Bicicletta: Alfa Romeo passa alle due ruote con la 4 C

Qualcuno in Alfa Romeo deve essersi accorto che ormai, in Italia, si vendono più biciclette che automobili… Dopo un secolo nel mondo delle quattro ruote, Alfa Romeo lancia sul mercato una bicicletta dal telaio avveniristico, progettato con la collaborazione di Compagnia Ducale.

La bicicletta è ispirata dall’autovettura Alfa Romeo 4C con la quale condivide i materiali e la ricerca della leggerezza. La sezione del telaio richiama la lettera “C” e propone, per la prima volta al mondo, una sezione a semitubo in fibra di carbonio identica a quella della vettura 4C. I profili degli elementi corrono velocemente verso i punti di congiunzione del manubrio, del movimento e della sella creando dei punti di forza strutturali uniti tra di loro con tiranti in acciaio esaltando la tecnica costruttiva del telaio. Ma il valore di una bici è anche dato dalla componentistica e quella dell’Alfa Romeo 4C è sicuramente di altissimo livello: il manubrio è Deda Elementi, il gruppo Campagnolo Centaur U, le ruote sono in carbonio (ad alto profilo quella anteriore e in Aerospoke quella posteriore), gli pneumatici Vittoria Open Corsa Cx.

L’obiettivo è quello di coniugare design e innovazione, ma, soprattutto guardando al mercato estero, la fama internazionale del marchio automobilistico e quella dell’artigianato italiano della bicicletta. Non è certo la prima volta che una casa automobilistica si affida a un costruttore di biciclette per creare una propria linea di bici (pensiamo alla Ferrari di Ernesto Colnago di una decina d’anni fa), ma, in questo caso, la fusione delle due esperienze realizzano una vera e propria “traduzione” di un design automobilistico nel mondo delle due ruote. La bicicletta viene realizzata interamente in Italia ed è disponibile in edizione limitata. Per i dettagli tecnici si può visitare il sito di Compagnia Ducale.

Via | Compagnia Ducale

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, attivo sul web dal 2000 ha collaborato con numerose testate fra cui L'Unità, Narcomafie, La Nuova Ecologia, Slow Food, Terra, Alp, Ciclismo, Sport Week, Extratorino, Suden e Cinecritica. Fra i suoi libri più noti vi sono "Propaganda Pop", "Giornalismo online", "Giornalismo digitale" e "Storia del ciclismo". Ha co-diretto il documentario "Benvenuto Mister Zimmerman".

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