Amianto alla Olivetti, sette comuni, Fiom e Inail parti civili

I Comuni di Ivrea, Strambino, Romano, Mercenasco, San Martino, Scarmagno, Perosa e la Città Metropolitana sono fra le parti civili del processo cominciato con l’udienza preliminare di mercoledì

È iniziato lunedì 25 maggio, a Ivrea, con l’udienza preliminare, il processo per le morti da amianto all’Olivetti. Saranno la Telecom e gli imputati a doversi fare carico, in caso di condanna, dei risarcimenti danni per le morti causate dalla fibra killer. È stato il giudice Cecilia Marino ad accettare il colosso delle telecomunicazioni per quanto riguarda la responsabilità civile che vede sul fronte opposto numerose parti civili: i familiari di sette delle tredici vittime morte per mesotelioma pleurico, la Fiom, la Fim, il Comune di Ivrea, la Città metropolitana, la Comunità collinare Piccolo Anfiteatro Morenico (Strambino, Romano, Mercenasco, San Martino, Scarmagno, Perosa), l’Inail e l’Associazione familiari vittime di amianto (Afeva di Casale Monferrato).

Durante l’udienza preliminare è stato stilato il calendario delle prossime udienze: 23, 25, 28, 30 settembre, primo ottobre e 5 ottobre, data nella quale il giudice deciderà quali amministratori delegati andranno a processo.

Dei 33 indagati iniziali per i quali era stato chiesto il rinvio a giudizio, quattro sono stati sospesi e uno (Silvio Preve) ha visto stralciata la propria posizione, affidata a un altro giudice. I più noti, fra i 33 indagati per omicidio colposo, sono Carlo De Benedetti, suo fratello Franco e l’ex ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera.

Le fibre d’amianto all’origine dei mesoteliomi diffusisi fra gli ex dipendenti Olivetti erano presenti sia nella tremolite utilizzata per realizzare alcuni prodotti che nelle tubature o nei rivestimenti di pareti e soffitti.

Italian tycoon Carlo De Benedetti gives

Via | La Sentinella del Canavese

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