Auto

Nuove immatricolazioni auto: 1 su 9 in Europa è elettrica

Il mercato delle auto elettriche sembra aver trovato terreno fertile in Europa, uno dei continenti dove la richieste di queste nuove vetture sta crescendo a ritmi più veloci. Nel corso del 2020, nel Vecchio Continente si è registrato il tasso di una nuova immatricolazione elettrica su nove classiche, così come spiegano i dati forniti dall’European Environment Agency.

E la diffusione sempre più generosa delle elettriche in Europa sta avendo già un impatto importante sulle emissioni di gas inquinanti: in media, si è registrato un calo medio del 12% dell’anidride carbonica prodotta dalle vetture di nuova immatricolazione. Molto deve essere ancora fatto, però, per assicurare al continente il raggiungimento degli obiettivi ambientali prefissati entro il 205.

Auto elettriche, l’Europa non ha dubbi

Il tasso di adozione di un’elettrica ogni 9 benzina o diesel può sembrare poco, almeno di primo acchito, ma in valori assoluti è certamente importante. Se si considera il mercato dell’Unione Europea, il Regno Unito, l’Islanda e la Norvegia, nel corso del 2020 ben 11.6 milioni di auto elettriche sono state immesse sulle strade, con un impatto considerevole in termini ambientali.

La crescita potrebbe essere addirittura più veloce, se si accelerasse sulla creazione di un network di colonnine di ricarica sufficientemente capillare. Tutt’oggi la range anxiety, ovvero il timore di rimanere senza autonomia e impossibilitati a ricaricare la vettura, rimane il principale deterrente all’acquisto di queste vetture. Allo stesso tempo, però, gli incentivi fiscali voluti dai vari Paesi europei stanno portando agli effetti sperati.

Ancora molto deve essere tuttavia fatto, così come ricorda Transport & Environment. Secondo il gruppo, Bruxelles dovrebbe spingere l’adozione di normative più stringenti in tutti gli Stati Membri, affinché dal 2035 venga definitivamente abbandonata la vendita di nuove vetture diesel e benzina. Considerando come le indagini di mercato dimostrino come il ciclo di vita medio di un’automobile sia di 15 anni, se si permettesse l’immatricolazione di vecchie motorizzazioni anche dopo il 2035 si rischierebbe di mancare gli obiettivi ambientali fissati per il 2050.

Fonte: Reuters

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