La moda è di fatto un industria pesante. In tempi non sospetti Livia Giuggioli Firth ne aveva parlato creando intorno a questo tema una sfida come il Green Carpet Challenge. Stilisti famosi ingaggiati per creare abiti con tessuti ecologici che avessero cioè un minimo impatto con il pianeta. Greenpeace Italia apre invece una campagna sui medesimi temi ma alla Greenpeace, ossia toccando la pancia piuttosto che cercando il confronto. In alto il video lanciato per la campagna di Greenpeace The fashion duel con testimonial appunto Valeria Golino.
La campagna internazionale di Greenpeace, Detox è più sostanziosa e ha coinvolto e coinvolge i grandissimi marchi del tessile come H&M, Mango, Levis’s a cui chide sostanziosi impegni nel produrre capi di abbigliamento esenti da quelle sostanze tossiche che inquinano acque, suoli, animali, piante e esseri umani.
In ogni caso il l’obiettivo della campagna The fashion duel intende proprio coinvolgere i marchi che ancora hanno il bollino rosso o giallo per nullo o scarso impegno a tutelare l’ambiente, e sono: Armani, Louis Vuitton, Christian Dior, Salvatore Ferragamo, Roberto Cavalli, Alberta Ferretti, Chanel, Dolce&Gabbana, Hermès, Prada, Trussardi, Gucci, Versace, Ermenegildo Zegna e Valentino.
Con la richiesta di adesione alla campagna e la raccolta firme si intende fare pressione ai grossi marchi affinché assumano impegni concreti neò disinquinare la loro catena produttiva e le loro collezioni.
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