E' Federico Pizzarotti politico immacolato il neo sindaco di Parma. Porta avanti…
Tre milioni di italiani tremano ma la politica non si scuote dal…
Considerare la pizza la pari delle verdure per accontentare le lobby dell'agroalimentare.…

Anche in Gran Bretagna, come in India, migliaia di gufi adottati come animali domestici sulla scia del successo di Harry Potter, il maghetto con gufo al seguito, stanno morendo di fame perché vengono abbandonati dai proprietari, ora che il fenomeno Potter si è attenuato. Liberarli dopo che si erano abituati ad essere nutriti ed a non essere predati vuol dire condannarli ad una morte quasi sicura.
In tanti affollano i rifugi. Riporta il Daily Mirror che all’Owlcentre di Corwen, nel Nord del Galles, prima dell’uscita dei film di Potter si contavano appena 6 gufi. Ora ce ne sono cento. Senza contare tutti quelli che vengono liberati in campagna, spesso malati.
Il gufo, infatti, ha bisogno di spazio a sufficienza per sbattere le ali almeno cinque volte prima di riposarsi sul trespolo dopo il volo, altrimenti rischia un’infezione toracica. Ma gli esperti del centro si sono imbattuti in una signora che ne costringeva ben due a vivere sul suo comodino, in camera da letto.

Vince l’ambientalismo a Parma e da La7 alla RAI stentano a capire la vittoria dell’immacolato candidato Federico Pizzarotti da oggi neo sindaco di Parma. Le percentuali del ballottaggio che designano Pizzarotti neo sindaco di Parma parlano chiaro: 60% contro il 40% di Vincenzo Bernazzoli sostenuto da Pd, Idv, Parma Che Cambia, Altra Politica, Lista Civica Pensionati e Consumatori e Parma Progressista e che aveva apertamente dichiarato che l’inceneritore già costruito a Parma, nel triangolo del polo agroalimentare di qualità fatto di prosciutti e formaggi avrebbe aperto i battenti e bruciato i rifiuti.
I parmigiani hanno sempre mal digerito questa imposizione squisitamente politica e dunque hanno deciso di affidare le sorti della loro città al giovane e immacolato politicamente Federico Pizzarotti. E ecco che nel Movimento 5 stelle hanno trovato la loro rappresentazione i cui simboli rappresentano: acqua pubblica, ambiente pulito, mobilità sostenibile, wi-fii per tutti e sviluppo sostenibile (dopo il salto il video con la spiegazione).
Continua a leggere: Addio inceneritore di Parma: è sindaco Pizzarotti Movimento 5 stelle

Nuova stangata in arrivo sulle importazioni di pannelli solari cinesi in Usa: dopo la prima stretta annunciata in marzo, il Dipartimento del Commercio americano chiude l’indagine per dumping avviata in seguito alla denuncia presentata dalla filiale Usa della tedesca SolarWorld.
L’amministrazione Obama sanziona, dunque, con un balzello che varierà dal 30% al 250% - il più alto mai imposto - il comportamento commerciale scorretto della Cina, che di fatto immetterebbe sul mercato pannelli a prezzi inferiori ai costi di produzione. Con la conseguenza di penalizzare fortemente l’industria fotovoltaica a stelle e strisce, costretta a licenziare già 2.000 addetti.
La difficoltà nel competere con i prezzi stracciati delle aziende cinesi è un tema che arroventa da tempo la singolar tenzone che contrappone le politiche commerciali americane e cinesi, che si erano confrontate tempo fa anche sulla questione delle terre rare (ne avevamo parlato qui). Ed è un tema particolarmente sentito anche in Europa, dove la riduzione degli incentivi sembra minacciare di ridurre ai minimi termini il comparto delle rinnovabili nei due dei maggiori mercati, Italia e Germania.
Gli ambientalisti americani non sembrano essere, però, persuasi della bontà della nuova misura introdotta dal Dipartimento: la disponibilità di pannelli a buon mercato avrebbe contribuito all’alfabetizzazione energetica degli americani, educandoli all’utilizzo di fonti rinnovabili. Ora, con i nuovi dazi, i prezzi aumenteranno per tutti, proprio nel momento in cui il costo del barile stava rendendo più competitiva l’energia solare.
Una vicenda certamente complessa, quella del fotovoltaico e della green economy in senso lato, che dall’Europa agli Stati Uniti si conferma il terreno di confronto tra interessi strumentali della politica – con le elezioni presidenziali USA alle porte – e interessi delle multinazionali. Con logiche lontane anni luce dalla necessaria cooperazione energetica tra stati.

All’indomani del terremoto in Emilia Romagna, torniamo a recitare la favola di Pinocchio. Il saggio Grillo Parlante, il Consiglio Nazionale dei Geologi, viene nuovamente ospitato da giornali e tv e riconquista l’attenzione dei politici, ma verrà schiacciato, come al solito, dall’ultima scossa di assestamento. Quel colpetto che raddrizza tutto, territorio e coscienze, e che in Italia mette a tacere rischi e pericoli il tempo che basta a rimandare investimenti di vitale importanza.
Il refrain lo conosciamo tutti e lo ricordiamo anche oggi che è doveroso farlo: tre milioni di persone abitano in zone ad alto rischio sismico in Italia. I terremoti che scuotono la penisola sono circa duemila ogni anno ma non bastano a dare una scossa al costruito…male. Sei milioni gli edifici che si trovano in aree a rischio e le mappe sismiche sono troppo vecchie, andrebbero aggiornate. Il presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Gian Vito Graziano, spiega che per mettere in sicurezza un patrimonio simile occorrono anni e… tanta pazienza. Ma anche rassegnazione: rassegnarsi ad un’opera giusta che non porta voti.
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Gli agricoltori italiani, in special modo quelli giovani, si adattano alla crisi ed ai cambiamenti climatici, e si ingegnano per scovare una exit strategy alla pochezza di prospettive occupazionali che rischia di desertificare ulteriormente il settore primario.
Più che un ritorno costretto ed inevitabile ai campi, tradizionale fonte di sostentamento radicato e sicuro, questa rivoluzione ha un gusto creativo e dinamico e punta sull’innovazione, assumendosi i suoi rischi e sbarcando sul mercato con un’offerta anche audace se vogliamo. Ne sono un chiaro esempio le banane siciliane di cui vi parlavamo qualche giorno fa, presentate all’Open space della creatività contadina, svoltosi nell’ambito dell’Assemblea dei giovani della Coldiretti.
Ma dai campi arrivano anche prodotti per la casa biodegradabili, atossici ed ecologici. Gli agridetersivi, ad esempio, prodotti da erbe aromatiche spontanee come l’ortica, il sambuco e la fitolacca. Li produce Paola Polce a Ivrea, in Piemonte.
Continua a leggere: Agridetersivi biodegradabili ed ecologici dall'ortica e dal sambuco
Ci sono notizie, come quella ripresa da News Food, che sembrano inventate e ci sono politiche che rasentano la follia. Il Congresso americano litiga sulla questione: la pizza è una verdura? Scrive Bettina Elias Siegel su Education News che il deputato Jared Polis ha presentato una nuova proposta di legge The SLICE Act (School Lunch Improvements for Children’s Education) che annulla quanto ammesso nel 2011: ossia che la pizza è una verdura essendo composta per 1/8 di pomodoro, pari a una razione di verdure. Ha detto Polis:
L’ Industria agro-alimentare non dovrebbe mai dettare la qualità dei pasti scolastici. Le grosse aziende alimentari hanno le loro priorità, che includono la vendita a basso costo di cibi malsani per un alto profitto. Ma genitori e scuole hanno le loro priorità, facendo sì che i nostri bambini mangiano correttamente perché la ricerca dimostra una chiara connessione tra alimentazione e il rendimento degli studenti nella scuola .
La discussione è iniziata nel 2011, aggiornamenti dicono che i nuovi standard non prevedono troppe patatine fritte e pizza. Infatti, negli Stati Uniti l’obesità sta diventando un problema di salute nazionale, una specie di epidemia per intenderci. A risentirne le casse delle assicurazioni americane che devono coprire spese continue e dilazionate nel tempo a giovanissimi malati. Perno della campagna per un’alimentazione corretta è il National School Lunch Program che punta a avere nelle mense scolastiche più verdure e frutta e meno hamburger e patatine. E anche pizza. Il perché sia da contenere anche questo alimento è presto detto: la pizza americana, dallo strato sottile e con strati di formaggio (che non è mozzarella, sia chiaro!) ha poco a che vedere con lo streetfood partenopeo che basa i suoi principi dietetici sulla più salutare dieta mediterranea: lievitazione naturale, pomodoro, basilico, pochissimo olio e mozzarella se si consuma la margherita, altrimenti ci sta su origano e se piace aglio.
Attualmente nelle mense scolastiche americane è inserita la pizza, diciamo alla napoletana, con pochi grassi e sale e ovviamente ai ragazzini americani disabituati ai sapori naturali non piace troppo. Ecco dunque la folle proposta del congresso americano in cui la politica ha fatto questo ragionamento: se come dicono gli esperti sulla pizza è presente 1 ottavo di pomodoro equivalente a una tazza di verdure, la pizza è una verdura. Ciò a beneficio dell’industria dei surgelati che poduce ogni anno milioni di dischi di pizza (che ribadisco nulla hanno a che vedere con la pizza napoletana).
Foto | Flickr

Il Festival di Cannes si tinge di “verde” con la presentazione di Edison Green Movie, il primo protocollo di certificazione europea per la produzione di film sostenibili. Testimonial d’eccezione gli attori Isabella Ferrari e Alessandro D’Alatri.
Il progetto, elaborato da Edison in collaborazione con la casa cinematografica Tempesta e la consulenza scientifica di AzzeroCO2, mira a coinvolgere le case di produzione intenzionate a tenere sotto controllo il proprio peso ambientale aiutandole e sostenendole nella scelta di comportamenti e condotte più ecosostenibili.
Dal set, da allestire con materiali riciclati, al noleggio dei generatori di ultima generazione per risparmiare sull’illuminazione, fino ai cestini dei catering, da riempire solo con cibi reperiti a chilometro zero, sono molti i punti su cui è possibile intervenire. Piccoli gesti che, valutando complessivamente le dimensioni del settore, potrebbero davvero fare la differenza. Basti pensare che in Italia, ogni anno, si contano quasi 600 mila giornate di riprese, e che applicando le regole del protocollo Edison Green Movie si potrebbe riduzione delle emissioni di circa 1.120 tonnellate di CO2.
Foto | Edison Generation
Abbiamo smesso da una ventina di anni di mangiare pesce locale e ciò non solo si ripercuote sull’economia ma sulla biodiversità, il controllo della pesca intensiva e la tutela dei mari.
Sembrerà strano, ma per tutelare la natura diventa necessario saper fare la spesa. L’Acquario di Genova spiega e divulga con il progetto Pesce ritrovato, la necessità di diversifficare l’acquisto del pesce. Stop a tonno, salmone, persico e via libera a 19 specie tutte locali quali:
Aguglia, Alaccia, Alalunga, Barracuda, Boga, Cefalo, Lampuga, Leccia Stella, Menola, Mostella, Palamita, Pesce Sciabola, Pesce Serra, Potassolo, Sardina, Sugarello, Tombarello, Tonnetto Alletterato.

I pescatori conoscono bene queste specie ma le ributtano in mare (stima la Fao che ogni anno lo scarto a livello mondiale è del 25%, ossia oltre 40 tonnellate) una volta pescate a causa dello scarso interesse del consumatore. Infatti i biologi dell’acquario di Genova hanno distribuito 800 questionari chiedendo alle persone se conoscevano e se consumavano alcune delle 18 specie consigliate. Ebbene la stragrande maggioranza non conosce nessuna di queste specie. Diventa necessario perciò rieducare i consumatori. Il progetto Pesce ritrovato è partito nel 2010 e dovrebbe continuare fino al 2013.
Continua a leggere: Mare che vai specie che trovi: imparare a mangiare il pesce

L’epicentro della scossa di terremoto che ha colpito stamane alle 3,52 ora italiana l’Emilia è stato individuato tra S.Felice sul Panaro, Finale e Crevalcore. Qui i dati dell’INGV.
Si susseguono scosse di assestamento e un primo bilancio conta già quattro vittime. Un operaio a Bondeno morto a causa del crollo di un capannone, due decessi si sono avuti in provincia di Ferrara, mentre a Bologna per infarto è morta una dona 37enne. E’ di questi minuti la segnalazione della morte di una donna centenaria di S.Agostino deceduta a causa del crollo del soffitto della sua abitazione. Ma sono tutte notizie ancora da verificare.
Foto | Roxy Bar Tv su Twitter, Foro Chiesa Mirabello, parte posteriore, distrutta dal terremoto.
Per parecchi il weekend significa riposare e magari dormire qualche ora in più, rispetto alla settimana di lavoro.
Per oggi, quindi, niente invidia per questi animali addormentati in certi casi abbracciati l’uno all’altro. Giraffe, leoni e anche criceti che stringono un piccolo peloche simile a loro (aww, che tenerezza quella foto…)
Io non so voi ma sono quasi tentato di imitarli e di rimettermi sotto le coperte…