Madrid Río: la spina verde che fa respirare la capitale spagnola

 

Dove circolavano 250mila auto al giorno, ora c’è un parco lineare, un corridoio verde che si estende da El Pardo a Getafe, unendo boschi, spazi verdi, giardini storici e parchi urbani che erano dispersi e senza connessioni fra essi. Succede a Madrid, dove, dopo anni di lavoro, sei chilometri di autostrada M-30 sono stati interrati, liberando dal traffico e dall’inquinamento atmosferico e acustico i quartieri popolari della zona sud della capitale.

Il progetto di Madrid Río – che non ha eguali nelle grandi metropoli europee – ha creato un corridoio verde sulle rive del fiume Manzanares, collegandolo a altri cinque parchi cittadini distribuiti nella città. In questo “polmone” verde della capitale spagnola sono ospitati 33mila alberi di 50 specie diverse (fra cui spiccano alcuni splendidi uliveti cittadini), campi da calcio, piste per il pattinaggio e per lo skate, pareti di arrampicata. Un sesto del milione e 200mila metri quadri di superficie del parco è occupato da prati.

Naturalmente in uno spazio del genere non potevano mancare le piste ciclabili: 30 i chilometri percorribili in sella all’interno del Madrid Río. Oltre ai numerosi impianti sportivi, nel Parco vi sono tre importanti centri culturali. Nel lungo percorso dalla progettazione iniziata nel 2003 alla conclusione dei lavori avvenuta due anni fa nulla è stato lasciato al caso. La città di Madrid ha installato 5.506 panchine, 63 fonti d’acqua , 637 stalli per le bici e 8.528 lampioni. Per facilitare l’osmosi dei flussi fra i quartieri situati da una parte all’altra del Manzanares sono state create numerose passerelle che integrano i ponti preesistenti. Un progetto lungimirante che ha riportato in strada i madrileni. E un nuovo asse verde per far respirare gli oltre tre milioni di abitanti della capitale iberica.

Via | Madrid

Foto © Getty Images

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, attivo sul web dal 2000 ha collaborato con numerose testate fra cui L'Unità, Narcomafie, La Nuova Ecologia, Slow Food, Terra, Alp, Ciclismo, Sport Week, Extratorino, Suden e Cinecritica. Fra i suoi libri più noti vi sono "Propaganda Pop", "Giornalismo online", "Giornalismo digitale" e "Storia del ciclismo". Ha co-diretto il documentario "Benvenuto Mister Zimmerman".

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Tags: Europa

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