Gli effetti disastrosi dell’inquinamento dell’aria in Cina li stiamo vedendo: a Pechino la capitale, l’aria è irrespirabile. Leggo sulla sezione science del Times che la Cina brucia più carbone che il resto del mondo.
A affrettarsi di informare il mondo su quel che sta accadendo nel Paese di Mezzo è l’EIA che diffonde un grafico spaventoso: in Cina si brucia tanto carbone quanto nel resto del mondo.
Eppure Pechino ha sempre detto di voler sostenere le energia rinnovabili e di essere consapevole dei pericoli dell’inquinamento atmosferico. Ma nonostante ciò il consumo di carbone continua a salire anche se più lentamente rispetto agli ultimi anni. Già il 20% del totale delle emissioni nocive sono causate dal carbone ed è una delle cause dell’inquinamento antropico più gravi.
Naturalmente, c’è un motivo per cui il carbone è così popolare in Cina e nel resto del mondo: è molto, molto a buon mercato. Ed è per questo che, nonostante il carbone rappresenti un effettivo e attestato pericolo per la salute e per l’ambiente, né la Cina né molti altri paesi in via di sviluppo in rapida crescita,sono interessati a smettere di usarlo.
Si affaccia inoltre all’orizzonte la possibilità che anche l’India possa diventare uno dei maggiori consumatori di carbone entro il 2017 importandone proprio dalla Cina.
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