I cambiamenti climatici interessano poco gli italiani, perché?

Si parla sempre meno di cambiamenti climatici in Italia distratti come siamo dalle beghe di Governo in merito alla restituzione dell’IMU o alle nomine dei presidenti di Commissione. Eppure lassù nella troposfera e nel pieno dell’Oceano Pacifico qualcosa sta accadendo che va a influenzare il clima fino a farlo cambiare.

In Francia e nel Regno Unito è aperto il dibattito sulla possibilità di includere nei libri di testo scolastici, nell’ambito dello studo della geografia e per le classi primarie lo studio dei cambiamenti climatici come evento causato dagli errati comportamenti ambientali dell’uomo.

In Italia siamo su posizioni decisamente più arretrate, poiché non abbiamo in corso neanche il dibattito: perché? Eppure un video come quello che vi presento qui sotto certamente dovrebbe far riflettere, così come dovrebbe indurre alla discussione il clima che influenza i raccolti oppure le alluvioni a cui stiamo assistendo sempre più spesso con quei fenomeni fino a qualche anno fa più rari come bombe d’acqua, ondate di calore e tempeste in un mare Mediterraneo che era estraneo a questi eventi.

Che futuro climatico ci aspetta? Forse rischiamo di avere un clima simile al Pleistocene, ossia glaciazioni intervallate da fasi pluviali più calde che però portò alla estinzione dei grandi mammiferi.

Certo è che un dibattito anche in termini di conoscenza scientifica di questi eventi non ci farebbe male e ci riporterebbe seriamente con i piedi sul Pianeta Terra, considerato che è la casa che tutti abitiamo. Il che mi porta a tornare alla domanda di partenza: perché non c’è, dibattito, allora, in Italia sui cambiamenti climatici? scarsa propensione alle notizie scientifiche, all’approccio al problema, non è considerata una priorità?

Foto | Mr Gumby su Flickr

Marina Perotta

Sono giornalista professionista dal 1996 e ho iniziato a scrivere per Nuova Stagione. A 20 anni inizio la collaborazione con Il Mattino di Napoli (come si diceva una volta da abusiva) per circa 4 anni. Divento giornalista praticante a Cronache del Mezzogiorno nel 1994 sotto la direzione di Gigi Casciello e in seguito, nel 1998 lavoro come caposervzio a Napoli Sera progetto di un quotidiano del pomeriggio di Roberto Tumbarello. Continuo a lavorare per Il Mattino fino al 2001 dove mi hanno spesso chiamata come redattore di prima nomina per le coperture estive. Nel frattempo coltivo collaborazioni con varie testate tra cui Cosmopolitan con la direzione di Patrizia Pontremoli. Dal 1997 al 2001 collaboro con l'Università l'Orientale di Napoli presso cui mi sono laureata in lingua e letteratura Hindi e Cinese, come responsabile per le lingue orientali per il laboratorio linguistico, per l'insegnamento delle lingue orientali a distanza grazie all'ausilio del web.Nel 2003 approdo al CNR ITD di Palermo per seguire un corso finanziato dalla Ue sulla formazione a distanza destinata alle PMI. (la mia pubblicazione in collaborazione con il prof. Paolo Maresca) Mi occupo anche della progettazione di CD multimediali sempre destinati alla formazione sulle nuove tecnologie per l'Asmez. E' il 2004. Nel 2007 inizio la collaborazione con Blogo.it scrivendo per Ecoblog.it dove scrivo di agricoltura, energia, ambiente, rinnovabili, nucleare e di nuovi stili di vita sostenibili. Dal 2008 al 2012 lavoro in RCS come coordinatore della moderazione delle pagine di Gazzetta.it coprendo con due team sia le pagine del quotidiano on line sia la community e il forum.Coordino in telelavoro circa 80 moderatori e due distinte community. Coordino per Splinder sempre in telelavoro la comunicazione con gli utenti. Da febbraio 2012 lavoro per Blogo.it come community manager coordinando i blog dell'area lifestyle e Donna.

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