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Mobilità: la Cina sarà il primo Paese full-electric?

Sul fronte della mobilità elettrica, la Cina rischia di non avere molti rivali. Il Paese sta infatti procedendo speditamente sulle immatricolazioni di nuove auto elettriche e, in poco meno di 10 anni, potrebbe diventare la prima nazione full-electric al mondo. È quanto confermano alcuni analisti locali, nonché i principali produttori di veicoli asiatici.

La domanda di nuove vetture elettriche sta crescendo in Cina senza sosta, tanto che i ritmi di crescita non sono paragonabili nemmeno a quelli dell’Europa, dove questo mercato ha già trovato un buon seguito. Se si proseguirà con questi ritmi, entro il 2030 il numero di veicoli a combustibile in circolazione sarà pressoché infinitesimale. Merito soprattutto delle utilitarie a buon mercato, scelte soprattutto per i piccoli spostamenti cittadini.

Mobilità elettrica, la Cina davanti a tutti

Già oggi, il 10% di tutte le vetture cinesi vendute ogni mese è elettrico. E la crescita non vede battute d’arresto, basti pensare a come le immatricolazioni siano cresciute dell’11.4% tra aprile e maggio. Lo rivela Wang Chuanfu, fondatore di BYD.

Il governo cinese vorrebbe raggiungere una quota del 20% di auto elettriche in circolazione entro il 2025, ma la soglia a questi ritmi potrebbe essere raggiunta molto prima. Le previsioni presentate nel corso del China Auto Chongqing Summit, tenuto negli scorsi giorni fra i principali attori del mercato elettrico, parlano infatti di un tasso di penetrazione del 70% poco prima del 2030, per poi raggiungere quasi il 100% un paio di anni più tardi.

Ma quali sono i meriti di una crescita così veloce? Innanzitutto, la Cina sta seguendo una strategia diversa rispetto ad altri Paesi del mondo. Mentre nelle nazioni occidentali il mercato dell’elettrico è soprattutto composto da berline, sedan, SUV e altre quattro ruote dai listini importanti, la Repubblica Popolare sta puntando sulle utilitarie. Piccole auto, dalla velocità contenuta e dall’autonomia non particolarmente estesa, perfette per gli spostamenti cittadini. Basti pensate che la Hongguang Mini EV – una piccola city-car proposta a circa 4.000 euro – ha battuto la Tesla Model 3 in unità vendute.

È poi diverso l’investimento tecnologico. Oltre a una rete sempre più capillare di colonnine di ricarica, soprattutto nelle città più popolate, nel Paese sono già disponibili servizi dalla grande presa come il battery swap. Produttori come NIO, ad esempio, possono già contare di centinaia di stazioni per la sostituzione veloce delle batterie, in pochissimi minuti.

Fonte: CNBC

marcogrigis

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