La città più inquinata d’Europa? È Pernik, in Bulgaria

Quattro delle cinque città più inquinate d’Europa sono in Bulgaria. Alti tassi di inquinamento atmosferico anche in Polonia ed Estonia

Il 90% dei cittadini europei è esposto agli agenti inquinanti atmosferici più nocivi al mondo ed è la Bulgaria a registrare il più alto tasso di inquinamento dell’aria dell’Unione Europea secondo il rapporto annuale dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (AEE).

Nonostante la diminuzione delle emissioni inquinanti negli ultimi decenni, la situazione rimane allarmante: sia l’esposizione al particolato fine (PM2.5) che quella ad alti livelli di ozono rimangono molto elevate.

La qualità dell’aria è una delle principali preoccupazioni di molti cittadini. Le inchieste rivelano che la grande maggiornaza degli europei ha perfettamente coscienza dell’impatto della qualità dell’aria sulla salute e reclama dalle autorità pubbliche che esse agiscano a livello europeo, nazionale e locale, anche in periodo di austerità e crisi. Io sono pronto a rispondere a queste preoccupazioni attraverso l’imminente revisione della politica della qualità dell’aria della Commissione,

ha dichiarato Janez Potočnik, di fronte ai dati che evidenziano come fra il 2009 e il 2011 il 96% dei cittadini europei sia stato esposto a alti livelli di particolato fine e il 98% esposto a livelli di ozono superiori ai margini di sicurezza indicati dall’Oms.

Il rapporto AEE ha esaminato la qualità dell’aria di 38 paesi “eleggendo” la Bulgaria come Paese più inquinato del mondo: 4 delle 5 città con i maggiori livelli di particolato fine sono in Bulgaria e la poco invidiabile palma di città più inquinata d’Europa spetta a Pernik, situata a sud est di Sofia. A titolo di paragone basti pensare che se la cittadina sfora le concentrazioni di particolato fine la metà dei giorni dell’anno, Parigi e Stoccarda sforano all’incirca 15 giorni nello stesso periodo di tempo.

Fra i Paesi più inquinati ci sono Polonia e l’Estonia, laddove le maggiori fonti di energia derivano dal carbone i dati sono inequivocabili, con tutte le conseguenze che ciò comporta sulla salute pubblica.

Via | Euractiv

Foto © Getty Images

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