Legge di stabilità, si ipotizza la vendita delle spiagge

Il ministro Orlando: "Norma sbagliata". Pd e Pdl presentano emendamenti simili che prevedono la vendita di alcune concessioni marittime

Si discute aspramente sulla vendita delle spiagge in Commissione Bilancio del Senato, che ha cominciato questa mattina l'esame dei 3000 emendamenti non senza le dovute discussioni e gli immancabili "scandali".

Il casus belli di oggi è rappresentato da 9 emendamenti a firma di alcuni senatori del Partito Democratico molto simili a quelli presentati da alcuni colleghi del Popolo della Libertà, che prevedono tutti la vendita delle aree su cui sorgono gli stabilimenti balneari, sinora in concessione, con la contestuale offerta agli attuali concessionari del diritto di prelazione all'acquisto.

L'esigenza di accantonamento di risorse da dedicare al cuneo fiscale infatti ha spinto il Pdl a presentare alcune proposte in tal senso all'interno del testo della legge di Stabilità; fin qui nessuno scandalo, le privatizzazioni di questo tipo sono state già avanzate in passato dal centrodestra, ma il caso è esploso quando sono comparsi altri 9 emendamenti simili, tutti a firma di esponenti del Pd. Una delle firmatarie degli emendamenti, la senatrice Manuela Granaiola, ha spiegato a La Stampa:

"Nasce da un’ipotesi prospettata dal sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, e dal direttore dell’Agenzia del Demanio, Scalera, ad un tavolo di confronto con le associazioni di categoria e con molti deputati e senatori di diversi schieramenti politici. Ipotesi a mio parere molto interessante, sulla quale, dopo un approfondito dibattito con i concessionari al Sun di Rimini (presenti più di mille persone) c’è stata la totale convergenza di tutte le associazioni di categoria."

Secondo la senatrice la proposta del centrosinistra si differenzia da quelle del Pdl da un lato perchè non prevede alcun diritto di prelazione sull'acquisto da parte del concessore attuale e dall'altro perchè differisce sulle proroghe relative alle concessioni delle aree sdemanializzate.

Gli emendamenti del Pdl sono stati accettati all'esame del Senato mentre quelli del Pd sono stati ritirati.

Secondo il senatore del Pdl D'Alì, firmatario di alcuni degli emendamenti ammessi all'esame dell'Aula

"Non è una "vendita delle spiagge": parliamo di terreni retrostanti le spiagge, già interessati da strutture turistiche ricettive fisse attualmente già in concessione, che possono essere cedute perchè non fanno più parte del patrimonio demaniale dello stato. [...] Sono aree già largamente utilizzate dai privati grazie alle concessioni. Penso che si potrebbe arrivare ad una stima di introiti da 4-5 miliardi da ripartire nel triennio."

ha spiegato a Sky Tv. Tuttavia a sinistra il caso ha fatto molto discutere durante tutta la giornata di oggi: su tutti, in veste di titolare del ministero dell'Ambiente, è spiccato il chiarissimo commento del ministro Andrea Orlando:

Durissimi i commenti dei Verdi: il presidente Angelo Bonelli, che ha denunciato il fattaccio il un comunicato stampa, ha spiegato come l'esigenza di fare cassa non possa passare attraverso la "svendita" di un patrimonio pubblico quanto più attraverso una revisione dei canoni di concessione, con un aggiornamento delle tariffe a carico dei gestori:

"La vendita delle spiagge chiamata sdemanializzazione è una cosa semplicemente vergognosa che va fermata perché sancirebbe la completa privatizzazione/cementificazione delle nostre coste, gli italiani e le future generazioni verrebbero espropriate di un bene che appartiene a loro ovvero alla collettività."

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