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Elefanti e bisonti in Europa? Ricostruirebbero la biodiversità

I grandi mammiferi, come elefanti e bisonti sono stati gli architetti delle biodiversità e la loro reintroduzione in Europa potrebbe contribuire a ricostruire gli antichissimi paesaggi del Vecchio Continente. Questo, almeno, è quanto sostiene uno studio realizzato dall’Università danese di Aarhus pubblicato di recente dall’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, la Pnas. Gli “architetti” degli ecosistemi preistorici crearono ecosistemi come isole ricche di varietà biologiche, foreste popolate da elefanti e rinoceronti o rive di fiumi (come il Tamigi e il Reno) sui quali riposavano gli ippopotami.

I ricercatori sono giunti a questa conclusione al termine dell’analisi dei risultati di decenni di studi relativi al ritrovamento di coleotteri fossili e, in modo particolare, degli scarabei stercorari. Con questi elementi hanno realizzato una mappa delle foreste e della fauna che caratterizzavano il paesaggio dell’Europa tra 130 e 5 mila anni fa. Ne è emerso come il continente fosse ricco di grandi foreste e popolato da una moltitudine di grandi animali erbivori, come elefanti e ippopotami.

A cambiare il panorama è stato l’arrivo dell’uomo: attraverso la caccia e lo sfruttamento dei terreni per scopi agricoli, la fauna si è ridotta e i grandi mammiferi sono scomparsi.

Un modo per creare un maggior numero di ecosistemi auto-organizzati e con un alto livello di biodiversità sarebbe quello di creare spazi per i grandi erbivori nel paesaggio europeo, con la possibilità di reintrodurre animali come i bovini selvatici, bisonti e persino elefanti. Manterrebbero una vegetazione variegata nelle regioni temperate e garantirebbero le basi per un alto livello di biodiversità,

ha spiegato Rasmus Ejrnaes, uno dei responsabili dello studio.

Via | Ansa

Video | Youtube

Foto © Getty Images

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, attivo sul web dal 2000 ha collaborato con numerose testate fra cui L'Unità, Narcomafie, La Nuova Ecologia, Slow Food, Terra, Alp, Ciclismo, Sport Week, Extratorino, Suden e Cinecritica. Fra i suoi libri più noti vi sono "Propaganda Pop", "Giornalismo online", "Giornalismo digitale" e "Storia del ciclismo". Ha co-diretto il documentario "Benvenuto Mister Zimmerman".

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