Rifiuti di Roma, la nuova discarica e le proteste: c'è chi può e chi no

L'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno è sceso ieri in piazza a Roma accanto ai cittadini del Divino Amore per protestare contro la nuova, possibile, discarica che sostituirà Malagrotta: "i siti idonei sono in provincia". Ma cosa ha fatto da sindaco?

Ci sono questioni sulle quali fare chiarezza non è partigianeria, ma amor di verità: la questione rifiuti di Roma, scivolata sulla pelle di tutte amministrazioni comunali e regionali che hanno amministrato Roma ed il Lazio negli ultimi 20 anni , è una di quelle vicende sulle quali la confusione delle acque serve solo a creare consensi, tensioni, inquinamento. E, è evidente, rema contro le priorità di un'intera città, anzi: di un intero paese.

Si perchè Roma non è una città qualunque: volente o nolente, con buona pace di leghisti, secessionisti, meridionalisti et simila, Roma era e resta la capitale di tutta l'Italia, il centro storico più grande del mondo, il più importante e magnifico patrimonio dell'Umanità. Roma era, oggi lo è sempre meno, sinonimo di Italia: confusionaria e caotica ma romanticamente bella, di una bellezza capace di incantare gli occhi di orientali ed africani, russi ed americani, valtellinesi e lampedusani.

Eppure la stessa Roma rischia oggi di finire sepolta da un cumulo di rifiuti, anche se i cassonetti stradali in parte già svolgono la funzione di "discarica diffusa" sull'intero territorio comunale: incapace di decidere, incapace di risolvere, schiava di interessi economici e politici (i rifiuti, lo dimostrano per l'ennesima volta le proteste di ieri, sono un veicolo per il consenso politico potentissimo), una fine ingloriosa per una città strategicamente e culturalmente fondamentale nella storia dell'umanità.

Le riserve sul sito a Falcognana, a due passi dal Santuario del Divino Amore, che dovrebbe sostituire Malagrotta dai primi di settembre, verranno sciolte in settimana ma come sempre, e giustamente, accade le proteste sono montate rapidamente, fino a sfociare nella manifestazione di ieri pomeriggio: una manifestazione organizzata proprio durante la cerimonia ufficiale di presentazione, alla città, dei Fori Imperiali liberi dal traffico e che ha costretto il sindaco Ignazio Marino a blindarsi per ore, un po' deplorevolmente, nei suoi uffici.

Alla manifestazione era presente, in camicia bianca e piglio da indignato, anche l'ex sindaco Gianni Alemanno: un'ottima occasione per tacere è stata invece interpretata, dall'ex sindaco, come un'ottima opportunità di consenso popolare. E così si è tornati al solito gioco dello scaricabarile, del benaltrismo, della valagloria fine a se stessa; classici i mantra: la differenziata, al 17% nel 2008 e portata dalla giunta Alemanno, alla fine del 2012, al 30%, la discarica, all'Ardeatino ovviamente non va bene perchè i siti migliori sarebbero tutti fuori Roma, le battaglie ambientaliste, che durante il governo di Alemanno hanno aumentato la qualità della vita in città.

Ora, occorre, per amor di verità e per evitare che l'ennesimo scontro politico si trasformi nuovamente in immobilismo fine a se stesso, che costa alla città milioni di euro di multe, di assistenza sanitaria, di rattoppi legislativi a tutela del territorio: se qualche manifestante antidiscarica ieri si è accorto dell'ingombrante presenza dell'ex sindaco, in verità l'obiettivo di quest'ultimo è stato raggiunto: snocciolare i meriti e proporre le alternative, proprio lo sport preferito di chi non detiene più il potere e può assurgere a baluardo ambientalista.

In particolare Alemanno ha ricordato come la soluzione, lui, l'ha sempre avuta: Allumiere.


E' così ricomparsa una soluzione della quale Ecoblog parla da qualche tempo, paventata anche in tempi non sospetti da Nuova Agenzia Radicale: Allumiere.

Una soluzione che esiste dal 2010, quando l'allora ministro della Difesa La Russa ed il sindaco di Roma Alemanno firmarono in gran segreto, mettendolo poi in un cassetto, un il protocollo d'intesa che non è mai stato nè confermato nè smentito; un documento che personalmente misi in rete due anni fa che torna in auge con il passaggio all'opposizione di Alemanno. Eppure, da sindaco, da aprile 2011 (dopo averla caldeggiata, anche pubblicamente, da dicembre 2010 a marzo 2011) negava questa possibilità:

"Ad Allumiere non si farà alcuna discarica, quella del sito militare di Allumiere era una ipotesi remota a cui si era pensato oltre un anno fa, ormai è superata. Chi sostiene il contrario cerca solo di strumentalizzare la vicenda." (Civitavecchia, 3-5-12)

Ad Allumiere sorge l’area di un poligono di tiro militare chiamato La Farnesiana, di proprietà del Ministero della Difesa, un luogo perfettamente descritto come ideale anche nel Piano Rifiuti della Regione Lazio a circa 95kg da Roma; ci si chiede come sia possibile pensare ad un luogo la cui prima criticità è l'inottemperanza alle normative europee (ed italiane) che vogliono ogni città capace di smaltire i propri rifiuti sul proprio territorio: una soluzione di comodo, visto che i cittadini di Allumiere non votano per il Campidoglio.

C'è poi la questione numeri: trionfare per una differenziata al 30% nel dicembre 2012 sembrerebbe rappresentare un successo quando invece, per la città di Roma, si tratta di una disfatta: l'Europa ed il buon senso infatti prevedevano il raggiungimento del 30% di differenziata entro il 2010 ed il 65% entro il 2012: Roma non è nemmeno a metà dell'opera. L'aggravante è che la percentuale data da Alemanno è sbagliata; il 30% di differenziata è solo "a monte", nelle case dei romani fino al bordo del cassonetto. "A valle" invece ci sono le criticità degli impianti di trattamento, sottoutilizzati, la cattiva abitudine alla "mescolanza", le "ecoballe" di Malagrotta, i cassonetti stradali, tutti problemi gestionali che però i cittadini non vedono, accontentandosi dei proclami di propaganda: nel frattempo, ai Parioli (uno dei quartieri centrali più puliti ed efficienti di Roma, per via delle ambasciate e degli uffici di rappresentanza) succede questo.

Ecoblog il protocollo d'intesa ve lo fa leggere (basta cliccare qui), vi mostra le foto, vi snocciola i dati, cerca di farvi pensare. Il resto tocca a voi.

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