Ebike, maxi multa a Terni: l’aveva trasformata in un motorino

In seguito ad un incidente stradale verificatosi a Terni nei giorni scorsi che vedeva coinvolto un anziano ternano alla guida di una bicicletta a pedalata assistita la Polizia Municipale locale ha effettuato rilievi tecnici sul mezzo scoprendo che “il veicolo era stato modificato” in un motorino.

Secondo quanto sottolinea la Polizia locale infatti alcune bici elettriche a pedalata assistita possono essere modificate affinché siano alimentate da un meccanismo propulsivo a combustibile. Stando a quanto scrive Umbria24 il trucchetto gli è costato caro, esattamente 1.162 euro e il sequestro del mezzo ai fini della confisca. La scoperta è stata riferita dal Gruppo Operativo Servizi Polizia Giudiziaria Infortunistica Stradale in un comunicato stampa:

“Gli agenti intervenuti dopo aver effettuato rilievi tecnici, accertavano che il veicolo era stato modificato fornendo la spinta indipendentemente dalla pedalata che invece caratterizza la denominazione di velocipede a pedalata assistita con motore elettrico che non sostituisce però il lavoro della gambe, ma le aiuta a fare meno fatica in determinate condizioni. […] Per questo al conducente della bici modificata, munito di regolare patente, sono state contestate diverse violazioni alle norme del Codice della Strada: mancanza di certificato di immatricolazione euro 155 (sequestro amministrativo ai fini della confisca); mancanza della targa euro 77 (fermo amministrativo 30 giorni); mancanza casco euro 81 (fermo amministratvo 60 giorni); mancata copertura assicurativa euro 849. […] i controlli saranno intensificati al fine di prevenire incidenti con veicoli paragonabili ai ciclomotori, ma privi di assicurazione, con tutti i problemi che ne conseguono.”

Un fenomeno che “si sta diffondendo” non solo nel ternano ma anche in altre zone d’Italia: oltre alla pericolosità meccanica nel trasformare un mezzo pensato per altri scopi in un “quasi” motorino infatti si pone anche un problema di eventuale risarcimento danni e tutela nel momento in cui avviene un incidente, perché la bicicletta a pedalata assistita non ha obbligo di assicurazione.

Il rischio è che questo tipo di pratiche illecite mettano in cattiva luce l’ascesa del mercato delle bici elettriche e, in generale, della cultura della sostenibilità ambientale che va “utilizzata” per gli scopri che essa stessa si prefigge e non per aggirare norme assicurative, stradali e ambientali.

A.S.

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