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Kenya, metà dell’energia dal fotovoltaico entro il 2016!

La produzione di energia elettrica del Kenya è talmente ridotta (meno di 10 TWh con 1,5 GW di potenza), un trentesimo dell’Italia, pur avendo due terzi della popolazione) che la BP non lo considera nemmeno nelle sue statistiche. Eppure le cose potrebbero cambiare rapidamente.

Il governo kenyota è fortemente determinato a costruire nove grandi impianti fotovoltaici, in modo da portare al 50% la quota di energia elettrica prodotta con il solare entro il 2016 con un finanziamento di circa un miliardo di €, che verranno raddoppiati nella partnership con il privato.

Come in Etiopia, esistono anche ottime prospettive per l’energia geotermica (vedi video in fondo al post): dopotutto qui l’attività vulcanica è tutt’altro che trascuravile. La speranza è fare crescere gli attuali 200 MW fino a 5 GW nei prossimi vent’anni. Inoltre il Kenya ospita il più grande parco eolico africano, 300 MWnei pressi del lago Turkana, proprio quello dove sono stati ritrovati alcuni dei nostri antenati, tra cui il cosiddetto “ragazzo del Turkana” di 1,5 milioni di anni fa.

La vendita di lampade a LED off grid alimentare  ad energia solare è cresciuta del 120% lo scorso anno. Insomma, il Kenya rinnovabile sta letteralmente esplodendo; inoltre ha la grande fortuna di non avere risorse di petrolio degne di nota e quindi nessuna lobby fossile che possa disturbare il suo sereno sviluppo.


Energie rinnovabili in Kenya [blogo-gallery id=”156713″ photo=”1,2,3,4,5,7″ layout=”slider”]

EcoAlfabeta

Marco Pagani, Fisico e docente di Matematica e Fisica, attualmente svolge un Dottorato di Ricerca in Scienze Agrarie, Ambientali e Alimentari presso l'Università di Bologna. Si interessa di problematiche ambientali da lungo tempo dopo aver letto molti anni fa "Il cerchio da chiudere" di Barry Commoner, "Il punto di svolta" di Fritjof Capra e "La convivialità" di Ivan Illich. Su questi problemi ha organizzato diversi corsi e seminari coinvolgendo docenti universitari e rappresentanti della società civile. E' autore di pubblicazioni su temi scientifici e ambientali; in collaborazione con Ugo Bardi si è occupato del picco dei minerali, argomento che ha trattato anche nel libro "La vita dopo il petrolio" curato da Pietro Raitano e Gianluca Ruggero. Ha tenuto diversi corsi e seminari sui costi energetici dell'agricoltura, sull'impronta agricola-alimentare e sulla misura del consumo di territorio. E' socio ASPO e WWF, ha dato vita a un GAS (Gruppo di Acquisto Solidale), simpatizza e sostiene attivamente la Rete per la decrescita e il movimento Stop al consumo di territorio. Prim di confluire in Ecoblog, dal 2006al 2012 ha curato il blog ambientale EcoAlfabeta, di cui ora conserva il nickname. Dal giugno 2011 è Consigliere Comunale a Novara. Ama le scienze, la lettura, la scrittura, i viaggi, la montagna, la bicicletta, la musica, la cucina, la compagnia degli amici e della sua famiglia, la pace e l'intelligenza creativa.

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