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Nel 2013 più di 5,5 milioni di morti premature sono state causate dall’inquinamento atmosferico, ma visti i livelli record che l’inquinamento atmosferico ha toccato in questi ultimi due anni è probabile che il trend continuerà a far registrare una crescita nel futuro prossimo. Di questi 5 milioni e mezzo di persone, oltre la metà sono morti in Cina (1,6 milioni) e India (1,4 milioni) i due Paesi più popolosi del Pianeti e quelli in cui la crescita economica degli ultimi decenni si è scontrata maggiormente con le questioni ambientali.
Le emissioni delle centrali elettriche, delle automobili, delle industrie e di sistemi di riscaldamento inefficienti hanno contribuito in maniera determinante a fare dell’inquinamento atmosferico il quarto fattore di rischio per la morte nel mondo.
Il team di ricercatori dell’Università della British Columbia ha elaborato i dati provenienti da tutto il mondo evidenziando come l’inquianmento atmosferico contribuisca a malattie cardiache, ictus, cancro del polmone e altre malattie “allo stesso livello” di fattori killer quali il fumo, l’alta pressione sanguigna e la cattiva alimentazione.
La ricerca è stata presentata al meeting annuale dell’American Association for the Advancement of Science.
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