Inquinamento atmosferico: Shanghai a un passo dalla chiusura per smog

Il Governo cinese lancia un piano quinquennale per risanare l’aria della capitale industriale del Paese. Previsti anche l’installazione di 5000 stazioni di ricarica e la realizzazione di 46 kmq di aree verdi

Shanghai, la capitale economica della Cina è a un passo dalla chiusura per smog. L’indice AQI che misura la qualità dell’aria si sta avvicinando pericolosamente al superamento della quota di 300 mai superata prima d’ora. Per capire a quali livelli sia ormai giunto il livello di inquinamento è sufficiente specificare come il livello di allarme venga fissato a quota 20.

Qualora il limite dovesse toccare quota 300 il “motore” della città, vale a dire scuole, fabbriche e cantieri verranno bloccati. Un colpo al cuore dell’economia cinese che il Governo di Pechino farà di tutto per bloccare. Shanghai, infatti, non è solamente è la testa di ponte fra la Repubblica Popolare e il resto del mondo, è da questa città che passa la maggior parte del business fra Oriente e Occidente.

Ma la salute pubblica è a serio rischio. Quando si parla di morti e ammalati a causa dell’inquinamento, ormai si ragiona nell’ordine dei milioni. L’inquinamento killer non aumenta solamente le patologie al sistema respiratorio, ma incide anche su quello cardiovascolare.

Il Governo cinese ha così ideato un piano quinquennale che prevede che a Shanghai, entro il 2017, la densità nell’atmosfera delle particelle inquinanti di diametro inferiore a 2,5 micrometri venga ridotta di un quinto. Shanghai ha dunque dichiarato guerra alle polveri sottili, quelle più pericolose che possono più facilmente penetrare nei polmoni.

Dal 2015, inoltre, la circonvallazione esterna della città sarà preclusa a tutti i veicoli (a Shanghai sono all’incirca 180mila) considerati altamente inquinanti. Ma la metropoli cinese sta lavorando per favorire lo sviluppo delle auto elettriche e installerà 5000 stazioni di ricarica. Il piano quinquennale prevede, inoltre, la realizzazione di 46 kmq di aree verdi che fungeranno da “polmone verde” della città.

Secondo il Financial Times l’aspettativa di vita del nord industriale del paese e di cinque anni e mezzo più bassa del sud agricolo. E nonostante la Cina si stia rimboccando le mani ci vorranno decenni per riportare l’aria a livelli accettabili. Attualmente la città con l’aria più irrespirabile è Shijazhuang con un AQI di 217, mentre Baoding è a 190. Pechino, quattordicesima fra le città cinesi, è ferma a quota 119: la sua aria è sei volte più inquinata del limite 20 valido in molti paesi del mondo.

Via | Xinhua

Foto © Getty Images

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