Gli europei del Mesolitico? Avevano gli occhi azzurri e la pelle scura

L’importante scoperta del gruppo dell’Istituto di Biologia Evolutiva di Barcellona guidato da Carles Lalueza-Fox potrebbe spostare l’evoluzione di alcune caratteristiche fenotipiche dal Mesolitico al Neolitico

La scoperta fatta di recente dall’Istituto di Biologia Evolutiva di Barcellona e pubblicata sull’ultimo numero di Nature, permette di disegnare un ritratto degli europei del Mesolitico, il periodo preistorico che segue il Paleolitico e precede il Neolitico, quello nel quale la sopravvivenza era garantita dalla caccia (pesca inclusa) e dalla raccolta di alimenti.

Il team di lavoro guidato da Carles Lalueza-Fox ha analizzato il Dna dello scheletro maschile ritrovato nella grotta di La Braña-Arintero, nella provincia di León. Le analisi effettuate sui reperti ossei, risalenti presumibilmente a 7000 anni fa, hanno evidenziato come il cacciatore-raccoglitore della Penisola Iberica fosse geneticamente lontano dalle attuali popolazioni del Sud Europa, avendo, invece, molti punti di contatto con gli europei del Nord (svedesi e finlandesi, per esempio).

La pigmentazione della pelle dell’uomo di La Braña era prevalentemente scura, così come i suoi capelli (castani o neri), ma era portatore di una mutazione che noi umani moderni potremmo tradurre negli occhi azzurri. Secondo Carles Lalueza-Fox, la pelle degli europei si sarebbe schiarita più tardi rispetto a quanto si è sempre pensato: non nel Mesolitico, ma nel Neolitico. Fino ad oggi si era ipotizzato che fossero state le basse radiazioni Uv delle alte latitudini a schiarire il colore della pelle, ma se questa tappa evolutiva si è verificata più tardi, i fattori evolutivi potrebbero essere altri: per esempio la riduzione della vitamina D negli agricoltori, rispetto ai cacciatori.

I ricercatori, infatti, hanno scoperto che il cacciatore-raccoglitore di La Braña non era geneticamente preparato a una dieta ricca di amido, ma era anche intollerante al lattosio. Queste due caratteristiche si sono sviluppate più tardi e, dunque, la storia delle mutazioni fenotipiche potrebbe subire un’importante svolta dalla scoperta finita sulle pagine di Nature. In sostanza gli uomini situati nell’attuale Europa sarebbero diventati bianchi più tardi.

Via | Nature

Video | Youtube

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