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Auto elettriche, ansia da ricarica? Ecco alcune soluzioni

E se la nostra auto elettrica si fermasse, improvvisamente scarica e magari in una zona o in un orario infelice, come ne usciremmo?

Quella dell’“ansia da ricarica” è una delle paure maggiori per chi è in procinto di acquistare un’auto elettrica. Lo stesso meccanismo mentale, in realtà, scatta anche per le auto a benzina ma dopo decenni di super-infrastrutturazione (i benzinai oggi vengono eliminati, perché in sovrannumero) l’automobilista medio ha imparato a non restare a secco, complice anche l’installazione di tecnologie di segnalazione sempre più accurate sui mezzi a motore.

La stessa cosa, però, non vale per le auto elettriche. E poichè questo settore è uno di quelli maggiormente in crescita ma resta frenato dalla scarsa copertura territoriale delle colonnine di ricarica, in Italia un problema davvero macroscopico, i costruttori si sono ingegnati per venire incontro alle esigenze, e alle ansie, di tutti: sono diverse infatti le case automobilistiche che hanno smesso di ragionare in termini canonici, per quanto riguarda la ricarica, ed hanno cominciato a pensare ad un sistema diffuso di ricarica.

Questi studi sulla “ricarica dinamica” hanno portato, principalmente, a ragionare sul rapporto autista-auto-strada: se il primo è ansioso di ricaricare la seconda allora è il terzo elemento, la strada, ad offrire la soluzione. Pensare e ragionare su un sistema di ricarica che parta dall’asfalto, dal suolo e, in generale, dalla strada su cui l’auto sfreccia è sembrata la soluzione più praticabile. A ottobre, in Francia, vi abbiamo raccontato dell’esperimento francese di autostrada a energia solare, che produrrà energia da immettere nella rete elettrica locale.

Secondo quanto riferisce Automotive News Europe infatti Renault, che nel settore elettrico è tra i primi al mondo, promuove una tecnologia di ricarica “dinamica” che potrebbe risolvere definitivamente questo problema. La casa francese infatti sta studiando un sistema di ricarica wi-fi per auto elettriche: le auto si ricaricheranno tramite dei cuscinetti al suolo collegati via wireless alle colonnine e che permetteranno di mantenere un’alta efficienza e di “fare il pieno” alla propria batteria.

Secondo diversi studi questa tecnologia ha dei costi importanti, 500.000 euro a chilometro circa, e per questo tempistiche di realizzazione piuttosto lunghe. In realtà i nostri colleghi di Autoblog vi avevano già parlato di questa tecnologia nel lontanissimo 2012 ma oggi le cose sembrano un po’ più concrete.

Un’altra soluzione sarà pronta entro la fine del 2017 ed è tutta made in Mercedes Benz: il sistema di ricarica in movimento è più o meno simile a quello di Renault, con la differenza che sul manto stradale e sotto la vettura sono installati dei dispositivi elettromagnetici tramite i quali le batterie (è studiato per i modelli Mercedes S500 in poi) si ricaricheranno con efficacia. Questo sistema di ricarica dinamica funziona grazie al funzionamento sinergico dei cuscinetti al suolo, che si accendono e si spengono in appena tre millisecondi: il sistema è stato studiato da HALO con Mercedes e i risultati sembrano essere incoraggianti. Qualcomm lo aveva annunciato già diversi mesi fa, anticipando un po’ tutti (e in effetti anche a noi di Ecoblog era sfuggita): oggi questa soluzione potrebbe diventare realtà.

A.S.

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