Manaus, BRAZIL: World Wildlife Fund balloon flies over the Amazonas river and the surrounding rain forest in Manaus, north of Brazil, 28 November 2006. WWF tries to alert on Amazonian deforestation and its social, economic and environmental effects. AFP PHOTO / Evaristo SA (Photo credit should read EVARISTO SA/AFP/Getty Images)
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Il WWF lancia l’allarme: su 229 siti naturali che fanno pare del Patrimonio mondiale Unesco, 114, dunque circa la metà, sono minacciati da attività industriali nocive. In un rapporto dal titolo “Proteggere gli uomini salvaguardando la natura”, l’organizzazione ambientalista internazionale spiega che patrimoni naturali come la grande barriera corallina australiana, le foreste pluviali del Madagascar, i parchi nazionali spagnoli e della Mauritania, le riserve faunistiche della Tanzania e le scogliere del Belize sono seriamente a rischio a causa delle attività economiche umane.
In particolare, nel rapporto si legge che il degrado di questi luoghi, oltre a danneggiare un patrimonio che ha un valore universale eccezionale, mette a rischio anche la loro stessa capacità di apportare benefici economici, sociali e ambientali ai circa undici milioni di abitanti che hanno a che fare con queste località.
Il rapporto del WWF si basa su un censimento stilato dall’Unione internazionale per la conservazione della natura e spiega che essere inserito nell’elenco dei patrimoni dell’Unesco non significa automaticamente essere luoghi protetti, perché l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura non ha il potere di costringere i governi a proteggere i siti. Per questo il WWF lancia il suo appello ai governi e alle imprese coinvolte in queste attività affinché agiscano in favore di un futuro sostenibile.
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