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La California approva la distanza di sicurezza nei sorpassi ai ciclisti

Da martedì 16 settembre le strade della California sono più sicure. La campagna “3 feet please” ideata da Joe Mizereck e promossa attraverso un sito Internet, merchandising a tema e iniziative di vario genere è diventata legge nello stato americano che più di ogni altro è laboratorio dei diritti. Non è un caso che molti dei movimenti ciclistici più diffusi dell’ultimo quarto di secolo siano nati propri a San Francisco e dintorni, dalla critical mass al revival urbano delle ruota fissa.

“3 feet please” significa superare i ciclisti prendendosi un margine di 3 piedi ovverosia 91 cm. Una distanza di sicurezza per evitare di urtare il ciclista con il proprio specchietto, ma anche di metterne in pericolo la sicurezza con lo spostamento d’aria.

La California si è dimostrato maggiormente sensibile al problema poiché, nel periodo fra il 2007 e il 2012, la sola contea di San Diego ha fatto registrare 960 ciclisti uccisi o feriti.
“Il Three Feet for Safety Act richiede agli automobilisti di lasciare almeno una distanza di tre piedi quando superano ciclisti che viaggiano nella stessa direzione di marcia,

ha spiegato Jim Abele, capo della California Highway Patrol, il quale ha poi sottolineato come sia importante salvaguardare le vite dei bambini che vanno a scuola in bicicletta.

La California si unisce dunque ad altri Stati americani che prevedono multe dai 35 ai 220 dollari per chi colpisce un ciclista e provoca danni, lesioni e fratture.

L’entusiasmo per la nuova legge ha contagiato tutto quanto il mondo della bicicletta, arrivando persino all’élite del ciclismo professionistico. Il 25enne Andrew Talansky, già 10° al Tour de France 2013 e vincitore del Giro del Delfinato 2014, ieri ha esultato con un tweet, elogiando l’iniziativa del governo californiano:

Un grande giorno in California, la “3ft law” è ufficiale, tutti quanti sulle bici e sulle macchine possono usufruire delle strade!

Via | KPBS

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, attivo sul web dal 2000 ha collaborato con numerose testate fra cui L'Unità, Narcomafie, La Nuova Ecologia, Slow Food, Terra, Alp, Ciclismo, Sport Week, Extratorino, Suden e Cinecritica. Fra i suoi libri più noti vi sono "Propaganda Pop", "Giornalismo online", "Giornalismo digitale" e "Storia del ciclismo". Ha co-diretto il documentario "Benvenuto Mister Zimmerman".

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