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Tutti gli articoli con tag anev

Confindustria contro grandi impianti rinnovabili: insorgono le associazioni di categoria

pubblicato da Simone Muscas

Emma Marcegaglia, Presidente ConfindustriaHo letto con un certo interesse una lettera scritta qualche giorno fa da alcuni rappresentanti di Confindustria ed indirizzata al Ministro Romani, nella quale si fa riferimento alla situazione del mercato elettrico italiano e delle rinnovabili in particolare. Secondo Confindustria, si evince dalla lettera, il sistema energetico ed elettrico italiano rischierebbe di essere danneggiato dall’eccessiva presenza delle rinnovabili, che potrebbero saturare la rete. Per tal motivo, si legge, gli industriali di Confindustria avanzano una proposta di una moratoria per i grandi impianti alimentati da fonti rinnovabili, in attesa di un piano per la stabilizzazione e di sicurezza delle reti.

Pronta la risposta da parte delle principali associazioni del settore. Anev in particolare, in un comunicato sul proprio sito, si dice esterrefatta per l’ infondatezza della richiesta e per un attacco al settore delle rinnovabili che non ha ragion d’essere. Oltretutto, viene sottolineato, la situazione del settore è in fase di stallo da oltre un anno.

Che dire? Nuove nubi sotto il cielo delle rinnovabili o le ragioni di Confindustria meritano una certa attenzione? Personalmente ritengo che, mai come in questo caso, la verità stia nel mezzo; se infatti da un lato è vero che l’Italia ha nel proprio mix energetico una bassa quota di rinnovabili (alta se si considerano le fonti programmabili quali l’idroelettrico, ma bassa se si tiene conto soltanto delle fonti rinnovabili non programmabili) rispetto ad altri Paesi europei, è altrettanto vero che la crescita delle rinnovabili deve necessariamente andare di pari passo con l’adeguamento delle reti elettriche (cosa che non sta avvenendo) onde evitare problemi già verificatisi in altre realtà.

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Nel 2010 le pale eoliche sono crollate: -25% di installazioni

pubblicato da Peppe Croce

Nel 2010 le pale eoliche sono crollate: -25% di installazioniPer la prima volta nella breve storia dell’eolico italiano le installazioni di turbine per sfruttare l’energia rinnovabile del vento sono calate: l’Associazione nazionale energia dal vento (Anev) comunica che il dato definitivo del 2010 è inferiore del 25% rispetto all’anno precedente.

Un vero e proprio crollo, non soltanto un calo. I motivi? Li spiega la stessa Anev:

il crollo del 40% del valore dei Certificati Verdi, ha determinato apprensione e sfiducia sia degli investitori che del sistema finanziario, poco propensi a investire e finanziare ingenti risorse in un settore che fino all’anno scorso aveva potuto contare su un sistema incentivante funzionale con determinati punti di riferimento che garantivano agli operatori seri e preparati il ritorno degli investimenti effettuati, ma che ora si trova a confrontarsi con un quadro di grande incertezza e preoccupazione sui prossimi provvedimenti

Senza incentivi, quindi, gli investimenti vanno via. Una storia abbastanza complessa, nata con la proposta di eliminare l’obbligo di acquisto dei certificati verdi invenduti da parte del Gse, poi ritirata ma con la clausola non indifferente di un taglio del 30% sui prezzi d’acquisto. Per farla semplice: i certificati verdi, che attestano la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile eolica, se non vengono piazzati sul mercato (li devono comprare obbligatoriamente le aziende che producono molta CO2) vengono acquistati lo stesso dallo stato ad un prezzo fisso.

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L'Anev pubblica la prima mappa dell'eolico in Italia

pubblicato da Simone Muscas

Parco eolicoL’Anev (Associazione Nazionale Energia del Vento) ha recentemente pubblicato la prima mappa eolica italiana. Si tratta di una novità assoluta nel panorama del Paese. I contenuti riguardano tutte le informazioni sui parchi eolici presenti sul territorio.

Il documento, che ha come obiettivo quello di promuovere una corretta informazione sull’eolico, contiene altre ai dati delle società titolari di impianti, anche numerose altre informazioni: il numero degli aerogeneratori presenti, la potenza installata di ogni parco eolico e l’indicazione georeferenziata dei medesimi.

Per chi vuole avere informazioni sulla mappa è sufficiente cliccare qui. Dopo averla visionata personalmente, ritengo si tratti di un ottimo strumento informativo per gli amanti del settore, anche se è probabile che, visti i numerosi impianti che stanno continuamente nascendo sul territorio, necessiterà a breve di un aggiornamento.

Via | Anev.org
Foto | Flickr

Pisa, si spezza una pala eolica: sfiorata la tragedia

pubblicato da Simone Muscas

Aerogeneratore eolicoNella trasmissione televisiva “Mi Manda Rai 3”, andata in onda venerdì scorso, mi ha particolarmente interessato un caso di cronaca accaduto circa una decina di giorni fa. In studio si è parlato di una tragedia sfiorata a Casette di Capannoli in provincia di Pisa, dove una pala di un piccolo impianto eolico privato si è staccata all’improvviso cadendo nel giardino di una casa vicina.

La tragedia è stata appena sfiorata in quanto soltanto qualche minuto prima dell’accaduto, nel punto in cui è caduto il rottame dell’aerogeneratore, era passato il proprietario dell’abitazione. Per Simone Togni, segretario generale dell’Anev ed ospite in studio nella trasmissione, quello di Capannoli sarebbe il primo caso al mondo di un incidente di questo tipo.

Togni, inoltre, ha sottolineato come l’incidente sia stato determinato da un guasto anomalo all’impianto frenante e che le possibilità che un simile episodio (ri)accada siano davvero remote. Ma molti degli ospiti in studio, fra cui i protagonisti della vicenda (su tutti il vicino di casa) hanno espresso le loro perplessità. Pomo della discordia ovviamente la questione relativa alle distanze di sicurezza.

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Eolico e occupazione: si rinnova l'intesa Anev-Uil. Tra luci e ombre

pubblicato da Peppe Croce

Anev e Uil ancora insieme per lo sviluppo dell'eolico

Anev, l’Associazione nazionale energia dal vento, e Uil hanno rinnovato l’accordo biennale di collaborazione per favorire lo sviluppo dell’eolico in Italia. Il primo protocollo d’intesa tra l’associazione degli industriali dell’eolico e il sindacato risale al 2008 ed ha già portato a risultati interessanti, soprattutto per quanto riguarda la stesura di rapporti sull’occupazione che lo sviluppo che questo settore delle rinnovabili potrebbe portare nel nostro paese.

I dati parlano di 66.000 occupati teorici nel 2020, tra diretti e indotto, a fronte di 13.600 occupati certi registrati nel 2007. Una crescita notevole che, in periodi di crisi dell’occupazione come questi, non possono essere ignorati. Tuttavia, per arrivare a questi numeri si dovrebbero istallare 1.100 MW di potenza eolica ogni anno. Anche questo non è poco specialmente a causa della forte opposizione che spesso trovano gli impianti eolici tra le popolazioni locali.

Il mitico effetto Nimby, infatti, non risparmia neanche l’energia pulita e a poco sono serviti i protocolli d’intesa stipulati dall’Anev con Legambiente, Greenpeace e WWF. Due sono i principali “buchi neri” del settore eolico italiano che, spesso e facilmente, danno man forte ai detrattori delle torri eoliche: la presunta scarsa trasparenza del settore (indimenticabile Vittorio Sgarbi che definisce “mafiose” le pale eoliche siciliane, ma ha avuto anche parole più dure e volgari che non voglio riportare) e i pesanti vincoli tecnologici causati dalla rete elettrica ad alta tensione italiana, gestita da Terna.

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Finanziaria: ritirato l'emendamento sulle rinnovabili

pubblicato da Simone Muscas

Pannelli fotovoltaiciQualche giorno fa su Ecoblog abbiamo parlato della forte preoccupazione nel settore industriale del fatto che, dalla lettura di un documento contenente la bozza degli emendamenti alla Finanziaria 2010, sarebbe emersa la possibilità di una riduzione dei finanziamenti statali per le energie rinnovabili. Ebbene, sembrerebbe che quell’emendamento sia stato ritirato.

A renderlo noto sono le associazioni di categoria (Anev, Aper, Assosolare, Federpern, Fiper, Greenpeace Italia, Ises Italia, Itabia, Kyoto Club e Legambiente) che nei giorni scorsi, in un documento congiunto, avevano manifestato la loro preoccupazione verso un provvedimento che avrebbe ostacolato lo sviluppo delle rinnovabili e ne chiedevano la cancellazione.

L’emendamento in questione, che sarebbe stato presentato alla Camera nei prossimi giorni, prevedeva sia una forte riduzione dei coefficienti di incentivazione alle fonti rinnovabili non programmabili, a causa delle difficoltà di dotare gli impianti di una capacità di accumulo dell’energia, sia una drastica riduzione del valore del prezzo di riferimento del certificato verde, che sarebbe passato da un prezzo medio di mercato pari a circa 85 euro/MWh a circa 40 euro/MWh.

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Viacolvento, operazione della GdF: in manette il presidente dell'Anev. Sequestrati sette impianti eolici

pubblicato da Marina

Operazione viacolvento. in manette il rpesidente dell'Anev La Guardia di finanza ha sequestrato sei impianti eolici tra Carlentini, Siracusa e Palermo e uno a Ploaghe in Sardegna, mentre finiscono sotto inchiesta 12 società con sede a Avellino e in Sicilia che hanno beneficiato dei contributi per la costruzione dei parchi eolici. In tototale sono state fermate 185 pale eoliche per un valore di circa 153 mila euro. Gli impianti sequestrati sono a Carlentini (Sr) con 57 turbine; in provincia di Catania a Militello Val di Catania (Ct) con 18 turbine; a Mineo con 11 turbine e a Vizzini con 30 turbine; a Ploaghe (Ss) con 26 turbine; in provincia di Palermo a Camporeale con 24 turbine e a Partinico e Monreale con 19 turbine.

Tratto in arresto Oreste Vigorito che come scrive TV7 Benevento:

Sessantadue anni, avvocato di origini irpino-napoletane, insieme al fratello Ciro, Oreste Vigorito ha costruito nel corso degli anni un vero e proprio impero. Stimato presidente dell’Enav, l’associazione industriale del settore eolico, proprietario della società di calcio del Benevento, ma soprattutto deus ex machina della Ivpc, il gruppo che gestisce gran parte delle centrali ad energia eolica installate in quasi tutte le regioni italiane. I primi impianti vengono realizzati a Montefalcone, in provincia di Benevento: dodici generatori da seicento chilowatt ciascuno. Successivamente, cresce il numero dei parchi eolici e, con essi, le società che entreranno nel gruppo Ivpc nel quale Vigorito è sempre presente in veste di proprietario, gestore o manutentore degli impianti. Precursore della “green economy”, il gruppo di Vigorito fattura 250 milioni di euro l’anno, con 420 dipendenti e un altro migliaio di posti di lavoro impegnati nell’indotto: un settore di grande redditività economica, quello dell’energia eolica, che in pochi anni ha visto aumentare i ricavi di oltre 43 punti percentuali. Il sogno di Vigorito, al quale stava lavorando alacremente, era il collocamento in Borsa della Italian Vento Power Corporation.

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Giornata mondiale del vento: firmato il protocollo per impianti eolici sostenibili tra Anev, Greenpeace e Legambiente

pubblicato da Marina

firmato da ANEV, greenpeace e legambiente il protocollo per la costruzione di impianti eolici sostenibili

Firmato a Roma tra Oreste Vigorito Presidente dell’ANEV (Associazione nazionale energia dal vento), Pippo Onufrio Direttore generale di Greenpeace e Edoardo Zanchini Responsabile Energia di Legambiente, in occasione della Giornata mondiale del vento che si celebra oggi, il protocollo che aiuterà la corretta installazione degli impianti eolici. L’accordo cerca di colmare il vuoto legislativo in materia, infatti è dal 2003 che il D.Lgs 387/2003 prevede le linee guida per l’approvazione dei progetti di impianti energetici ottenuti da fonti rinnovabili, non ancora emanate.

Scrive ANEV:

Nel documento viene ribadito il fondamentale ruolo dell’eolico nella direzione di un sistema energetico più pulito e rinnovabile che contribuisca alla riduzione delle emissioni di CO2 come previsto dal Protocollo di Kyoto e dal Pacchetto Energia e Clima dell’Unione Europea al 2020.

Particolare attenzione, nel documento, viene attribuita alle aree totto vincoli naturalistici e paesaggistici e archeoligici e sono fornite le indicazioni progettuali per ridurre l’impatto sull’ambiente e sul paesaggio.

Via | ANEV
Foto | Flickr

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Giornata mondiale del vento: Italia sesta per produzione da eolico

pubblicato da Orangeskies


L’Italia è tra i leader mondiali nella produzione di energia dal vento. Nel 2008, con 3mila 750 Mega Watt di potenza, il nostro paese ha raggiunto la sesta posizione mondiale come produttore dall’eolico. I dati, forniti dall’Associazione nazionale energia del vento (Anev), oltre che da un recente studio della Bocconi per il Gestore dei servizi elettrici (Gse), sono stati diffusi in occasione della giornata mondiale del vento che si celebra oggi.

I numeri dell’eolico, a livello mondiale parlano chiaro. Sono circa 200mila gli occupati in questo settore, con un fatturato annuo mondiale che si aggira intorno ai 18 miliardi di euro (dato riferito al 2007). La crescita a livello globale, negli ultimi 10 anni, è stata del 30%, e l’Europa è continente leader nella produzione, con il 65% della capacità installata e la presenza dei principali produttori di turbine. Anche l’Italia ha fatto la sua parte.

La capacità installata nel nostro Paese è passata dai 1.100 MW del 2004 ai 3mila 750 MW nel 2008, dato che ci ha consentito di superare in produzione la Francia, che dall’eolico ottiene 3mila 400 MW di potenza all’anno. Nonostante un continuo miglioramento, comunque, i dati della produzione italiana restano lontani dalla media di Paesi leader europei come Germania e Spagna. In Italia, le prime tre regioni per produzione eolica sono la Puglia, con 946 MW, la Sicilia, con 791 MW, e la Campania, con 688. Agli ultimi posti invece, con meno di 15 MW prodotti, ci sono la Liguria, il Lazio, l’Emilia-Romagna e l’ Umbria.

Via | Anev
Foto |Flickr

No alla VIA sull'eolico da 20MW

pubblicato da lumachina

no alla valutazione di impatto ambientale per gli impianti eolici. foto PiermarioISES Italia chiama rinforzi per battersi contro la Valutazione di Impatto Ambientale per gli impianti eolici da più di 20 MW. ISES (International Solar Energy Society) nonostante il “solar” contenuto nel nome, in Italia si occupa di tutte le rinnovabili, ecco spiegato il suo interesse nell’eolico.

Il governo ha approvato l’obbligo di VIA che prima non era necessaria, in quanto erano sufficienti le autorizzazioni locali, rilasciate da regione o provincia. Tra chi costruisce impianti c’è chi considera la VIA un inutile aggravio burocratico che rallenterebbe lo sviluppo del settore, impedendo all’eolico di essere un buon business.

ANEV (Associazione Nazionale Energia da Vento) aveva inviato un paio di mesi fa una richiesta al governo affinché provvedesse ad emanare i provvedimenti attuativi della Direttiva Comunitaria del 2001 sulle Fonti Rinnovabili di energia. Tra le associazioni che avevano sottoscritto la richiesta anche la LIPU e Italia Nostra, che in varie occasioni avevano puntato il dito contro l’eolico “selvaggio” che danneggia ambiente e paesaggio.

Via | ANSA