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Bike Intermodal, dall’Ue 1,58 milioni di euro per progettare la bici perfetta

Un milione e 580mila euro, questa la cifra che l’Unione Europea ha stanziato per sostenere il progetto Bike Intermodal che coinvolge numerosi partner del Vecchio Continente e ha come obiettivo finale la creazione di una bicicletta supercompatta in grado di essere facilmente trasportata e diventare accessorio per l’intermodalità urbana.

Il primo prototipo c’è già, pesa appena 7,5 kg e può essere chiuso in un trolley (50 x 40 x 15 cm) più piccolo di quello che viene utilizzato per il bagaglio a mano dell’aereo. Ma non finisce qui, perché in questo avveniristico progetto è previsto persino un motore elettrico. Si tratta di un vero e proprio miracolo progettuale: il volume complessivo è inferiore del 20% rispetto a quello di una normale pieghevole e il peso equivale a quello di una bicicletta da corsa in fibra di carbonio.

Il team di lavoro sta valutando diversi materiali per la realizzazione, dal magnesio al grafene. Il progetto prevede un telaio pretensionato che si apre e si chiude agevolmente e utilizza cavi nautici e alluminio pressofuso. La ruota anteriore (16 pollici) è più grande rispetto alla posteriore, per garantire maggiore stabilità, tradizionalmente il punto debole delle supercompatte.

Al progetto stanno lavorando tre aziende italiane: la Tecnologie Urbane di Firenze, specializzata nel design urbano, la Trilix di Torino, con competenze di design e engineering, l’Università di Firenze e l’Ataf, azienda di trasporto pubblico toscano. Gli altri partner europei arrivano da Slovenia (Lpp) Svizzera (Maxon Motors) e Germania (Ticona).

Il prezzo dovrebbe aggirarsi intorno agli 800 euro, mentre il modello con motorino elettrico dovrebbe costare 1300 euro. Ma è probabile che venga prodotta una entry level da 500 euro. Pronti a pedalare?

Via | Sole 24 Ore

Foto © Getty Images

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, attivo sul web dal 2000 ha collaborato con numerose testate fra cui L'Unità, Narcomafie, La Nuova Ecologia, Slow Food, Terra, Alp, Ciclismo, Sport Week, Extratorino, Suden e Cinecritica. Fra i suoi libri più noti vi sono "Propaganda Pop", "Giornalismo online", "Giornalismo digitale" e "Storia del ciclismo". Ha co-diretto il documentario "Benvenuto Mister Zimmerman".

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