Il risparmio energetico piace agli italiani ma non ai politici

ENEA ha diffuso il Rapporto Annuale sull'efficienza energetica in Italia:
L’applicazione delle misure previste dal PAEE 2011 (Piano d’Azione per l’Efficienza Energetica) ha consentito nel 2011 un risparmio energetico complessivo di 57.595 GWh/anno, con un incremento del 17,1% rispetto al 2010.
Il volano che ha consentito questo impennata di buone pratiche è squisitamente economico, ossia quella defiscalizzazione del 55% per le ristrutturazioni edilizie. Però purtroppo tra qualche mese sembrano debbano tornare al 36% vanificando ogni ulteriore passo in avanti verso il risparmio energetico.

A rendere possibili i risultati raggiunti lo scorso anno è stata quella famosa green economy tanto invocata, poiché quel risparmio energetico si è attuato grazie a una serie di interventi soprattutto nell'ambito residenziale, per cui sono state sostituite le vecchie caldaie con modelli più nuovi e efficienti; oppure in ambito industriale grazie ai TEE si è avuta maggiore diffusione della cogenerazione ad alto rendimento.

A esprimere parere polemico però è il WWF attraverso le parole di Mariagrazia Midulla, Responsabile Clima ed Energia:

Tutti parlano e straparlano di efficienza energetica, in Italia, ma i fatti sono ancora decisamente troppo pochi. Anzi, per l’ennesima volta siamo costretti a fare appello al futuro Parlamento perché confermi e renda davvero efficace il 55% di sgravio fiscale per l’efficienza energetica sugli edifici. Il successo enorme degli sgravi fiscali del 55% per l’efficienza sugli edifici, per esempio, è sempre destinato ad autodistruggersi entro un certo periodo di tempo, ed è stato minato anche dall’innalzamento degli sgravi per le ristrutturazioni in generale: quale cittadino sceglierebbe di dover dimostrare i propri interventi di efficienza energetica per avere un 55% di sgravi fiscali quando può, molto più facilmente, accedere al 50%?

Via | Comunicato stampa WWF
Foto | Centimetri

  • shares
  • Mail