Tracce di un gas serra noto come perflurotributilammina che si ritiene abbia un impatto potente sul riscaldamento globale sono state rilevate in in atmosfera per la prima volta. I risultati sono stati esposti in uno studio on line dal 27 novembre sulla rivista Geophysical Research Letters redatto dai ricercatori dell’Università di Toronto. Il PFTBA è stato usato nelle apparecchiature elettriche dalla metà del 1900 e a oggi non ci sono politiche in atto per disciplinare l’uso in particolare nel contesto dei cambiamenti climatici. Non si trova in natura e viene prodotto per usi industriali.
Gli scienziati hanno scoperto piccole quantità di una sostanza chimica industriale, nota come perflurotributilammina (PFTBA), nell’atmosfera e tracce di PFTBA sono stati valutate capaci di influenzare i cambiamenti climatici più dell’anidride carbonica (CO2), il gas più importante a effetto serra nell’atmosfera.
Questa potenza viene misurata con l’efficienza radiativa che descrive come effettivamente una molecola rilasci una radiazione ad onda lunga nello spazio. Maggiore è l’efficienza radiativa, maggiore è l’influenza della molecola sul clima. Questo valore viene poi moltiplicato per la concentrazione atmosferica del gas a effetto serra per determinarne l’impatto sul clima globale.
Il PFTBA è risultato avere il più alto potenziale di influenza sul clima più di tutti i prodotti chimici conosciuti fino ad oggi.
Ha detto la co-ricercatrice Angela Hong del Dipartimento di Chimica dell’Università di Toronto:
Calcolato su un arco di tempo di 100 anni, una singola molecola di PFTBA ha l’impatto climatico equivalente a 7.100 molecole di CO2. E’importante notare che la quantità di PFTBA nell’atmosfera è ancora in concentrazioni globali molto inferiori rispetto all’anidride carbonica.
Ha detto ancora Hong:
Non esistono modi noti per distruggere o rimuovere l’ PFTBA dall’atmosfera e la dura molto a lungo restando nell’atmosfera bassa anche per centinaia di anni.
Tuttavia non si conosce ancora molto sul gas PFTBA e sulle sue concentrazioni in atmosfera nel tempo. Le misurazioni dello studio si riferiscono ai dati raccolti tra il mese di novembre e dicembre 2012. L’invito ora è di proseguire nello studio e nelle misurazioni da parte di altri team di scienziati
Via | MNN
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