Legambiente presenta Mal’aria 2013, il dossier sull’inquinamento dell’aria in Italia e le cifre esposte indicano in crescente aumento di PM10 polveri sottili, ossidi di azoto, ozono e decibel fuori controllo. Presente anche l’insidioso PM2.5 (frazione delle polveri, con diametro inferiore ai 2,5 micron) che porta a essere fuori norma il 50% delle città controllate e al primo posto della nefasta classifica troviamo Torino, Padova e Milano con un valore medio annuo compreso tra 35 e 33 microgrammi/metro cubo.
Superano il bonus di 35 giorni di sforamento di PM10 del valore medio giornaliero di 50 microgrammi/metro cubo stabilito dalla legge Alessandria, Frosinone, Cremona e Torino con 123, 120 e 118 giorni di superamento. Milano In totale Legambiente ha monitorato 95 città e 51 hanno sforato i limiti di legge.
La causa principale dell’inquinamento atmosferico? La produzione di energia elettrica, il traffico in città e il riscaldamento.
Scrive Legambiente:
In generale è l’area della Pianura Padana a confermarsi come la zona più critica con 18 città tra le prime 20 posizioni. Ma non è solo il nord a soffrire di elevati livelli di inquinamento. Al ventesimo posto troviamo infatti Napoli con 85 giorni di superamento e a seguire Cagliari (64), Pescara (62), Ancona (61), Roma (57) e Palermo (55).
Insomma respiriamo aria eccessivamente inquinata. Spiega Rossella Muroni direttrice generale di Legambiente:
Sono i processi industriali e di produzione di energia e in città prevalentemente il traffico veicolare e i riscaldamenti, le principali fonti di emissione di polveri fini, ossidi di azoto, dei precursori dell’ozono o di altri inquinanti come gli idrocarburi policiclici aromatici o il monossido di carbonio e del rumore. Questi sono quindi i settori su cui bisogna intervenire con AIA severe per siti produttivi e centrali elettriche, politiche di efficienza energetica degli edifici, diffusione di fonti rinnovabili e pulite per la produzione di energia e per il riscaldamento delle nostre abitazioni e una nuova mobilità incentrata sul trasporto pubblico locale e su quello ferroviario, dirottando i 400 milioni di euro regalati ogni anno all’autotrasporto, sul ferro e sulla mobilità collettiva.
Via | Comunicato stampa
Foto | Legambiente
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