onstage during the 26th Annual Producers Guild Of America Awards at the Hyatt Regency Century Plaza on January 24, 2015 in Los Angeles, California.
Brad Pitt e sua moglie Angelina Jolie sono impegnati da anni in campagne umanitarie e ambientali. Ora il divo di Fight Club e Seven ha deciso di girare un film sul disastro ambientale causato dalla Texaco – ora appartenente al gruppo Chevron – alle comunità dell’Amazzonia fra il 1964 e il 1990. La dispersione nell’ambiente di circa 680mila barili di greggio ha fatto perdere alla Chevron un lungo processo che dovrebbe costarle 9,5 miliardi di dollari.
Si usa il condizionale perché, come spesso accade, la casa petrolifera si è rifiutata di pagare ricorrendo all’arbitrato internazionale e accusando il governo di frode.
A preoccupare le associazioni ambientaliste e il governo ecuadoriani non è il film in sé, quanto il punto di vista: la Plan B ha infatti comprato i diritti di La legge della giungla, libro sul quale dovrebbe basarsi la sceneggiatura. Come ha sottolineato lo stesso presidente Rafael Correa, si tratta di un testo pubblicato grazie ai finanziamenti dell’industria petrolifera e sbilanciato in modo da far ricadere le responsabilità sugli ecuadoriani, descritti come selvaggi e corrotti.
Il governo ecuadoriano ha deciso di supportare con i suoi account Twitter e con l’hashtag #BradDoTheRightThing una raccolta firme su Change.org per chiedere a Brad Pitt – che nel 2012 aveva visitato l’Ecuador per valutare l’entità dei danni fatti dalla Texaco – di tornare sui suoi passi.
La petizione ha come obiettivo 7500 firme e ne ha finora raccolte oltre 5200.
Via | Change.org
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