McLaren P1: l'auto ibrida di Woking a 5 anni dal congedo

La McLaren P1, insieme a Ferrari LaFerrari e Porsche 918 Spyder, ha decretato lo sbarco della tecnologia ibrida sulle hypercar. Ricordiamola, a cinque anni dall'uscita di scena.

Poco più di cinque anni fa si è chiuso il ciclo produttivo della McLaren P1, che oggi vogliamo ricordare come prima auto ibrida della casa di Woking, ma anche come una delle prime hypercar in assoluto a godere di questo tipo di alimentazione.

Presentata al Salone di Ginevra nel 2013, questa fuoriserie è stata costruita fino al mese di dicembre del 2015. In totale, la McLaren P1 è stata plasmata in 375 esemplari, che oggi fanno la gioia dei collezionisti di tutto il mondo.

Questa creatura è in grado di passare da 0 a 100 km/h in 2"8, da 0 a 200 km/h in 6"8, da 0 a 300 km/h in 16"5 (5.5 secondi in meno dell'iconica F1, che l'ha preceduta idealmente in listino).

È limitata elettronicamente a 350 km/h la velocità massima, mente la frenata da 100 km/h a zero richiede soli 30.2 metri, un valore che la dice lunga sulla sua capacità di decelerazione. Con tali dati si conferma il profilo dinamico, particolarmente energico, della creatura britannica, spinta da un motore ibrido, con unità termica V8 biturbo da 3.8 litri (737 cavalli) abbinata a un propulsore elettrico (179 cavalli), capace di sviluppare la potenza complessiva di 916 cavalli. La coppia massima tocca quota 980 Nm. Nel ciclo combinato le sue emissioni di CO2 sono pari a 194 g/km.

Questa vettura ha segnato per anni il limite di riferimento nella produzione stradale della casa di Woking. La sua linea sinuosa ed estrema è votata al culto dell'aerodinamica, che gioca un ruolo fondamentale quando si vogliono raggiungere le vette prestazionali. Sul fronte batterie, queste sono divise in 6 moduli con 56 celle ciascuno e hanno una durata prevista di 10 anni. La ricarica, essendo un'auto ibrida plug-in, può essere effettuata tramite la normale rete elettrica o avvalendosi del propulsore V8.

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