva fertilizzanti all’interno del polo petrolchimico. La bonifica costerà circa 70 milioni di euro e verrà eseguita dalla Syndial, l’azienda del gruppo Eni che è subentrata all’Enichem.

Il fosfogesso è un rifiuto dell’industria dei fertilizzanti e dell’acido fosforico ed è molto pericoloso poichè potrebbe essere fonte di contaminazione radiologica per la popolazione. Come spiega l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) nell’annuario Apat:

L’impatto radiologico dell’industria dei fertilizzanti è connesso con l’elevata concentrazione di U-238 nelle
fosforiti (minerali di partenza costituiti da fosfati di calcio) e nei loro derivati. In passato erano presenti in Italia diversi impianti che producevano acido fosforico attraverso il processo a umido, con la formazione di fosfogesso come sottoprodotto; impianti che hanno cessato l’attività. Sono comunque presenti alcune aree in cui sono stoccati e smaltiti i rifiuti (fosfogessi o altri residui) che possono rappresentare una potenziale sorgente di esposizione della popolazione.

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Guerra del gas, per Scajola se ne esce con più nucleare

pubblicato da Roberto Bosio

Per il nostro ministro dello sviluppo economico è come un mantra. C’è un problema? Qualunque esso sia, la risposta è solo una: il nucleare. Come è avvenuto nella intervista rilasciata a “Libero Mercato“. Per Scajola, il nucleare è “l’unica fonte che può garantire di evitare rischi di approvvigionamento, oltre a permettere un prezzo della bolletta energetica più basso per cittadini e imprese ed assicurare un maggiore rispetto per l’ambiente, non avendo emissioni nocive nell’aria”.

Ma è proprio vero? Secondo Legambiente, il nucleare non ci libererà dalle importazioni e non abbasserà le bollette degli italiani. Secondo uno studio del Cesi ricerche, anche costruendo 4 centrali Epr di terza generazione evoluta, da 1600 MW ciascuna, risparmieremmo appena 9 miliardi di metri cubi di gas all’anno, l’equivalente di un solo rigassificatore di media taglia.

Senza considerare che la dipendenza dall’estero resterebbe invariata, si sposterebbe solo dal petrolio all’uranio - che probabilmente è pure più raro del petrolio.

Via | Greenreport, Il Messaggero
Foto | Flickr

Sindrome di Quirra: i danni del poligono di Villaputzu

pubblicato da Roberto Bosio

Questa è la prima parte di un’inchiesta apparsa su RaiNews24. Si parla di “sindrome di Quirra”, ovvero di un gruppo di patologie gravissime, come tumori, leucemie, linfoma non Hodgkin, diffuse nel Sarrabus. E’ la zona in cui sorge il più grande poligono della NATO in Europa.

Casualmente si tratta dello stesso tipo di malattie - secondo un’inchiesta della televisione svizzera mai trasmessa in Italia - che starebbero colpendo anche gli abitanti dei villaggi svizzeri, nel canton Glarona, che sorgono intorno al poligono della multinazionale Oerlikon Contraves, che effettua le sue sperimentazioni anche in Sardegna, proprio a Perdasdefogu-Salto di Quirra.

Quale sia la causa non è difficile immaginarlo. Il link alla seconda parte dell’inchiesta lo trovate qui.

Via Visivagroup, Markettos Blog

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Una lista di incidenti nelle centrali nucleari francesi negli ultimi mesi

pubblicato da Roberto Bosio

foto torri centrali nucleariQuando si parla della Francia e del nucleare si parla sempre dei bassi costi di produzione. Mai o quasi degli incidenti che regolarmente si verificano. Cerchiamo, almeno in parte di colmare questa lacuna, elencandovi gli incidenti principali degli ultimi mesi. Perché il nucleare non è pulito né sicuro:

7 luglio 2008: fuoriuscita di circa 30 metri cubi di una soluzione contenente uranio nel sito nucleare di Tricastin. Una parte finisce nei fiume Gaffière e Auzon e nei pozzi d’acqua potabile. Ovviamente viene vietato il consumo di acqua e pesce - oltre al divieto di balneazione e di svolgere sport in acqua.

18 luglio 2008: rottura di una canalizzazione che genera una fuoriuscita di acque contaminate in un impianto a Romans-sur-Isere.

23 Luglio 2008: vengono contaminati cento operai per una perdita di una tubatura del reattore 4 della centrale di Tricastin. E’ il terzo incidente nucleare nella zona in una quindicina di giorni. gli operai sono stati irradiati dal cobalto 58.

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Progetto per una miniera di uranio in Groenlandia

pubblicato da viviana

Progetti per estrarre uranio in Groenlandia Una compagnia di estrazioni australiana ha annunciato pochi giorni fa di avere in cantiere un progetto per aprire una enorme miniera di uranio in Groenlandia. E qual è la notizia? Che in Groenlandia questa attività è stata vietata più di venti anni fa, e quindi questo progetto preoccupa non poco gli ambientalisti. Sia per l’impatto ambientale in una regione delicata e già gravemente minacciata dai cambiamenti climatici, sia per l’impennarsi della corsa al nucleare, che a quanto pare sta riprendendo non solo da noi.

La notizia mi arriva da una mailing list Anti-nuclear di cui fanno parte ricercatori e ambientalisti provenienti soprattutto dei paesi del nord europa. La persona che ha fatto la segnalazione ha allegato articoli in danese, ma non ho trovato niente in lingue a me più comprensibili. Però, cercando su internet la “Greenland Minerals and Energy”, la compagnia australiana in questione che per l’occasione ha cambiato nome, in effetti oltre ai progetti in Australia sbandiera questo “grandioso progetto” in Groenlandia.

Il progetto riguarda la piccola città di Narsaq, nel sud della Groenlandia. La compagnia ha ottenuto la licenza per fare indagini in un’area di 82 kmq per studiare tre intrusioni rocciose e il contentuo di uranio, litio, berillio, zirconio e elementi rari. Una licenza per una attività di estrazione illegale? “Ni”, perchè nei prossimi giorni il governo ha messo in programma la discussione di togliere questo divieto (dopo aver già dato l’incarico), causando ovviamente le proteste della popolazione, preoccupate anche per l’impatto sull’economia della zona, basata su pesca e turismo.

Foto | nick_russill

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Rifiuti nucleari trattati in modo ecologico

pubblicato da Luca

Riciclare rifiuti radioattivi. Foto markwgallagherAldilà della costruzione vera o propagandata di impianti nucleari sul territorio italiano, il problema dei rifiuti radioattivi rimane anche in un paese denuclearizzato come il nostro. Le scorie sono un tema sentito in un paese che presenta fenomeni sismologici intensi, ma presto questo problema potrebbe essere risolto in modo ecologico grazie ad uno studio dell’università dell’Idaho.

Il professor Chien Wai ha sviluppato un sistema in grado di recuperare e riutilizzare l’uranio contenuto all’interno delle scorie riducendo le quantità e la radioattività di queste ultime. Il sistema sfrutta lo stesso principio usato per la produzione del caffè decaffeinato: il meccanismo di azione prevede l’insufflazione di un fluido supercritico che riesce a disciogliere metalli pesanti e, una volta solubilizzati nel fluido, questo viene raccolto.

Successivamente lo si porta dallo stato di liquido a quello di gas consentendo la separazione del solvente dal soluto. È così possibile recuperare dell’uranio per un suo riutilizzo all’interno del ciclo produttivo stesso. Il sistema è sicuramente interessante e può trovare applicazione anche per molti rifiuti speciali che contengono elevati quantitativi di metalli pesanti, favorendo da un lato il recupero di materie prime importanti e dall’altro una certa sanificazione degli stessi.

Via | University of Idaho - today@uidaho.edu
Foto | markwgallagher

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Centrale nucleare di Tricastin: fermato trattamento uranio

pubblicato da Matteo Razzanelli

Tricastin: bloccato un impianto della centrale nucleare
Se non altro questa volta Repubblica.it non ha bucato la notizia e Tricastin - con giorni di ritardo - appare nella sua homepage (non pervenuto alle 17:30 invece e’ il Corriere.it). Sono stati comunicati i risultati degli accertamenti condotti ieri dall’autorità francese per la sicurezza nucleare (ASN) sulla centrale oggetto dell’incidente. I lettori di ecoblog sanno già di cosa si parla (qui e qui il resoconto dell’incidente).

L’ASN ha contestato alla Socatri (azienda che gestisce la centrale) i lunghi tempi di reazione all’emergenza. Mentre l’incidente si e’ verificato alle 23 di lunedì, le autorità sono state informate solo la mattina dopo alle 7:30. Inoltre l’entità della perdita di uranio e’ stata stimata solo verso mezzogiorno di martedì.

I provvedimente presi da ASN sono 2: stop temporaneo al trattamento dell’uranio e messa in sicurezza dell’impianto in modo da evitare simili incidenti in futuro.

Si avvalora quindi la tesi del CRIIRAD (commissione indipendente di studio sull’impatto delle radiazioni nucleari) secondo cui a Tricastin esiste un problema strutturale nella gestione dei processi.

Infine, una buona notizia: al momento la falda freatica non sembra contaminata.

Via | Le Figaro

» Il video su Tricastin di Repubblica.it

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Fuga di uranio dalla centrale nucleare di Tricastin, Francia: aggiornamento

pubblicato da Matteo Razzanelli

Incidente nucleare a Tricastin: disperso uranio nei corsi d'acqua

L’incidente nucleare verificatosi ieri a Tricastin (Vaucluse, Francia) ha scatenato polemiche oltralpe: pare che la reazione all’emergenza da parte delle aziende coinvolte (Areva e la controllata Socatri) sia stata lenta e negligente e che l’incidente non sia un caso isolato. I rilievi fatti sulle acque dei pozzi della zona mostrano tassi di radioattività in discesa, ma rimane timore per la penetrazione dell’uranio nella falda freatica.

Visto che gli organi di informazione italiani hanno deciso di non dare informazioni dettagliate al riguardo (con un’eccezione), eccovi un aggiornamento sulla situazione ripreso dalla stampa francese.

All’inizio si era detto che la fuga di uranio era pari a 360 kg, poi Socatri ha rettificato dicendo che si trattava di 75 kg. L’Autorità nazionale per la sicurezza nucleare (ASN) ha dichiarato che la Socatri ci ha messo ben 12 ore a quantificare le perdite di liquido. L’ASN condurrà quindi un’ispezione e comminerà “sanzioni se ne necessario”.

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Incidente nucleare a Tricastin: giornali italiani vs giornali francesi

pubblicato da Matteo Razzanelli

Trcastin, sud della Francia: fuoriuscita di liquido radioattivo - LeMonde

Come spiegato qui sotto, la centrale nucleare francese di Tricastin (appartenente alla Socatri, gruppo Areva) ha disperso, ieri mattina presto, una soluzione di uranio nei fiumi circostanti. L’incidente si è verificato durante l’operazione di pulitura di una cisterna.

Quello che mi incuriosisce è la ricostruzione dell’incidente fatta dai giornali italiani, come il Corriere della Sera o il Messaggero (già citato da PiccoloSocrate), secondo cui le autorità francesi all’unanimità considerano pari a zero il rischio per la popolazione, salvo poi impedire pesca, bagni, irrigazione ed estrazione di acqua dai pozzi così per “precauzione”, quasi per sport. Non esistono solo i comunicati stampa e le dichiarazioni delle autorità come i prefetti.

Leggendo Le Figaro (orientamento politico: centro-destra) e Le Monde (centro sinistra) la storiella pare un po’ più complessa. Si apprende che la quantità di uranio sversata durante questo incidente (12 g per litro d’acqua, circa 360 kg di uranio secondo Le Monde) sorpassa di 100 volte la quantità massima autorizzata di liquido radioattivo legalmente sversabile dalla Socatri in un anno intero!

Altra cosa: è vero che le acque sotterranee non presentano al momento valori anormali di uranio. Peccato pero’ che questo non sia anche il caso per le acque di superficie! Motivo per cui sono in vigore le restrizioni di cui sopra.

Infine, Le Monde nota alcuni “fatti” misteriosi: secondo uno studio tedesco, nei pressi dei siti dove sorgono le centrali nucleari si verificano più leucemie infantili rispetto alla media nazionale. Per l’esattezza i tumori del sangue nei bambini hanno una frequenza più che doppia (2,2 volte) rispetto alla media in un raggio di 5 km dalle centrali nucleari e la frequenza di tali tumori rimane più elevata in un raggio di 50 km intorno alle centrali. Le Monde nota anche che altri studi hanno invece contraddetto queste ipotesi tedesche, ma non per quanto riguarda almeno 3 siti nucleari europei: Sellafield e Dounreay in Gran Bretagna e Krummel in Germania.

Aggiornamento: ore 13:06, ancora nessun articolo su Repubblica.it riguardante Tricastin. Stupefacente, nevvero?

Aggiornamento ore 14:00: La società Socatri ha dichiarato che la perdita di uranio sarebbe inferiore a quanto precedentemente annunciato: si tratterebbe di 75 kg di uranio in 6,25 metri cubi d’acqua (fonte: Le Figaro).

Il nucleare ci salverà

pubblicato da pentolaccia

Siamo in buone mani

Clay Bennet - Homepage personale

» Le altre ecovignette passate su questo blog

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