Storie di cani famosi: dal bassotto candidato alle presidenziali agli eroi dell’11 settembre

Nelle librerie di Francia è uscito lo scorso autunno il Dictionnaire des chiens illustres, una vera e propria enciclopedia dei cani illustri. Famosi per meriti propri o per la luce riflessa dei propri padroni, i quadrupedi enumerati nel primo tomo sono tutti realmente esistiti.

A prendersi la briga di catalogare i cani più famosi dell’umanità è stato il veterinario André Demontoy e il sottotitolo Tomo Primo – Cani reali, lascia presagire che presto un secondo volume andrà a integrare la pubblicazione con i cani partoriti dalla fantasia di scrittori, romanzieri, sceneggiatori e fumettisti.

Ci sono cani che attraversano i secoli come Iago, ritratto dal pittore Velazquez nel quadro Las Meninas o i trecento cani che con il loro fiuto hanno contribuito alle ricerche delle vittime dell’attentato dell’11 settembre alle Torri Gemelle. C’è Barney, lo scottish terrier dell’ex presidente Usa George W. Bush oppure Baltique, al quale fu vietato di accodarsi al corteo funebre del suo padrone, il presidente transalpino François Mitterand.

Non mancano gli eroi come il cane Buster che ha ottenuto un’alta onoreficenza da parte dell’esercito degli Stati Uniti dopo aver scoperto un carico di esplosivi durante una missione in Iraq o Barry, un impavido cane da valanga che ha salvato la vita a quaranta persone sommerse dalla neve sul Gran San Bernardo.

La storia più straordinaria, però, è senza dubbio quella di Saucisse, il bassotto dello scrittore Serge Scotto. Nato nel 1998 e subito assurto a protagonista dei romanzi del suo padrone, “Salsiccia” è diventato mascotte e leader di una lista che ha preso il 4,5% alle comunali di Marsiglia del 2001. Con tanto di slogan per “una sauciété più umana, per combattere una vita da cani”. Sulla scia del successo ottenuto nella “contro-capitale” di Francia, Scotto ha deciso di candidare Saucisse alle presidenziali del 2002 vinte da Jacques Chirac. Non c’è che dire quella di Saucisse è stata sicuramente una candidatura proveniente “dal basso”.

 

Via | Venerdì di Repubblica

Foto © Getty Images

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