I prossimi 5 e 6 aprile in centinaia di piazze italiane sarà possibile firmare la petizione della LAV e di Marevivo per chiedere al governo italiano: una nuova legge che vieti l’importazione di delfini e di altri cetacei a fini di spettacolo; la dismissione entro tre anni dei delfinari e altre strutture simili; la creazione del primo “rifugio” per delfini.
Siamo nelle piazze di tutta Italia grazie a volontari per #LAVeralibertá http://t.co/6ov1PdhgWv vieni a firmare! pic.twitter.com/JEpZq6AjZ9
— Gianluca Felicetti (@glfelicetti) 29 Marzo 2014
La petizione fa parte della campagna #LAVeraliberta partita ieri e proseguita oggi con una prima raccolta di firme. E proprio venerdì la Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo per i 4 delfini che si trovavano al delfinario di Rimini. Ricordano LAV e Marevivo che è questa una prima azione del genere in Italia il che potrebbe confermare l’ipotesi di reato di maltrattamento. Ora il progetto prevede che i delfini siano reinseriti in mare attraverso un programma di rieducazione. A supportare scientificamente il progetto di reinserimento Naomi Rose che tra i tanti crediti vanta anche la collaborazione con il comitato scientifico dell’International Whaling Commission (IWC) e le docenze in tre università americane. I delfini quando vivono nel loro abitato possono percorrere ogno giorno anche 100 Km, comunicano tra di loro, hanno una vita sociale complessa e la prigionia in piccole vasche li rende tristi e infelici.
Recentemente sono stati restituiti alla libertà due delfini tursiopi Tom e Misha tenuti prigionieri nel piccolo delfinario Hisaronou, nell’est della Turchia la cui riabilitazione è durata 20 mesi.
Sono stati liberati il 9 maggio del 2013 e per 9 mesi sono stati monitorati per seguirne l’evoluzione. Dopo poco tempo si erano già uniti a gruppi di altri delfini.
Laura Gentile di Marevivo e Roberto Bennati di LAV lanciano un appello congiunto:
Ai cittadini chiediamo di non andare a visitare i delfinari, per non essere complici di questa inaccettabile prigionia, e di sostenere la nostra campagna sottoscrivendo questa petizione. Le nostre investigazioni confermano che in Italia i delfinari non hanno alcuna funzione educativa né scientifica o di conservazione della specie, ovvero non rispettano queste caratteristiche obbligatorie per legge, facendo invece spettacolo: un inganno che i cittadini devono conoscere e a cui dobbiamo mettere fine. La denuncia di queste violazioni ha determinato un primo risultato: il sequestro del Delfinario di Rimini, emblema degli zoo d’acqua.
Per sostenere LAV è anche possibile acquistare le uova di pasqua in cioccolato fondente proveniente da commercio equo e solidale.
Via | Comunicato stampa
Foto | LAV@Facebook
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