Il cicloturismo è una delle attività poco apprezzate nel nostro Paese. Un po’ per pigrizia e un po’ per mancanza di iniziative diventa difficile fare pedalate culturali organizzate. Questa volta però si presenta una ghiotta occasione: commemorare e festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia in sella alla bicicletta. I luoghi esplorati sono quelli del casertano su un percorso che durerà tra le 4-5 ore, difficoltà media, con fondo stradale 80% asfalto e 20% di sterrato.
La provincia di Caserta è ricca di posti in cui si è fatta la storia dell’Unità d’Italia e in bicicletta saranno toccati: Castel Morrone (le “termopili d’Italia”), i luoghi della battaglia del Volturno e il Sacrario Garibaldino presso l’acquedotto Carolino. Il raduno è fissato alle 9,00 del 17 marzo davanti l’ingresso principale della Reggia di Caserta.
L’organizzazione è a cura di Cicloturismocaserta.blogspot.com con la FIAB-Casertainbici e ai primi 30 partecipanti regaleranno un piccolo tricolore. Per info: cicloturismocaserta@gmail.com.
Via | Casertace
Questa settimana un’eclatante scoperta scientifica sta facendo scalpore negli Stati Uniti.
Se l’idea degli scienziati andrà in porto, accanto a energia solare, eolica, idroelettrica e nucleare comparirà anche l’energia “stradale”. L’asfalto, infatti, è un eccellente immagazzinatore di energia, migliore anche dei pannelli solari: utilizzando l’energia assorbita dalle strade non ci sarebbe nemmeno il bisogno di costruire nuovi impianti ed inoltre, a differenza dei pannelli solari, il catrame conserva una temperatura altissima anche dopo il tramonto.
Si tratta del nuovo studio dei ricercatori del Massachusetts, appena presentata all’incontro internazionale su “Pavimenti asfaltati e ambiente” di Zurigo. Questi scienziati stanno lavorando a delle tecniche per trasformare, in larga scala, il calore dell’asfalto in energia utilizzabile, attraverso tubi d’acqua. Nel loro studio affermano che un sistema di trasformazione di energia dovrà far parte sin dall’inizio dei progetti di costruzione delle strade, che saranno così delle centrali elettriche efficientissime senza costi eccessivi né stravolgimenti ambientali.
Continua a leggere: Energia dall'asfalto: le strade del futuro
Con l’intento di contrastare l’inquinamento atmosferico, una cittadina olandese ha steso su alcune strade un asfalto speciale che dovrebbe essere in grado di purificare l’aria.
Questo particolare tipo d’asfalto contiene un additivo formato da biossido di titanio, che utilizza la luce solare per trasformare gli scarichi prodotti dai veicoli in innocui nitrati.
L’efficacia è stata dimostrata in laboratorio ed ora gli scienziati sono interessati a capire quanto effettivamente questo tipo di asfalto possa purificare la qualità dell’aria in quelle zone.
Via | Slashdot.org
Foto | Flickr
Se per le autovetture la dipendenza del petrolio potrebbe essere risolta, per il settore dei trasporti sembrano esserci ancora molte perplessità. È di qualche giorno fa, infatti, la notizia che gli “asfaltatori” siano in vera crisi a seguito dell’aumentato prezzo del petrolio che incide non solo sul combustibile ma anche sulle sostanze bituminose utilizzate per le strade.
Ecco che, quindi, la categoria potrebbe andare incontro ad uno stop forzato se il Governo non provvedesse a calmierare i prezzi dell’oro nero e dei suoi derivati. Il rischio è la paralisi di tutte le gare d’appalto e delle operazioni in essere di rifacimento o di creazione del manto stradale.
Oltre ovviamente a non vedere un lieto fine per la Salerno-Reggio Calabria, ci sarebbero altre questioni che effettivamente spiazzano un po’ tutti: e le auto elettriche su cosa le facciamo girare? Pensare ad un sistema di trasporto alternativo sembra irrealizzabile in quanto sarebbe necessario partire da zero. È difficile comprendere appieno in che modo ed in che dimensione il petrolio pervada la nostra “civiltà”.
Via | Adnkronos
Foto | visualpanic

Arriverà in America un nuovo modo di fare l’asfaltatura delle strade rispettando l’ambiente: il metodo, già noto da alcune decadi in Africa ed India, anche se con risultati ancora da perfezionare, permette l’utilizzo di materiali riciclati e un minor utilizzo di energia. Le strisce di bitume sono costituite per la maggior parte da scarti della lavorazione del petrolio grezzo dopo i processi di raffinazione per i carburanti e gli oli lubrificanti. Non solo: per esser posato ha bisogno di esser scaldato fino a 300 gradi.
Il programma di ricerca dell’ARC (American research center) con i finanziamenti di 5 milioni di euro, sta studiando il modo di “raffreddare l’asfalto”: in poche parole dall’università stanno sperimentando nuove tecniche per rendere più duraturi gli asfalti creati con materiali riciclati mescolati a sabbia che non necessitano di esser portati ad alte temperature per esser posati, eliminando quelli più inquinanti a base di bitume.
Sostituire l’asfalto tradizionale a quello ecologico sull’intera rete stradale americana significa una consistente riduzione di emissioni e di minor impatto ambientale: solo negli Usa ci sono 4,4 milioni di km di strade percorse quotidianamente da milioni di veicoli. Anche la sola manutenzione, se fatta con sistemi “verdi”, potrebbe già esser un risultato apprezzabile.
Non va trascurato il lato economico: l’asfalto ecologico essendo slegato dal processo di raffinazione del petrolio, ha un costo ben inferiore al bitume ordinario. In Sud Africa hanno costruito le prime strade con questo sistema circa vent’anni fa e oggi, nonostante le varie manutenzioni, sono da rifare: il governo locale, invece di autorizzare il classico sistema a bitume, sostiene la ricerca per lo sviluppo di asfalti ecologici, a basso uso di energia per la messa in posa.
Via | LiveScience
L’asfalto che si stende sulle strade europee e’ caldo, mentre quello degli USA e’ bollente. Pare che il nostro sia meglio, dal punto di vista ambientale, sia in fase di posa che di utilizzo.
Il nostro sistema costa il 28% in più, ma e’ più facile da stendere e puzza di meno. Per fare il nostro asfalto si lavora a temperature più basse (risparmio energetico in fase di produzione), si emettono meno vapori (risparmio in salute durante la posa) e si producono meno inquinanti anche in fase di esercizio.
Il National Center for Asphalt Technology della Auburn University in Alabama sta facendo una serie di test per vedere come si comporta il nostro asfalto in vari scenari di traffico.
Negli USA, l’asfalto e’ il materiale più riciclato in assoluto: l’80% di quello rimosso dalle strade viene utilizzato per farne di nuovo.
Via | Tennessean
» Warm Mix Asphalt Technologies and Research