BP paga altri 4 miliardi di dollari di sanzioni per l’incidente del Golfo del Messico

Sarà di 4 miliardi di dollari il risarcimento che BP dovrà pagare alle autorità americane per risolvere le accuse penali relative all’incidente della piattaforma Deepwater Horizon che il 20 aprile 2010 esplose, collassando due giorni dopo e sversando nel Golfo del Messico oltre 200 milioni di galloni di petrolio in uno stillicidio ecologico protrattosi per  87 giorni. Il patteggiamento è stato raggiunto lo scorso novembre quando BP ha deciso di dichiararsi colpevole di 14 capi d’accusa, inclusi gli 11 per omicidio colposo relativi alle vittime dell’incidente.

“Ho ascoltato e capisco i vostri sentimenti e le vostre perdite” ha dichiarato il giudice distrettuale Sarah Vance dopo avere sentito i parenti delle vittime. Secondo Vance, BP avrebbe dovuto chiedere scusa ai parenti delle vittime dell’incidente dimostrando “umanità”. All’interno dell’accordo è previsto il pagamento di una multa da 1,3 miliardi di dollari che rappresenta la più grande sanzione mai comminata dal Dipartimento di Giustizia statunitense.

Con i 4 miliardi di dollari dell’accordo reso noto poco fa, sale a 42 miliardi di dollari l’esborso di BP per l’incidente della Deepwater Horizon. La questione, però, è lungi dall’essere chiusa visto che British Petroleum resta soggetta a eventuali nuove accuse, su tutte quella di danni alle risorse naturali. Nell’accordo stipulato con le autorità statunitensi non è incluso il Clean Water Act che prevede sanzioni fra i 1.100 e i 4300 dollari per ogni barile finito in mare. Secondo le valutazioni di alcuni analisti BP potrebbe dover sborsare altri 21 miliardi di dollari. Un conto salatissimo per il più grande disastro petrolifero mai avvenuto off shore.

Via I Usa Today

 

Foto © Getty Images

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