Categories: Bioedilizia

La casa ecosostenibile costata solo 180 euro

Sembra la casa di un hobbit o uno di quei funghi che nell’immaginario infantile nascondono i Puffi, ma la casa che Michael Buck si è costruito nel suo giardino dell’Oxfordshire è un virtuoso esempio di bioedilizia, un capolavoro dell’arte del riciclo. Partendo da materiali naturali e da quello che trovava nei cassonetti dell’immondizia, questo agricoltore 59enne ha costruito con i materiali raccolti nel corso di anni un’abitazione che gli è costata all’incirca 180 euro.

Utilizzando sabbia, argilla, paglia e acqua, l’agricoltore inglese ha eretto la sua nuova abitazione in otto mesi. Il tetto è composto da una base di legno coperta con la paglia, la pavimentazione proviene dagli scarti di un vicino di casa e per le finestre sono stati utilizzati i vetri di un camion, gli unici oggetti – insieme ai chiodi – non biodegradabili di tutta la casa. All’opera hanno partecipato parecchi amici e anche le mucche che hanno fornito la materia prima per… lo stucco naturale.

Nella casa non sono state usate parti metalliche e non è presente elettricità. Il riscaldamento proviene da un forno a legna posto strategicamente sotto la mezzanine dove si trova il letto. L’acqua è garantita da una fonte naturale presente all’esterno e l’illuminazione avviene grazie alle candele.

Con questa impresa Buck voleva dimostrare che non è necessario indebitarsi per tutta la vita per pagare una casa: “C’è bisogno soltanto della terra su cui costruire”.

Le uniche spese del contadino-architetto sono stati i chiodi per fissare il tetto e un po’ di paglia aggiuntiva, per l’edificazione e per il tetto. La casa è affittata ma anche in questo caso Buck è fuori dal gregge: l’affitto viene pagato con il latte dall’inquilina che lavora in una fattoria.

Via | Daily Mail

Foto | Michael Buck Blogspot

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, attivo sul web dal 2000 ha collaborato con numerose testate fra cui L'Unità, Narcomafie, La Nuova Ecologia, Slow Food, Terra, Alp, Ciclismo, Sport Week, Extratorino, Suden e Cinecritica. Fra i suoi libri più noti vi sono "Propaganda Pop", "Giornalismo online", "Giornalismo digitale" e "Storia del ciclismo". Ha co-diretto il documentario "Benvenuto Mister Zimmerman".

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Davide Mazzocco
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