Terremoto Polonia: liberati i 19 minatori imprigionati da una frana

Alle ore 22:09 locali di ieri, 19 marzo 2013, la Polonia è stata scossa da un terremoto di intensità 4,7 della scala Richter. Il sisma, il cui epicentro è stato localizzato nella cittadina di Polkowice, a circa 200 chilometri da Praga, ha fatto registrate un ipocentro di 2 chilometri di profondità.

La scossa ha provocato una frana nella miniera di rame di Rudna, località della Bassa Slesia, al confine con Germania e Repubblica Ceca, ostruendo il tunnel di accesso e imprigionando 19 minatori a una profondità di 600 metri. Al momento dell’evento sismico, nella miniera erano presenti altri 23 operai che sono riusciti a mettersi in salvo: durante le operazioni di evacuazione quattro di questi sono rimasti feriti.

Subito dopo la scossa la KGHM, l’azienda che gestisce la miniera , aveva dichiarato che le operazioni di salvataggio si sarebbero rivelate particolarmente difficili per l’enorme quantità di roccia da rimuovere. I soccorritori hanno agito con tempestività scavando un tunnel parallelo e estraendo i lavoratori uno a uno dal loro sito.

Dopo la scossa tutte le linee di comunicazione con il sottosuolo erano saltate e KGHM ha guidato le operazioni di soccorso, durate sette ore, senza poter avere informazioni sullo stato di salute dei suoi minatori, da poco tornati in superficie.

Attiva da circa quarant’anni , la miniera di Rudna si trova in una regione, la Slesia, ricca di miniere. Nel 2006 in una di queste avvenne un’esplosione di gas che provocò la morte di 23 operai. Questa volta, fortunatamente, non ci sono state vittime e i danni alle persone sono stati limitati a quattro ferimenti.

Via I Gazeta Wyborcza

Foto © Getty Images

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