James Hansen: le scelte energetiche di oggi decideranno del futuro dell'umanità

Il pianeta ha abbastanza combustibili fossili di cattiva qualità da fare esplodere l'effetto serra. Secondo Hansen l'umanità deve salvare il proprio futuro con una completa decarbonizzazione entro il 2030

"Ci sono abbastanza risorse fossili per scatenare l'effetto serra in modo esplosivo, con feedback fuori controllo che dureranno per secoli".
In un'intervista al Guardian, il prof. James Hansen, ex direttore del Goddard Space Institute ed uno dei più importanti climatologi del pianeta, ha anticipato le conclusioni di un articolo che apparirà a breve sulle Philosophiocal Transactions della Royal Society.

Il lavoro di Hansen non riguarda tanto la modellizzazione climatica, quanto la ricostruzione delle correlazioni tra CO2, temperatura e livello dei mari negli ultimi 65 milioni di anni.

Secondo Hansen, sulla base delle passate esperienze del pianeta, la combustione di tutte le riserve fossili accessibili pomperebbe talmente tanta CO2 in atmosfera da poter fare salire la temperatura dai 16 ai 25 gradi nell'arco di qualche secolo.

In queste condizioni sarebbe impossibile coltivare i cereali e si ridurrebbe drasticamente lo strato di ozono, rendendo di fatto la terra inabitabile agli umani. Andremmo incontro a simili effetti anche bruciando solo 1/3 del carbone, delle sabbie bituminose o dell'olio di scisto che si trovano sotto terra.

Hansen non è un catastrofista; come spiega in un'altra intervista su Euractive, la ricetta per evitare di  rendere la terra inabitabile è semplice: investire nelle energie rinnovabili e mettere un prezzo al carbonio emesso in atmosfera. Solo pagando alla società il vero costo della combustione è possibile riaggiustare le cose.

Secondo Hansen, anche le compagnie fossili potrebbero avere un futuro se investissero le loro risorse in energie pulite invece che corrompendo i governi o finanziando i negatori della realtà.

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