Amianto: sale la protesta contro il progetto della discarica di Treviglio

L’ex cava Valiata non rispetta la distanza minima di 500 metri fra depositi di rifiuti tossici e centri abitati

Non c’è solo la Tav o, meglio, il NoTav nell’eterogeneo panorama dei Nimby italiani. Acronimo di Not in my back yard, il fenomeno del rifiuto di opere pubbliche per incompatibilità con il rispetto dell’ambiente si sta diffondendo sempre di più, grazie a cittadini informati che usano la rete per coordinare azioni di contrasto alle decisioni che una volta sarebbero piovute, insindacabili, dall’alto.

Uno dei casi più recenti è la contestazione del progetto della discarica di cemento-amianto nell’ex cava Valiata di Treviglio (Bg). A protestare non sono soltanto gli abitanti di questo comune ma anche quelli dei limitrofi Casirate e Calvenzano che vedono nella volatilità della fibra killer una possibile minaccia. Chi si occupa dello smaltimento naturalmente può dare tutte le rassicurazioni del caso sull’accuratezza nelle operazioni di trasporto e smaltimento, ma un conto è occuparsi dello smantellamento e dello stoccaggio di rifiuti tossici, un altro è non influire sull’inconscio collettivo di una comunità che ha ben presente il disastro ambientale causato, per esempio, a Casale Monferrato dove ogni anno 50 persone si ammalano di mesotelioma polmonare.

Citando la recente risoluzione del Parlamento Europeo che stabilisce la pericolosità dell’amianto e sconsiglia lo smaltimento in discarica, il Comitato contro la Discarica di Amianto a Treviglio ribadisce la propria contrarietà all’opera. Lo smaltimento in discarica viene considerato dall’UE una misura provvisoria che non fa altro che rinviare il problema, lasciandolo in eredità alle generazioni future. Secondo il Comitato, inoltre, l’ex cava di Treviglio non avrebbe i requisiti per ospitare una discarica di rifiuti pericolosi vista la distanza di 220 metri dal centro abitato (a fronte dei 500 metri di distanza minima richiesti dalla legge). Le tre amministrazioni comunali di Treviglio, Casirate e Calvenzano hanno presentato un ricorso al Tar: una corsa contro il tempo, con il rischio che il verdetto del Tar arrivi dopo l’ok della Regione Lombardia al progetto.

Via | Il Giorno

Foto © Getty Images

 

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