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Cronaca ambientale

Raee, il 70% dei rifiuti elettronici in Italia finisce nel racket illegale

E stato presentato il VI Rapporto annuale sul sistema di ritiro dei RAEE, le apparecchiature elettroniche: ma il 70% dei rifiuti finisce nel racket illegale. Con il nuovo decreto sarà possibile consegnare ai commercianti i rifiuti anche senza acquisto

I conti devono tornare sopratutto se parliamo di rifiuti elettronici, ma secondo l’ultimo Rapporto (il sesto) presentato da ReMedia il consorzio che raccoglie e avvia allo smaltimento e al riciclo i RAEE il bilancio è ancora sfasato. Nel VI Rapporto Annuale sul Sistema di Ritiro e Trattamento dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) nel 2013 risultano raccolti 225.931.218 kg di RAEE, con un calo del 5% sull’anno precedente sebbene nel 2012 si ebbe una contrazione pari al 12%. A gettare più RAEE in maniera virtuosa, ossia attraverso i canali di raccolta ufficiali è la Lombardia che ha conferito più di 46 milioni di Kg di RAEE negli 834 centri autorizzati alla raccolta; seguono la Valle d’Aosta che e ha versati 8,27 Kg/ per abitante; seguono la Toscana con 5,41 kg/ab. e la Sardegna con 5,24 kg/ab. Ma non basta, tant’è che per fornire un quadro esaustivo dei rifiuti elettronici che mancano all’appello della raccolta è stato presentato da Legambiente il dossier I Pirati del Raee realizzato in collaborazione con il Centro di Coordinamento RAEE che fornisce i percorsi e gli illeciti messi a segno in questo ambito tanto delicato.

Proprio venerdì scorso nel Consiglio dei ministri è stato approvato il decreto Uno contro Zero in materia di Raee che recepisce la normativa europea in merito e che sostanzialmente obbliga i negozianti a raccogliere Raee anche se non sono stati acquistati (uno contro uno) qualora gli siano consegnati.

Spiega Legambiente, infatti, che il 70% dei Raee sfugge alla raccolta legale, ossia dai frigoriferi, ai vecchi televisori con tubo catodico e non, ai telefonini, ai pc e alle stampanti, ai giocattoli con componenti elettroniche, e alle lampadine. Questi rifiuti sono particolari nel senso che sono una miniera di minerali (perdonate il gico di parole) e richiedono
per essere smaltiti attentamente una procedura di raccolta corretta. Ma lo smontaggio illecito è molto più diffuso rispetto alla filiera autorizzata.

Legambiente ci dice che nel 2012 i Raee prodotti in Italia sono stati 800 mila tonnellate; in Europa 10 milioni di tonnellate e 50 milioni di tonnellate quelli prodotti nel mondo. Ma solo 3,5 tonnellate sono gestite in Europa. Insomma il mercato illecito dei Raee è fiorente e prosperoso e ha a che fare con il traffico illecito di rifiuti internazionale che sfrutta manodopera a basso costo se non la schiavitù. Infatti il lavoro delle forze dell’ordine con i sequestri di discariche illegali ha fatto emergere 299 discariche abusive di Raee in Puglia (13,4%), Campania (12,7%), Calabria e Toscana (11%).

Laura Biffi, che ha curato il dossier per l’Osservatorio nazionale ambiente e legalità di Legambiente ha detto:

Il racket dei RAEE si combatte favorendo il mercato legale. Ciò significa che, accanto a un migliore sistema di controlli e sanzioni esteso a tutta la filiera, dal venditore di elettrodomestici al trasportatore al riciclatore, è necessario mettere a punto una campagna di informazione efficace rivolta ai cittadini, ma anche agli addetti alle vendite, nonché alle stesse forze dell’ordine e agli enti preposti alla vigilanza. Solo così il ciclo virtuoso dei RAEE sarà in grado di togliere profitti al mercato nero e di produrre nuova economia e nuova occupazione nel rispetto delle leggi e dell’ambiente.

Foto |Consorzio Remedia su Fb

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