Uranio impoverito: un appello per salvare il maresciallo Diana

Il sindaco di Villamassargia lancia un appello a favore dell’ex militare ammalato di tumore affinché venga accellerato l’iter burocratico finalizzato alla concessione dei rimborsi dovuti

Il sindaco di Villamassargia (Ci) si muove in prima persona per richiamare l’attenzione sul caso del maresciallo in congedo Marco Diana, uno delle migliaia di militari italiani ammalatisi dopo essere venuti in contatto con l’uranio impoverito durante le varie “missioni di pace” degli ultimi vent’anni.

È Franco Porcu, sindaco di Villamassargia, con una lettera ai parlamentari sardi, al governatore Ugo Cappellacci e alla presidente del Consiglio regionale Claudia Lombardo a sollecitare che vengano “erogati i rimborsi dovuti” al militare che combatte contro una grave forma di tumore connessa all’esposizione all’uranio impoverito.

All’ex maresciallo vengono negate le medicine di sostentamento e mantenimento del benessere momentaneo. Vengono fornite dalla Asl solo le medicine di attenuazione del male della patologia senza un minimo di assistenza. Le medicine per lo stato di benessere, rafforzamento del fisico rispetto all'indebolimento che produce la cura principale vengono acquistate interamente dal maresciallo come pure le spese per il badante,

spiega il sindaco che aggiunge anche come

il protocollo d'intesa firmato dal ministero della Difesa prevede ogni rimborso alla Asl o ministero della Sanità secondo i dettami del piano terapeutico ordinato dall'Istituto di oncologia medica europeo di Milano. Il rimbalzo di responsabilità comporta una perdita di tempo con un'accelerazione dell'avanzamento del male.

Una corsa contro il tempo quella di Marco Diana che lo scorso gennaio ha presentato richiesta di rimborso al ministero della Difesa, ricevendo, a marzo, la comunicazione della presa in carico della sua pratica. A giugno, però, è arrivata un’altra comunicazione in cui è stata richiesta una nuova visita medica per poter aggiornare le sue condizioni di salute. Nelle scorse settimane, l’ex maresciallo ha lanciato un appello su Facebook e ha messo in vendita la propria abitazione per poter raccogliere il denaro sufficiente per le cure:

Non ho i soldi per curarmi ho messo in vendita la mia casa, basta andare su Subito.it per vederlo. Sinceramente non so più quanto potrò andare avanti.

Via | Unione Sarda

Foto © Getty Images

 

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