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Una pista ciclabile aerea: a Londra nasce il sogno di SkyCycle

Il nome è tutto un programma: SkyCycle. Una pista ciclabile aerea, in grado di consentire, a chi opterà per una mobilità ciclistica, di sovrastare il traffico cittadino e, perché no, anche quel fastidioso nemico dei polmoni che esce dai tubi di scappamento e tende, per leggi fisiche, a depositarsi verso il basso.

A Londra la ciclabilità è diventata uno dei punti cardine dell’amministrazione di Boris Johnson, il piano di investimento per i prossimi anni è faraonico, si parla addirittura di un miliardo di sterline.

E, di questa rivoluzione delle due ruote, il progetto SkyCycle sembra essere l’avanguardia: una via ciclabile sopraelevata e costruita al di sopra delle linee ferroviarie suburbane, costruita su tre livelli, con diverse vie di accesso e una lunghezza complessiva di 219 chilometri.

Ideatore del progetto – che la Bbc ha già definito “cycle utopia” – è l’architetto Norman Foster, mentre lo sviluppo dell’opera è curato da Exterior Architecture, Foster&Partners e Space Syntax che ci stanno lavorando da sin dal 2012.

Oltre a migliorare la qualità dell’esperienza ciclistica dal punto di vista della salubrità dell’aria respirata, SkyCycle renderà il viaggio molto più sicuro, eliminando la promiscuità con il traffico automobilistico. Tutte le piste saranno in sede propria ed essendo costruite sulle linee ferroviarie permetteranno di ottimizzare l’intermodalità.

La rete di SkyCycle potrà ospitare 12mila biciclette all’ora e nella prima fase si comincerà con una pista che unirà East London a Liverpool Street. Il tempo stimato per concludere i lavori sarà di vent’anni. I benefici per i londinesi saranno parecchi: il bacino d’utenza potenziale è di 6 milioni di persone, quelle che vivono a 10 minuti da uno dei punti di accesso in progetto.

Via | Mirror

Video | Youtube

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, attivo sul web dal 2000 ha collaborato con numerose testate fra cui L'Unità, Narcomafie, La Nuova Ecologia, Slow Food, Terra, Alp, Ciclismo, Sport Week, Extratorino, Suden e Cinecritica. Fra i suoi libri più noti vi sono "Propaganda Pop", "Giornalismo online", "Giornalismo digitale" e "Storia del ciclismo". Ha co-diretto il documentario "Benvenuto Mister Zimmerman".

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