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La batteria per energie rinnovabili più grande del mondo

Quale è la migliore tecnologia per accumulare le energie rinnovabili? Ioni di litio? Piombo? Aria compressa? Forse la soluzione è molto, ma molto, più semplice di quanto non si pensi: acqua e sale, cioè salamoia.

Ne è convinto il gruppo tedesco Ewe che, in collaborazione con la Friedrich Schiller University di Jena, sta lavorando al progetto Brine4Power, cioè energia dalla salamoia. L’idea è semplice: utilizzare, su scala enorme, una tecnologia vecchia di un secolo e molto economica: il flusso redox.

Una batteria ricaricabile di flusso funziona in maniera molto semplice e affidabile: detta in parole estremamente facili un anodo e un catodo immersi in un liquido, stoccati in due vasche separate che venendo a contatto tramite una membrana convertono l’energia chimica in energia elettrica.

Nel progetto Brine4Power a fare la differenza saranno le vasche: due immense caverne di sale. Le stesse, per capirci, che oggi si usano per stoccare il gas naturale in estate e poi immetterlo in rete in inverno. La novità, quindi, non sta affatto nella tecnologia ma nelle dimensioni: una batteria redox, infatti, rispetto a un accumulatore a ioni di litio o altre tecnologie può accumulare meno energia, ma costa anche molto meno. Avendo a disposizione spazi immensi il buon vecchio flusso redox torna assai utile.

Dobbiamo portare avanti qualche altro test e chiarire alcune questioni prima di utilizzare la tecnica di stoccaggio indicata dall’Università di Jena nelle caverne sotterranee – afferma Ralf Riekenberg, a capo di Brine4Power – Comunque ci aspettiamo di avere una caverna batteria funzionante più o meno a fine 2023“.

Con una batteria fatta di due sole caverne, chiarisce Riekenberg, si potrebbe stoccare l’energia necessaria ad alimentare del tutto Berlino per un’ora. Sarebbe, di fatto, la batteria più grande e capiente del mondo.

Questo vuol dire che le “batterie alla salamoia” potrebbero rivoluzionare il mercato elettrico. Innanzitutto perché il 2023 è dietro l’angolo, non parliamo di tecnologie che vedremo tra decenni. Poi perché parliamo di soluzioni estremamente più economiche delle altre oggi in fase di studio.

Una diffusione massiccia di enormi batterie a bassi costi (sia di implementazione che di gestione) permetterebbe di liberare il potenziale delle energie rinnovabili come fotovoltaico ed eolico che, come sappiamo, soffrono del problema dell’intermittenza della produzione di energia elettrica pulita.

La diffusione di grandi batterie in caverne e di piccoli accumuli domestici renderebbe la fornitura di energia verde pulita molto più affidabile e, di conseguenza, sfruttabile a scapito delle vecchie e sporche energie fossili.

Credit foto: Brine4Power

Peppe Croce

Giornalista e blogger, specializzato in ambiente, energie rinnovabili e mobilità sostenibile. Per Autoblog.it si occupa di auto elettriche, auto ibride e nuove tecnologie di mobilità, come le auto a guida autonoma. Per Ecoblog.it scrive su automobili elettriche, ibride, a idrogeno e a gas e di nuove soluzioni per il trasporto pubblico come gli autobus elettrici e il car sharing. Su Motoblog.it si occupa di accessori moto, raduni ed eventi per motociclisti. Per suggerimenti e correzioni: peppe.croce@blogo.it

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