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Dalla strage di alberi alla Filiera Solidale del legno

Il settore della lavorazione del legno è in crisi dopo la strage di alberi di fine ottobre tra Veneto, Alto Adige e Friuli e il PEFC propone una filiera solidale.

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E’ passato meno di un mese da quando la tempesta “Vaia” ha causato una vera e propria strage di alberi in un vasto territorio compreso tra Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Veneto e ancora la conta dei danni non si è arrestata. In quest’area devastata dal vento e dal maltempo si producono infatti circa due terzi del totale del legno da opera italiano. Si stima che in un solo giorno siano caduti tanti alberi quanti se ne tagliano per fare legname per 5-7 anni. Gran parte di quel legname è certificato dal Programme for the Endorsement of Forest Certification schemes (PEFC).

Ed è proprio il PEFC che sta cercando soluzioni che il settore legnicolo italiano non vada in crisi. Un così elevato quantitativo di legno da smaltire, infatti, non potrà che abbatterne il prezzo sul mercato, proprio mentre gli operatori devono affrontare costi extra per rimuovere il legname abbattuto dalla foresta, scartare quello danneggiato e rinegoziare i contratti a lungo termine con i clienti che, ovviamente, sono tutti saltati.
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Secondo il PEFC per almeno 2 o 3 anni si dovrà lavorare con volumi di legname straordinari e fare grossi investimenti extra budget. Tra le soluzioni proposte dal PEFC c’è liniziativa “Filiera Solidale“: contratti di fornitura a prezzi di solidarietà con clienti che si impegnano a comprare il legno proveniente dalle aree danneggiate al posto di quello di importazione.

Nell’iniziativa rientra anche la fornitura ad alcune catene della grande distribuzione di punte di alberi abbattuti, che verranno vendute come alberi di Natale 2018. Parte degli utili verranno poi impiegati per acquistare piantine per i rimboschimenti nei boschi distrutti dal maltempo.
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In questi momenti di difficoltà è indispensabile – spiega PEFC – agire per valorizzare e vendere il legname proveniente dai boschi danneggiati, anche riprogrammando il mercato del legname italiano nei prossimi anni, considerando che attualmente importiamo l’80% del legno che viene lavorato. Allo stesso tempo, sistemare i boschi permetterà di combattere gli attacchi del bostrico (coleottero che si ciba di legno) che altrimenti dalla primavera attaccherà non solo il legno a terra ma anche le piante danneggiate e quelle indebolite dallo stress climatico“.

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