Italia Zootecnica, consorzio degli allevatori italiani di animali da reddito, è…
Galati, è una frazione del Comune di Brancaleone. Salta alle cronache…
Il mese di luglio dell'anno 2010 verrà ricordato per i sorpassi…
Se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto. Legambiente domani mattina sarà davanti la Prefettura di Pordenone a chiedere che i campi di mais ogm seminati dal Movimento Libertario e da Agricoltori Federati a Fanna vengano distrutti.
Perché, ormai, è certo che siano ogm: lo dimostrano le analisi commissionate da un’altra associazione ambientalista, Greenpeace, che insieme a Legambiente fa parte della “Task Force per un’Italia Libera da Ogm”.
Una task force che vede anche la presenza di Acli, Adoc, Adusbef, Aiab, Amab, Campagna Amica, Cia, Città del Vino, CNA Alimentare, Codacons, Coldiretti, Crocevia, Fai, Federconsumatori, Federparchi, Focsiv, Fondazione Univerde, Greenaccord, Lega Pesca, Legacoop Agroalimentare, Movimento difesa del cittadino, Slow Food Italia, Unci, Vas e WWF.
Continua a leggere: Mais Ogm, presidio di Legambiente a Pordenone
Chi di noi è stato a Londra, non avrà certamente rinunciato a una gita ad Hyde Park per godere, in uno dei parchi più riposanti della Capitale britannica, della compagnia dei simpatici scoiattoli, fin troppo avvezzi - ormai - alla presenza umana e alle leccornie che questi sanno loro offrire.. Almeno finché non sono proprio loro a finire nel piatto, in virtù di alcune presunte propietà organolettiche e di alta digeribilità che condividerebbero con i conigli.
Da alcuni anni, infatti, la carne di questo bell’animale viene “gustata” in vari modi… E c’è persino chi ha tentato di utilizzare il consumo dello scoiattolo grigio “in fricassea” come modalità di salvezza per - l’ormai minacciatissimo - scoiattolo rosso europeo… Ma gli animalisti oltre Manica non sono rimasti a guardare e in questi giorni stanno organizzando manifestazioni e conferenze allo scopo di indurre il rigetto di un’abitudine forse atavica ma attualmente ingiustificata, aizzandosi prevalentemente contro la catena Budgens, l’unica - al momento - in cui sia ancora possibile trovare la carne del simpatico roditore … In particolare, Juliet Gellatley - fondatrice dell’Associazione “Vegan” Viva, nonché noto zoologo - in una intervista al Daily Mail ha così commentato:
l’abbattimento di migliaia di scoiattoli grigi a favore di quelli rossi è un concetto irrazionale, disumano e destinato a fallire.. Inoltre, è molto triste che Budgens stia permettendo il massacro solo per distinguersi dalla massa. L’unico messaggio che stanno dando è quello di lucrare sul sangue di un animale.
Sempre al medesimo giornale, poi, l’associazione ha dichiarato che molti fra questi roditori oggetto di un redivivo “interesse culinario” vengono spesso lasciati per giorni interi a sanguinare dopo essere stati bastonati…
Via | the Telegraph
Foto | Flickr

Italia Zootecnica, consorzio degli allevatori italiani di animali da reddito, è furiosa con l’Espresso: un articolo di Riccardo Bocca di qualche giorno fa, intitolato “I dispiaceri della carne”, descrive le pecche del sistema veterinario italiano che, a detta dell’autore, sarebbe impotente rispetto alla mole di lavoro da svolgere. Il risultato sarebbe un comparto produttivo che fa ciò che vuole, anche violando le leggi.
Secondo l’Espresso, infatti, i controlli sulla carne prodotta in Italia sono ridicoli:
Nel 2009, ad esempio, la percentuale dei controlli sui bovini macellati (in tutto 2 milioni 949 mila 828) ha riguardato 15 mila 803 capi, ed è stata pari allo 0,5 per cento. Dei 13 milioni 616 mila 438 suini macellati, invece, i veterinari ne hanno controllati 7 mila 563, cioè uno striminzito 0,05 per cento. E ancora meno sono stati controllati gli 11 milioni 740 mila quintali di volatili macellati (tra polli, tacchini, oche e quant’altro), con un totale di 4 mila 316 verifiche e il record negativo dello 0,03 per cento (inferiore agli standard imposti dalle direttive Ue)

Problema: come rendere a Firenze le pensiline alle fermate degli autobus meno infuocate? Semplice: mettendoci su pannelli solari! Dunque, un passo indietro è d’obbligo per spiegare il problema. A Firenze sono state installate delle bellissime pensiline, di design: dei gabbiotti trasparenti (nella foto in alto il sindaco Matteo Renzi inaugura lo scorso marzo quella di via Canova) che seppure non hanno un impatto con i monumenti circostanti, si trasformano in forni solari per i malcapitati viaggiatori che ci sostano sotto. Insomma, essendo anche il tetto trasparente, non solo filtra la luce ma sopratutto la sosta in attesa dell’autobus diventa un occasione per fare la fine del pollo allo spiedo.
La frittata è fatta però, poiché ne sono già state installate 80 e altre 70 lo saranno entro settembre a costi zero, poiché la società che le gestisce ci guadagna con la pubblicità. Ma le proteste dei fiorentini si sono fatte sentire e Filippo Bonaccorsi presidente dell’Ataf, l’ azienda di trasporto, dice:
Siamo consapevoli del disagio purtroppo il modello utilizzato è stato quello richiesto dalla soprintendenza, è evidente che il vetro non ripara dal sole. Abbiamo deciso di non sospendere gli ordini, ma di superare l’inconveniente prevedendo l’installazione di pannelli solari sul tetto. L’energia servirà all’illuminazione e all’alimentazione dei pannelli per le informazioni in tempo reale dei bus. Questo intervento partirà da settembre e sarà previsto nelle nuove installazioni.
Via | Corriere fiorentino
Foto | A viso aperto, il blog di Matteo Renzi sindaco di Firenze
La Cina è pronta ad investire 30 milioni di dollari in Puglia nel settore del fotovoltaico e circa 100 milioni nel resto del sud Italia. Anche i cinesi, quindi, hanno adocchiato il mezzogiorno italiano ed il suo sole.
La scelta della Puglia deriva da una precedente intesa, siglata lo scorso 30 giugno a Guangzhou, tra il governatore pugliese Nichi Vendola e il vice Governatore della Provincia del Guangdong Lin Musheng. Il classico protocollo di intesa internazionale che, questa volta, ha avuto risultati fulminei: in meno di un mese quattro aziende cinesi sono sbarcate in Italia.
L’investimento più interessante è proprio quello che riguarda la Puglia: China Energy Conservation & Environment Protection Group (Cecep) completerà entro settembre 2010 una prima serie di investimenti per 30 milioni di dollari in impianti fotovoltaici sul territorio pugliese. Non sono stati dati maggiori dettagli ma si suppone si tratti di fotovoltaico a terra. Soddisfatto Vendola che spera di poter approfondire la conoscenza, nel settore energia e non solo, con i cinesi:
Continuiamo dunque a lavorare per intensificare i nostri rapporti di scambio internazionale con questo paese e per rendere durature e solide le nostre relazioni con gli operatori e le istituzioni cinesi
Oltre al sud italiano, i cinesi hanno intenzione di frequentare anche alcune regioni del nord: Lombardia e Veneto.
Fonte | Press Regione Puglia
Foto | Flickr
Il Senato ha approvato (145 voti favorevoli, Pdl e Lega, 122 gli astenuti Pd, Idv, Udc, Svp e nessun voto contrario) il secondo comma dell’art. 32 del Ddl per le nuove regole sulla sicurezza stradale che modifica il Decreto legislativo 285/92 e che introduce l’obbligo di soccorso a un animale ferito, sia esso di affezione o selvatico. Infatti, secondo la nuova norma sarà reato punito con ammenda chi non presta soccorso a un animale ferito e non importa se si è responsabili o si è coinvolti.
Le novità però non finiscono qui. Spiega Enpa:
Il primo comma dell’articolo 32, infatti. oltre a consentire l’uso di dispositivi quali sirene e lampeggianti “ai conducenti delle autoambulanze, dei mezzi di soccorso anche per il recupero degli animali o di vigilanza zoofila, nell’espletamento dei servizi urgenti di istituto” colma un annoso e grave vuoto legislativo relativamente allo stato di necessità. Grazie alla riforma, chi dovesse trasportare animali in gravi condizioni di salute – la misura si applica anche ai privati – e si trovasse a violare le norme del Codice della Strada potrà invocare a sua discolpa lo stato di necessità, a patto di poterlo dimostrare.
Il Sapei è un cavo sottomarino, attivo parzialmente dalla fine del 2009, che collega la rete elettrica insulare della Sardegna a quella della Penisola. Per Terna, la società che gestisce in Italia la trasmissione di energia elettrica, si tratta della punta di diamante fra tutte le nuove infrastrutture di rete. Il cavo, lungo 435 chilometri, si snoda sul fondo del Tirreno tra la Sardegna e il Lazio arrivando a circa 1.600 metri di profondità. Il suo costo è stato di circa 750 milioni di euro.
L’importanza di questa spesa è presto detta; attraverso questo collegamento infatti sarà possibile (usiamo il futuro in quanto il cavo non è ancora pienamente operativo) trasformare il sistema elettrico insulare della Sardegna in un sistema aperto. In sostanza un eventuale surplus di energia prodotto sull’isola potrebbe, non in quantità illimitata ovviamente, essere ceduto al resto della rete elettrica nazionale, non dimenticando che in caso di emergenza la Sardegna potrebbe avere la possibilità di rifarsi alla produzione energetica del continente.
Sin qui tutto bene, non fosse che qualche giorno fa il gioello di Terna ha mostrato alcuni limiti tecnologici andando in avaria. A fare notizia però non è tanto il guasto tecnico in sé, quanto la sua origine. A provocarlo sarebbero stati infatti alcuni pescatori che nelle vicinanze del cavo avrebbero buttato le loro reti a strascico.

Galati, è una frazione del Comune di Brancaleone. Salta alle cronache in questi giorni per l’accesa protesta di Legambiente che si batte contro la costruzione del Jewel of the sea (qui la VIA), un complesso residenziale con annesso centro commerciale e campo da golf con 18 buche. Nella foto in alto, scattata da Diego Leocani che ha un gruppo di amici di Brancaleone Marina su Facebook, si vede chiaramente in basso a sinistra il complesso delle villette che va direttamente sulla spiaggia habitat per la riproduzione delle tartarughe Caretta Caretta, specie protetta.
La zona, era sotto vincoli ma, scrive il Corriere del Sud:
A dare il via libera alla lottizzazione una variante urbanistica approvata in fretta nel 2006, per un’area già sottoposta a numerosi vincoli ambientali e paesaggistici.
Da quelle parti, solo un albergo-villaggio costruito tantissimi anni fa e che non regge, evidentemente, le richieste per chi vuole fare turismo in una zona bellissima e ancora incontaminata tanto da essere meta dalle Caretta Caretta.
Goletta Verde (qui la cronaca dal loro blog) è passata di lì nei giorni scorsi e ha consegnato la bandiera nera agli amministratori di Brancaleone, poiché ha fatto notare Legambiente che:
un progetto autorizzato nel 2006 dalla Giunta comunale, che prevede tra l’altro la costruzione sulle dune di un gruppo di villette a due piani fuori terra, che stanno formando un muro invalicabile a una trentina di metri circa dalla battigia. Lascia perplessi che nel 2010 si continui a investire in un vecchio modello di sviluppo, che anziché salvaguardare e valorizzare la straordinaria valenza ambientale delle dune di Brancaleone, sito non a caso scelto dalle Caretta Caretta per nidificare, punta sul cemento, pregiudicando la corretta conservazione dell’ecosistema dunale. Senza entrare nel merito della legittimità delle concessioni edilizie, che spetta solo agli inquirenti, ci chiediamo come sia stato possibile autorizzare la costruzione del villaggio, nella parte ricadente sulle dune.
David Cameron benedice le auto elettriche e conferma gli incentivi anche per le auto ibride da gennaio 2011 e che dureranno fino a marzo 2012. Lo ha annunciato il nuovo segretario ai trasporti Philip Hammond.
Dunque, agevolazioni per un massimo di 5000 sterline che pesaranno alle casse dello stato per 43milioni di sterline, circa 60 milioni di euro.
E per favorire la diffusione delle auto elettriche e degli ibridi plug-in sono state investite sostanziose risorse per mettere in piedi la rete di distribuzione. A Londra, Milton Keynes e nor est dell’Inghilterra saranno disponibili entro fine anno 11mila colonnine elettriche per la ricarica. A seguire sarà coperta poi l’intera Gran Bretagna.
Via | Autoblog, Quattroruote
Foto | Flickr
Il Comune di Roma ha presentato oggi gli 8 risciò elettrici che saranno usati per visitare Villa Borghese. L’uso sarà poi esteso anche al Centro Storico e a Trastevere. A pedalare ex detenuti che sono così reintegrati nel mondo del lavoro. Il servizio è gratuito. la prenotazione può essere fatta chiamando il numero di cellulare: 3206917906. A brebe sostituiranno le botticelle trainate da cavalli?
Si legge sul comunicato ufficiale:
Il servizio, gratuito fino a settembre (termine fissato per la fase sperimentale), è attivo ogni giorno dalle 9 alle 20. L’assessorato alle Politiche Ambientali e del Verde Urbano del Comune, collaborando al progetto finanziato dal Ministero della Giustizia, ha così inserito Roma nella lista delle prime città europee che sperimentano questo mezzo di trasporto a impatto zero, senza inquinamento atmosferico né acustico. Inoltre, per garantire la diffusione e il successo di questo nuovo servizio il Comune ha firmato un protocollo d’intesa con Federalberghi e Asshotel, categorie che rappresentano i più noti centri di accoglienza turistica del centro storico.
Foto | Comune di Roma