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Tutti gli articoli con tag Chernobyl

IndependentWHO: "L'OMS subordinata alla lobby del nucleare"

pubblicato da Marina Perotta


Christophe ELAIN - Nucléaire : l'étrange silence… di TV5Monde

Cristophe Elain è il rappresentante francese di Independentwho associazione no profit che lancia una precisa accusa attraverso la trasmissione televisiva TV5:

l’OMS- Organizzazione mondiale della Sanità- non è indipendente sulla questione nucleare.

E in proposito annuncia il Forum Scientifique et Citoyen sur la Radioprotection: de Tchernobyl à Fukushima il prossimo 12 maggio a Ginevra. Spiega Elain:

Le vere conseguenze sanitarie di Chernobyl e di tutte le attività nucleari sono state occultate. l’Organizzazione mondiale della sanità, autorità internazionale, è subordinata alla lobby del nucleare e ha abdicato tutte le responsabilità nell’ambito di radiazioni e salute. Con la catastrofe di Fukushima è più urgente che mai che cittadini e studiosi indipendenti assumano assieme la responsabilità delle ricerche e delle informazioni in questo settore critico della sanità pubblica.

Grazie per la segnalazione a Janick Magne.

Via | IndependentWHO

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La cattiva fama del Nucleare? Colpa di James Bond

pubblicato da Gabriele Capasso


David Phillips, presidente della Royal Society of Chemistry, dovrebbe essere un uomo di scienza, eppure non teme di avventurarsi in dichiarazioni quantomeno bizzarre. Secondo lui i film di James Bond, il riferimento è a pellicole come Agente 007 - Licenza di uccidere, hanno contribuito alla cattiva reputazione del nucleare da parte dell’opinione pubblica in Gran Bretagna e all’estero visto il successo planetario dei film tratti dai romanzi di Ian Fleming.

Gli incidenti di Three Mile Island, Chernobyl e Fukushima? Poca roba. Certo, sono responsabili, ma fra i detrattori dell’energia ricavata dall’atomo bisogna aggiungere l’involontario lavoro svolto dal perfido Dr. No e dal suo reattore segreto, proprio quello che James Bond fa saltare in aria nel finale del film (non preoccupandosi eccessivamente delle radiazioni emesse) mentre scappa via sfruttando il proverbiale “ultimo istante”.

La risposta più azzeccata alla balzana teoria del signor Phillips arriva da Richard George di Greenpeace:

Una manciata di film di James Bond non ha certamente danneggiato la reputazione dell’industria nucleare, non è stato necessario, hanno fatto tutto da soli. Non credo che loro avessero mai pensato di realizzare un’isola top secret con un finto vulcano come il Dr. No, se l’avessero fatto gli sarebbe costato comunque meno rispetto a quanto si spende per una singola centrale nucleare

Via | BBC

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Nube di Chernobyl, i francesi rinunciano al processo per la verità

pubblicato da Marina Perotta

la cartina della sicurezza sulla nube di chernobyl allontanata dalla frontiere francesi

Ieri la Corte d’appello di Parigi ha accolto la richiesta del non luogo a procedere nei confronti di Pierre Pellerin, ex capo del SCPRI il Servizio di protezione dalle radiazioni in Francia e unico imputato al processo per i danni causati dal passaggio della nube radioattiva di Chernobyl. L’accusa nei confronti di Pellerin era di aver fornito informazioni rassicuranti che non combaciavano con la gravità della situazione. Furono diffusi in Francia comunicati stampa con allegate cartine geografiche che mostravano come i venti portati dall’anticiclone avessero tenuto lontano la nube dai confini francesi. Ovviamente le cose non andarono così e la Francia subì la contaminazione proprio come la Grecia, la Svezia, la Finlandia e l’Italia. Solo che ai francesi non fu detto tempestivamente e non ebbero modo di proteggersi continuando a consumare cibi contaminati.

La richiesta di un processo fu avanzata nel 2001 dopo che diverse associazioni di cittadini, su tutti l’AFMT Association Française des Malades de la Thyroïde con molti iscritti in Corsica, la regione che più di tutte subì il devastante passaggio della nube, misero assieme i dati epidemiologici per dimostrare la correlazione tra aumento delle malattie della tiroide e passaggio della nube. Ma evidentemente non è servito, anche se l’associazione però, con i corsi in testa, annuncia che ricorrerà in Appello e alla Corte europea dei Diritti dell’uomo.

Ma facciamo un passo indietro per ricostruire la storia. I fatti, naturalmente, risalgono a 25 anni fa quando all’indomani dell’incidente nucleare del 26 aprile 1986 da Chernobyl giunse su tutta Europa la nube densa di ceneri radioattive. La gravità della situazione, però, agli inizi, in Francia o fu messa coscientemente a tacere o tutto fu sottovalutato incoscientemente: ma non essendo stato ammesso il processo non si potrà stabilire la verità. Di fatto c’è la cronaca raccontata puntualmente dai media dell’epoca. Il presidente era Jacques Chirac, Alain Carignon era ministro all’Ambiente e Pierre Pellerin, era a capo del Service central de protection contre les rayonnements ionisants. Ebbene, in quelle circostanze furono fornite ai francesi cifre della contaminazione che non corrispondevano alla gravità reale, che sarebbe poi emersa in seguito.

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Francia e le cavie dell'apocalisse nucleare

pubblicato da Marina Perotta

cavie nucleari Questa settimana esce in Francia il dossier inedito sulle vittime degli esperimenti nucleari: Le cobayes de l’Apocalypse du nucléaire (Editions Express-Roularta, 272 p., 18 euro) di cui l’Express pubblica degli stralci nel numero attualmente in edicola. Firmato da Jean-Philippe Desbordes mette assieme tutte le storie di morti umane legate al nucleare e ai suoi esperimenti tra gli atolli della Polinesia francese Mururoa e Fangataufa e Reggane e Hoggar in Algeria.

La Francia ha condotto 210 test nucleari dal 1960 al 1996 attraverso esplosioni guidate che però hanno prodotto oltre a contaminazioni ambientali migliaia di vittime per cancro e malattie radio-indotte. Ecco, se ancora chi crede nel nucleare continua a sbandierare i dati al ribasso delle vittime di Chernobyl, dovrebbe mettere nel conto anche le vittime, anzi le cavie degli esperimenti nucleari francesi.

Si scopre perciò che i militari francesi avevano una nave la Coquille con cui monitoravano le conseguenze delle radiazioni sulla popolazione colpita. Desbordes scrive di “spionaggio radioattivo” e riporta degli insabbiamenti sui dati reali riscontrati.

Cavalca il dossier l’onda emotiva dei francesi nel mentre dell’incidente di Fukushima Daiichi? E’ probabile, ma di fatto sondaggi dicono che il 60% dei francesi farebbe a meno delle centrali nucleari.

Via | L’Express

Il video testamento dimenticato del liquidatore di Chernobyl

pubblicato da Marina Perotta

La storia che Claudio Bernieri giornalista va a raccontare nei 45 minuti del documentario I dimenticati di Chernobyl, ha assieme qualcosa di stupefacente e orribile. E’ il testamento,riportato in vita dal popolo della rete, di Vassili Nesterenko morto nel 2008 a 73 anni e ex liquidatore sopravvissuto all’incidente di Chernobyl.

Il documentario, vincitore nel 2003 della IX edizione premio Ilaria Alpi e prodotto per RaiDue andò in onda per ben due volte in Tg2 Dossier nel 2004, un anno dopo la vittoria del prestigioso riconoscimento. Ebbe uno share del 12%, cinrca 1milione e mezzo di telespettatori. Da allora fu dimenticato.

A vedere i pochi minuti del trailer (il video in alto) e a sentire le parole che inchiodano l’incidente nucleare a Chernobyl nel futuro delle prossime generazioni si comprende il perché. Spiega Nesterenko che era fisico e direttore dell’ Istituto di Energia Nucleare all’Accademia Nazionale delle Scienze della Bielorussia:

Il sarcofago dove sono sepolte tonnellate di polvere radioattiva potrebbe essere allagato dal fiume Dnieper e le polveri radioattiv finire nel Mar Nero e da lì nel Mediterraneo.

Su youtube il documentario integrale della durata di 45 minuti.

Via | EastJournal, Roberto Brumat

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Nella ex centrale nucleare il Wunderland Kalkar, parco divertimenti

pubblicato da Marina Perotta

Wunderland kalkar, ex centrale nucleare trasformata in parco divertimenti

L’idea è strepitosa: riciclare una centrale nucleare in parco divertimenti aperto alle famiglie. Non so cosa ne potrebbe pensare la Sogin in Italia, ma in Olanda ci sono riusciti con la ex centrale nucleare Schneller Brueter che sebbene non sia mai entrata in funzione, ha poi dato vita al parco divertimenti Wunderland Kalkar. L’idea è dell’olandese Hennie van der Most che ha comprato nel 1995 l’ex centrale e l’ha trasformata in ben altro. La centrale, precisa Han Groot Obbink direttore del parco:

Non ha nulla a che fare con l’energia nucleare non essendo mai entrata in funzione.

Wunderland kalkar, ex centrale nucleare trasformata in parco divertimenti

Wunderland kalkar, ex centrale nucleare trasformata in parco divertimenti Wunderland kalkar, ex centrale nucleare trasformata in parco divertimenti Wunderland kalkar, ex centrale nucleare trasformata in parco divertimenti Wunderland kalkar, ex centrale nucleare trasformata in parco divertimenti

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Chernobyl: mappa delle radiazioni

pubblicato da Gianluca Pezzi

Mappa radiazioni Chernobyl

A seguito del post Chernobyl e Pripjat, 25 anni dopo, Alfag chiedeva una mappa con i livelli di radiazione. Ho effettuato alcune ricerche, ma devo dire che i risultati sono scarsi.

L’immagine che vedete qui sopra è una mappa la cui ultima data riporta il 2002, ma i dati dovrebbero essere quelli del 2006. E’ disponibile in png e pdf sul sito Grida.no. Su Owt.com ci sono invece alcune scansioni di mappe relative ai dati del 1986.

L’unica fonte, da un certo punto di vista bizzarra, che elenca i valori attuali è Wikitravel.org. Sembra strano, eppure anche la centrale ed il paese di Pryat sono diventate mete turistiche. Un paio di listini con i prezzi su UcrainianWeb e Turkiev. Per quanto riguarda la sicurezza, il pericolo maggiore sembra essere quello di imbattersi in rottami, vetri rotti o metallo arrugginito.

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Chernobyl e Pripjat, 25 anni dopo

pubblicato da Gianluca Pezzi

Chernobyl e Pripjat

Pripjat è il nome della cittadina ucraina posta a poca distanza della centrale di Chernobyl. Dovremmo dire “era”, perchè come sapete è stata completamente evacuata 25 anni fa. Cosa rimane di Chernobyl e Pripjat? Il blog Englishrussia è tornato a Pripjat, documentando con immagini ciò che rimane, e di come la natura tenta di riprendersi il territorio. Tra l’altro, sul come la natura tenti di rinascere, appropriandosi delle costruzioni umane, è un fatto piuttosto comune nei territori dell’Unione Sovietica, leggendo le pagine di EnglishRussia.

Riguardo a Chernobyl, interessante la storia di uno degli uomini che parteciparano ai lavori post incidente, a partire dell’Agosto 1986. Sempre sul blog, decine di post degli ultimi anni, con centinaia di immagini, documentano le conseguenze dell’incidente accaduto alla centrale di Chernobyl così come la vita dei cittadini comuni nell’Unione Sovieta.

Chernobyl e PripjatChernobyl e PripjatChernobyl e PripjatChernobyl e Pripjat

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Quanti morti ha fatto davvero il disastro nucleare di Chernobyl?

pubblicato da Marina Perotta

A 25 anni dall’esplosione del reattore nucleare della centrale di Chernobyl, anniversario che cade proprio oggi, ci si continua a chiedere quanti siano stati realmente i morti. La generazione Chernobyl ha più di 40 anni e ricorda ancora la paura per la nube radioattiva, sa che si è sempre parlato di conseguenze devastanti per l’ambiente e la salute umana a causa delle radiazioni, ma le cifre e le conseguenze sono ancora oggetto di discussione: da allora si continuano a contare i morti e i conti non tornano mai. C’è chi conta i morti diretti, immediati e lo fanno le fonti ufficiali, quelle dell’Onu. Poi, c’è chi conta i morti che ne sono stata la conseguenza di quella prima esplosione, ossia di tutti quelli che poi si sono ammalati, a causa delle radiazioni di tumori e delle leucemie. Ma, a proposito di questi ultimi, che sono la parte più consistente rispetto ai primi, non c’è accordo. Come si dice tecnicamente e anche un po’ ipocritamente: non ci sono evidenze, ossia prove, scientifiche del costo umano.

Le conseguenze delle radiazioni dovute all’esplosione del reattore nucleare a Chernobyl hanno riguardato non solo l’Ucraina, ma anche la Russia e la Bielorussia. Le autorità ucraine hanno stimato che un totale di 5 milioni di persone abbiano sofferto per la castastrofe nucleare. Una buona parte di questi vive ancora nelle regioni contaminate. Secondo Greenpeace la conseguenza della contaminazione radioattiva sono state malattie al sistema immunitario, malattie cardiache, cancro che potrebbero causare ancora tra i 100mila e i 400mila morti nelle tre ex repubbliche sovietiche.

L’Onu riferisce che nel 2005 sono state 4000 le persone morte a causa delle radiazioni. L’UNSCEAR, il comitato scientifico dell’Onu, riconosce solo 31 morti dovute alle radiazioni, avvenute tra tecnici e vigili del fuoco e altre 19 che hanno riguardato i “liquidatori” morti dopo il 2006 per cause diverse.

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In Francia e Germania in 140mila dicono no alle centrali nucleari

pubblicato da Marina Perotta

Fancesi e tedeschi manifestano contro il nucleare civile

Forse noi italiani siamo intontiti dai media, visto che sembriamo addormentati rispetto a una seria politica popolare contro le centrali nucleari. Diversamente da Germania e Francia che oggi, abbandonando ogni impegno con le festività pasquali, hanno deciso di manifestare contro le centrali nucleari e in oltre 140mila sono scesi in piazza per invitare i rispettivi governi a sospendere il programma nucleare. La manifestazione che ha coinvolto tedeschi e francesi è stata organizzata dall’associazione tedesca Ausgestrahlt e la partecipazione è stata enorme. A 24 ore dal terribile anniversario di Chernobyl l’appello degli antinuclearisti tedeschi e francesi è stato fortissimo: le centrali nucleari attualmente in attività in Francia e Germania devono essere chiuse e dismesse.

Francesi e tedeschi manifestano contro il nucleare civile
Fancesi e tedeschi manifestano contro il nucleare civile Fancesi e tedeschi manifestano contro il nucleare civile Fancesi e tedeschi manifestano contro il nucleare civile Fancesi e tedeschi manifestano contro il nucleare civile Fancesi e tedeschi manifestano contro il nucleare civile Fancesi e tedeschi manifestano contro il nucleare civile Fancesi e tedeschi manifestano contro il nucleare civile

Le azioni sono state suddivise in diverse aree: alla centrale nucleare di Biblis e Grafenrheinfeld si sono riunite 15mila persone; hanno manifestato in 17mila a Krümmel; in 10mila a Gundremmingen e in 20.000 a Grohnde; a Brunsbüttel erano in 6.000 in 8.000 a Neckarwestheim, a Esenshamm in 5200; a Phillipsburg in 3.000. Manifestazioni si sono avute anche a Brunswick dove si sono riuniti in 11.000, a Gronau in 10.000; a Lubmin in 2.000. Inoltre, circa 25.000 persone hanno manifestato a Fessenheim e a Cattenom in Francia.

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