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Tutti gli articoli con tag danimarca

Petrolio: La Danimarca pronta a chiedere l'annessione dell'Artico

pubblicato da Nestor Carnevali


La Danimarca vuole annettersi l’Artico. La decisione non è più semplicemente “ventilata”, ma secondo Reuters saremmo vicini al momento nel quale la richiesta diventerà ufficiale e sarà presentata di fronte alle Nazioni Unite. Le mire espansionistiche su un territorio che al momento non ha una precisa giurisdizione non sono soltanto danesi, anche la Russia ha mostrato la stessa intenzione in maniera piuttosto chiara.

La chiave è quella delle risorse naturali, in testa il petrolio, che l’Artico custodisce gelosamente in attesa che divenga economicamente conveniente (e manca poco) andare ad estrarle anche in un territorio così inospitale e inadatto alla vita umana. La Danimarca vorrebbe estendere di 200 miglia nautiche le sue pertinenze che includono già ora la Groenlandia, abbastanza per coprire un territorio sul quale anche il Canada ritiene di avere dei diritti.

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Rete del Mare del Nord: i pregi e i difetti del futuro network europeo delle rinnovabili

pubblicato da Peppe Croce

Un network collegherà le rinnovabili del nord EuropaAi primi di gennaio Gran Bretagna, Danimarca, Germania, Francia, Svezia, Belgio, Lussemburgo e Irlanda hanno posto le basi di uno dei progetti più interessanti nel campo delle rinnovabili. Lo hanno chiamato “Rete del Mare del Nord” e consisterà nel collegare i principali impianti nordeuropei di produzione elettrica da fonti rinnovabili tramite circa 6.000 chilometri di cavi, in gran parte posati sul fondo del Mare del Nord.

L’idea è quella di mettere in rete la produzione dei vari paesi e farla circolare in maniera intelligente per ottimizzarne l’utilizzo. Le rinnovabili, infatti, come tutti ormai ben sanno hanno il grosso limite dell’intermittenza. Tale limite crea a volte problemi alle reti elettriche: sovraccarichi, prima di tutto, ma anche difficoltà di programmare le infrastrutture di trasporto di quantità di energia non facilmente prevedibili. Per superare questi problemi, da qualche tempo, si stanno progettando le smart grids.

La “Rete del Mare del Nord”, però, è qualcosa di diverso dalle smart grids perchè è progettata per veicolare l’energia dei grossi impianti da decine, a volte centinaia, di MW. Il fulcro di tutto il sistema, infatti, saranno le grandi centrali idroelettriche nord europee che faranno da “batteria di accumulo” per l’energia in eccesso durante i picchi di produzione delle centrali alimentate dalle altre fonti. Questo ruolo di accumulatore, in realtà, le centrali elettriche già lo fanno ma per l’energia prodotta dalle centrali termoelettriche ad idrocarburi.

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Potenza eolica installata in Europa. Vince la Danimarca

pubblicato da Simone Muscas

Aerogeneratori eoliciL’Ewea ha diffuso i dati aggiornati sul potenziale eolico dei Paesi dell’Unione Europea. Le nuove cifre pubblicate si riferiscono alla capacità di produrre energia da fonte eolica per Kmq, dando quindi, un’esatta immagine dell’uso effettivo di questo tipo di energia. Non si tratta quindi di cifre che si riferiscono alla potenza eolica installata di ogni Stato membro, ma alla effettiva distribuzione di questa tecnologia in rapporto alla estensione di ogni singolo Paese.

Dai dati emerge come la media europea si attesti su un valore di 14 MW di potenza installata ogni 1.000 kmq, ma si tratta tuttavia di valori variabili a seconda del Paese. Fra questi il primo in questa speciale classifica è la Danimarca con una densità di 73,8 MW installati seguita a ruota da Germania (67), Paesi Bassi (53,6) e Spagna (33,2).

L’Italia? Con 12,4 MW installati si trova al nono posto, leggermente sotto la media europea, tuttavia non ultima ruota del carro in quanto davanti a due Paesi come Francia e Regno Unito. L’Ewea ha calcolato che se gli otto Paesi più grandi d’Europa avessero la stessa densità di eolico della Danimarca si potrebbe soddisfare il 19% della domanda totale di energia, evitando la produzione di 362 milioni di tonnellate di CO2.

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Il ciclobarometro di Copenhagen: il ciclista numero 500.000 vince una bicicletta

pubblicato da viviana

ciclobarometro a copenhagen

Curiosa iniziativa nella capitale danese. Di fronte al municipio di Copenhagen è stato installato questo contatore per biciclette, che conta sia i ciclisti che passano lì davanti durante una giornata, che quelli complessivi da quando è stato installato, ovvero il 1 maggio. Al ciclista numero 500mila verrà regalata una bicicletta.

Come funziona? con un semplice sensore sull’asfalto che registra il passaggio delle biciclette. Occhio però che vengono segnalate solo le due ruote che passano proprio davanti al “ciclobarometro” e non dall’altra parte della strada. E se serve una sistematina alle gomme, c’è pure una pompa ad aria.

La foto è stata scattata un paio di giorni fa, e segna oltre 320mila ciclisti dall’inizio di questa strana manifestazione. Lo scopo? Copenhagen ha la fama di essere “la migliore città dove un ciclista si possa trovare“, perlomeno secondo Treehugger. E’ sicuramente una città a misura di bicicletta e sono molti i danesi che scelgono questo mezzo di trasporto, qualche decina di migliaia al giorno nella capitale, quindi è un modo per celebrare e incentivare ulteriormente le due ruote leggere. Qualcuno ha mai provato a contare le biciclette a roma? Temo che i numeri non reggerebbero il confronto.

Via e foto | Copenhagenize

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La Grecia promuove la sua prima isola verde, Aghios Efstratios

pubblicato da missunderstanding

isola verde aghios efstratios
La vicina Grecia ha un sacco di problemi ambientali, dal cromo esavalente nei fiumi agli incendi dolosi che ogni estate distruggono km e km di vegetazione. Sarà per questo che promuove a gran voce la sua prima isola verde, Aghios Efstratios.

L’isola, entro la fine del mese, dovrebbe essere indipendente, alimentata soltanto da fonti rinnovabili e si dovrebbero avviare progetti simili anche sull’isola di Tilos e sulla mistica isola di Nisyros.

Attualmente, al mondo esistono soltanto tre esemplari di isola verde, alimentate da pale eoliche, sistemi fotovoltaici e centrali a biomassa: King Island in Australia, Samsoe in Danimarca e Utsira in Norvergia. Aghios Efstratios aspira ad entrare in questo gruppo di elette: l’isola conta oggi 300 abitanti e spiagge bellissime, raggiungibili solo in barca, e presto sostituirà i pochi veicoli che hanno il permesso di transitare sull’isola con veicoli elettrici.

Foto | greciago

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Londra è la città più sporca d'Europa, Copenhagen la più pulita

pubblicato da missunderstanding

londra città più sporca

Per la seconda volta Londra viene insignita del deplorevole titolo di regina della sporcizia, risultando ben quattro volte più sporca di Parigi, che è la seconda in questa classifica che segnala pregi e difetti delle capitali europee. Nonostante l’alto livello di sporcizia della città, la capitale inglese si salva per la vita notturna e per il merito di avere i parchi pubblici più belli d’Europa, quasi a compensare lo sporco e a regalare ai cittadinii un angolo di verde tra rifiuti e topi.

All’opposto, è stata riconosciuta come città più pulita d’Europa, Copenhagen, che entro il 2015 mira anche a diventare la prima eco-metropoli al mondo, la città europea con il miglior ambiente urbano. Candidandosi come esempio di capitale attiva e responsabile, Copenhagen sta lavorando sulla ridefinizione degli spazi cittadini dalle strutture alla mobilità; sull’impronta dello stile di vita partendo dalla scelta di cibi ed alimenti sani, e sulla riduzione delle emissoni di CO2. Voi, quale delle due scegliereste?

Foto | Flickr

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L'Italia è la nazione meno sicura per andare in bicicletta, l'Olanda la migliore

pubblicato da missunderstanding

sicurezza europea in bici

L’Olanda è la nazione più sicura per andare in bicicletta, seguita dalla Danimarca, secondo lo schema che mette in relazione i km percorsi per persona al giorno, e le morti in bicicletta. In Olanda le politiche della prevenzione non sono al primo posto, nè tutti indossano gli elmetti protettivi, ma sia nei ciclisti che negli autisti, c’è un alto livello di attenzione, che previene l’occorrere di incidenti.

Secondo le parole del segretario di stato del ministero dei Trasporti, Tineka Huizinga: “Andare in bicicletta fa girare le ruote del sistema del traffico delle città. Andare in bicicletta significa arrivare al lavoro, a scuola o in palestra in uno stato mentale più vigile e attivo, sentendosi creativi e positivi”. La bicicletta quindi, fa bene anche all’umore degli Olandesi, che evitano di rimanere nel traffico.

D’altra parte, i conducenti delle auto, consapevoli del fatto che i ciclisti non sono pericolosi quanto chi guida una macchina e della responsabilità loro attribuita in caso di incidente con una bici, fanno più attenzione e moderano la velocità in strade condivise con i ciclisti.

Nonostante le iniziative come quella di Genova, che ha da pochi giorni inaugurato il servizio di bikesharing, l’Italia resta all’ultimo posto per uso della bicicletta e sicurezza per i ciclisti.

Via | Ecoprofile

Nasce IRENA, l'Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili

pubblicato da eymerich

Per gli amanti delle sigle eccone una tutta nuova da tenere a mente, I.R.E.N.A., che sta per International Renewable Energy Agency, l’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili, sviluppatasi a partire dall’iniziativa di un consorzio di governi europei, principalmente Germania, Spagna e Danimarca.

Lo scopo di questa organizzazione sarà quello di promuovere a livello globale le energie rinnovabili e divenire un centro di eccellenza per garantire consulenza finanziaria, politica e tecnica a tutti i paesi che desiderano investire in tale direzione.

Hermann Scheer, Direttore Generale del Consiglio Mondiale per l’Energia Rinnovabile ha affermato che “l’I.R.E.N.A. mira a divenire la guida di riferimento nel promuovere una rapida transizione verso l’uso esteso e sostenibile delle energie rinnovabili a livello globale” e ha aggiunto che “…esistono agenzie internazionali per le energie da fonti fossili e per l’energia nucleare, ma non per le energie rinnovabili. I.R.E.N.A. colmerà questa lacuna.”

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Eolico off-shore: il Regno Unito supera la Danimarca

pubblicato da eymerich

Eolico Off ShoreDa sempre il primato nelle installazioni eoliche a largo della costa, il cosiddetto eolico off-shore, è stato della Danimarca; non per niente è fra le intenzioni di questo paese soddisfare entro il 2025 il 75% del fabbisogno di produzione elettrica con gli impianti eolici.

In questi giorni però il governo britannico ha annunciato che il Regno Unito ha superato la Danimarca nella produzione di energia da questo tipo di impianti eolici, come riportato anche da StaffettaQuotidiana.

Questo risultato è stato raggiunto in seguito alla costruzione di una nuova wind-farm a largo della costa di Skegness, nel Lincolnshire, che incrementa la generazione di elettricità da sorgenti off-shore per il Regno Unito fino a 597 megawatts (MW), che sono abbastanza per rifornire circa 300.000 abitazioni, mentre il totale danese è di “soli” 423 MW.

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Via le auto dalla più grande strada di Copenaghen

pubblicato da Simone Muscas

TrafficoVi immaginate le più grandi strade trafficate delle principali città chiuse alle auto? Sembrerebbe un’assurdità, eppure in Danimarca c’è chi ha azzardato questo tipo di iniziativa. Infatti la più grande arteria stradale di Copenaghen verrà chiusa alle automobili e diventerà esclusiva per biciclette e mezzi di trasporto pubblico. Il progetto, la cui fase sperimentale durerà per tre mesi, ha lo scopo di facilitare il traffico di autobus e biciclette nella via Nørrebrogade, la più grande strada della capitale danese con i suoi 14,3 km di lunghezza.

Secondo l’assessore per l’ambiente del consiglio di amministrazione di Copenaghen, Klaus Bondamesta, si tratta di un’iniziativa che contribuirà a risolvere i crescenti problemi di traffico che si hanno a Copenaghen e allo stesso tempo implementare gli spazi ciclabili e la fluidità del trasporto pubblico. La strada attualmente è percorsa ogni giorno da 33 mila ciclisti, 65 mila passeggeri del trasporto pubblico e 17 mila automobili private. L’iniziativa sarà sperimentale sino all’inizio del 2009 e, se verrà dimostrata la sua fattibilità, a partire dalla prossima primavera la chiusura della strada diventerà definitiva.

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