Fukushima, due anni dopo: la macchina della disinformazione pro nucleare

 

Molto più pericoloso iniziare a fumare che essere stato a Fukushima.


Sarebbe bello se fosse vero. Ma a due anni dalla catastrofe nucleare nel Nord del Giappone, questo altro non è che il claim dell’articolata macchina della disinformazione che vuole continuare a fare proliferare il nucleare. Se una presa di posizione del genere non stupisce più di tanto nell’AIE, l’Agenzia per l’energia atomica che ambisce al rilancio del nucleare su scala globale dopo lo shock causato all’opinione pubblica, a lasciare quantomeno perplessi è che a questa linea d’interpretazione venga assunta dall’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità. La frase riportata in apertura è di Richard Wakeford, professore dell’Università di Manchester che ha curato il rapporto per l’Oms e secondo il quale vi sono soltanto piccoli incrementi proporzionali delle malattie e

il rischio aggiunto è molto piccolo e verrà nascosto da quello dovuto allo stile di vite e ad altre situazioni. 

Forse per stile di vita il professor Wakeford intendeva l’abitudine dei locali a cibarsi di pesce, visto che ogni volta che vengono effettuati test sulle popolazioni delle acque prospicienti la centrale si stabiliscono nuovi primati di sopravvivenza animale alla radioattività.

Secondo le rilevazioni pubblicate sul portale del Ministero della Salute, Lavoro e Welfare giapponese l’incidenza percentuale delle morti nella regione di Fukushima sarebbe passata da una media dell’1,5% al 4,8%. Cioè il triplo. Si parla di 38.700 decessi in più rispetto all’attesa. Stabilire un legame con il disastro nucleare non è possibile, ma pare essere una delle spiegazioni maggiormente plausibili.

Qualcuno vuole che il nucleare continui. La Tepco, la società che gestisce la centrale di Fukushima continua a minacciare il ritiro della pianificazione pubblicitaria alla stampa che osa mettere in dubbio la versione ufficiale dei pro-nuclearisti.

Secondo il Time

Fukushima, nonostante tutto, non è stata nulla in confronto a Chernobyl. La Tepco ha riportato che gli impianti hanno rilasciato 900mila terabequerel di radiazioni nell’aria nel momento di massimo picco, mentre furono 5,2 milioni di tb rilasciati durante l’incidente di Chernobyl che ha anche coinvolto un’area di estensione molto maggiore.

E anche il primo ministro Shinzo Abe ha annunciato che verranno riaperte le altre centrali chiuse dopo il disastro.

Via I Espresso I Wired

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